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Il consigliere UDC Romolo Carbone ha svolto una serie di riflessioni a margine dell’approvazione del conto consuntivo riferito all’esercizio finanziario 2007 esaminato nel consiglio comunale del 9 luglio scorso.
“Senza entrare nel merito delle singole voci che compongono il bilancio –chiarisce- ho sentito il dovere di esternare alcune considerazioni di natura politica sulla base delle dichiarazioni del sindaco nella seduta consiliare del 17 aprile 2007 quando si approvò il bilancio previsionale 2007”.
Il consigliere parte da un dato di fatto e cioè a dire che il bilancio esaminato non rispetta i vincoli imposti dal patto di stabilità: dato sul quale l’assessore al bilancio, Rocco Piccolo, ha tranquillizzato ma non abbastanza da convincere la minoranza a votare a favore.
“Mi sia consentito riportare testualmente –dichiara Carbone- alcuni passaggi del primo cittadino che in quella seduta elogiava il Comune di Manfredonia per essersi sempre distinto, in un quadro generale disastroso, per l’equilibrio della sua spesa corrente, per i conti in ordine, per raziocinio, prudenza e capacità di non strafare. Siamo tra i soli 200 Comuni italiani e l’unico in provincia di Foggia –asseriva- che possono fregiarsi con continuità di aver ottemperato ai parametri della stabilità…a Roma –aggiungeva sempre il sindaco- non ci credono che ci può essere un Comune che fa in 6 anni 60 milioni di euro di investimento e mantiene ancora un bilancio in equilibrio: sembrerà un’assurdità ma da noi è così, non perché siamo i più bravi del mondo, ma perché abbiamo amministrato con prudenza, saggezza e criterio e, quando necessario, assumendosi la responsabilità verso se stessi e verso la comunità, di aumentare le tasse. Avrei potuto navigare altri due anni, fino al termine del mio mandato, senza mai aumentare nulla, ma sarei stato un incosciente: intanto perché, evitando questo piccolo allineamento, avrei esposto il bilancio a seri rischi e consegnato a chi sarebbe venuto dopo, una situazione difficile”.
Rispetto a quanto affermato da Paolo Campo, “oggi si evince in maniera palese che questa amministrazione –commenta Carbone- non ha operato ne’ con raziocinio ne’ con prudenza. Al contrario, queste parole, trasferite su questo bilancio consuntivo, dimostrano in modo incontrovertibile il fallimento amministrativo e politico di questa giunta. Quei seri rischi esorcizzati dal sindaco, si sono ora materializzati. E per questo motivo credo e chiedo che qualcuno debba assumersi le responsabilità, come avrebbe già dovuto accadere in occasione del pasticciaccio della Tarsu”.