Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal consigliere del CdA Anna Rizzi, Silvio Cavicchia, al presidente pro tempore della casa di riposo
In merito alla pubblicizzazione della operazione “Villa Rosa” o “Villa Assunta” si evidenzia che:
1) Fin dalla sua fondazione l’I.P.A.B. “Casa di riposo A. Rizzi” è sempre stata gestita da Consigli di Amministrazione (C.d.A.) che hanno operato in modo volontario e gratuito, contribuendo, pur tra tantissime difficoltà, a consolidare nel tempo un servizio sociale a favore, ieri, di poveri inabili al lavoro e senza parenti, ed, oggi, di anziani in difficoltà di vario genere, diventando così Casa di Riposo dall’originario Ospizio di Mendicità.
Questa opera straordinaria fu resa possibile soprattutto per il sostegno concreto e continuo di tre soggetti, Chiesa locale, Comune, famiglie benefattrici, che diedero origine all’ “A. Rizzi”, consentendo un progressivo miglioramento della struttura, di prestazioni e servizi, della gestione, della tipologia e stabilità del personale e, di conseguenza, delle condizioni di vita degli anziani. Il presente non è altro che un “patrimonio” accumulato nella continuità del tempo e, quindi, va tutelato e rispettato il lavoro e la dignità di tutte le persone che hanno operato ed operano al servizio e a favore dell’ “A. Rizzi”.
Viene da lontano, perciò, quella particolare attenzione e quel senso forte di riconoscenza per tale iniziativa da parte dell’intera comunità locale. La stessa collocazione centrale della Casa di riposo “A. Rizzi” è stato ed è contemporaneamente stimolo e garanzia di questo legame con la comunità e del ridimensionamento del rischio di emarginare ed isolare “poveri”, inabili, persone anziane, rischio sempre in agguato e presente ancor più negli istituti, nei ricoveri. In tal senso l’I.P.A.B. Casa di riposo “A. Rizzi” appartiene all’intera comunità locale, è nel “nostro cuore”.
2) Molto è stato fatto ma tanto resta ancora da fare. Oggi l’ “A. Rizzi” si trova di fronte a problematiche nuove, demografiche, normative e di politiche sociali, che pongono domande fondamentali per il suo futuro e la costringono ad una profonda trasformazione.
- Ci sono nel nostro territorio sempre più anziani non autosufficienti e le risorse a disposizione sono sempre più scarse. Allora non è meglio utilizzare i circa 530.000 euro di gestione annuale orientandosi decisamente in questa direzione, adeguandosi per struttura e tipologia di servizi, visto che senza ombra di dubbio bisogna operare affinchè gli anziani autosufficienti continuino a vivere nel loro ambiente naturale di vita, familiare, amicale, affettiva, sociale? In tal senso quale rapporto ci sarà con la eventuale istituenda R.A./R.S.A. presso “Villa Rosa o Villa Assunta” e che fine farà l’attuale Casa di riposo “A. Rizzi”?
- La legge regionale n. 13/06 obbliga l’I.P.A.B. “A. Rizzi” a trasformarsi in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.P.S.A.), purchè abbia determinati requisiti, tra cui una capacità patrimoniale non inferiore a 500.000 euro, capacità che è data attualmente solo dalla proprietà di Villa Rosa o Villa Assunta. Potrà l’“A.Rizzi” operare tale trasformazione se tale bene viene alienato prima della trasformazione stessa? E perché non lavorare subito con determinazione in questa direzione, attraverso una unificazione di tutte le I.P.A.B. esistenti a Manfredonia ed eventualmente nei comuni circostanti?
- Negli anni’70, quando fu donata Villa Rosa o Villa Assunta, la Casa di Riposo “A. Rizzi” era sostanzialmente l’unica struttura pubblica operante nel territorio al servizio residenziale degli anziani. Oggi la situazione è molto diversa: a Siponto opera un’altra casa di riposo, a Monte Sant’Angelo opera una R.S.A., a San Giovanni Rotondo funziona una grande casa di riposo ed è in costruzione un’altra casa destinata ad ospitare anziani sacerdoti, a Zapponeta c’è un’altra piccola struttura. Inoltre a Manfredonia c’è il progetto promosso dalla Chiesa locale per la costruzione della Casa della Solidarietà che dovrebbe accogliere immigrati, emarginati, ragazze madri e persone affette da malattie psichiche; nell’intera diocesi c’è una ricchezza di iniziative a favore degli anziani ed inabili da parte della Caritas e di altri enti ed organismi privato-sociali. Infine oggi è obbligatorio operare nell’ambito del Piano Sociale di Zona e, quindi, guardare ad un territorio che va oltre Manfredonia.
In questo quadro che prefigura un nuovo welfare locale non è forse meglio e necessario promuovere la massima e più diffusa partecipazione specialmente se si deve decidere su questioni rilevanti e, forse, decisive per il futuro stesso dell’ “A. Rizzi”?
3) Da quanto sopra emerge che la questione Villa Rosa o Villa Assunta non è da considerare una semplice operazione edilizia-urbanistica e/o finanziaria-commerciale, ma si inserisce in una problematica molto più ampia che riguarda il futuro dell’ “A. Rizzi”, la valorizzazione del suo intero patrimonio, economico e non, lo specifico intervento a favore degli anziani e delle persone non autosufficienti, in un’ottica sociale e culturale che eviti ogni rischio di loro emarginazione, metta al centro le famiglie, rivivificando la solidarietà sociale ed aumentando le risorse a loro favore.
Inoltre Villa Rosa o Villa Assunta è più che un bene pubblico, è un bene di comunità e, pertanto, pare scontato che ogni decisione in merito avvenga in modo pubblico, trasparente, partecipato coinvolgendo l’intera comunità a partire dai soggetti storici che hanno dato origine all’ “A. Rizzi”, le forze sociali, politiche ed associative, gruppi e persone che svolgono un ruolo dirigente nella nostra città, senza pregiudizievoli differenze di maggioranza e minoranza, sulla base di un progetto unitario da confrontare con il progetto altrui. Ciò anche al fine di allargare il consenso, che ritengo possa essere unanime o quasi, intorno ad una iniziativa che deve essere al servizio dei soggetti più deboli della nostra comunità. Comunque includere mi pare più positivo dell’escludere; informare, pubblicizzare, documentare, ricercare un diffuso approfondimento aiuta molto di più che il suo contrario. Del resto non invento niente. Quando all’inizio degli anni ’90 si pose un problema simile (L’ “A. Rizzi” aveva ricevuto dalla Regione Puglia un rilevante contributo per la ristrutturazione di Villa Rosa o Villa Assunta a Residenza Sanitaria Assistenziale) il C.d.A. dell’ “A. Rizzi” promosse direttamente incontri pubblici coinvolgendo tutte le forze politiche e sociali del territorio e mettendo a disposizione ogni documentazione.
4) In quest’ottica è evidente che la questione Villa Rosa o Villa Assunta è piuttosto complessa ed ha diverse facce interconnesse. Il sottoscritto al momento non ha svolto alcuna osservazione sulla realizzazione di una R.A./R.S.A. di eccellenza per anziani inabili (anche se ritengo ci sia molto da approfondire, soprattutto in merito all’ospitalità di anziani autosufficienti e a come evitare il rischio di “ghettizzazione”), né sul vincolo e sulle undici prescrizioni-condizioni presenti nell’atto di donazione di Maria Assunta Cesarano (anche se ritengo che esperti giuridici debbano dare una risposta certa che tale vincolo e prescrizioni-condizioni non siano superate e/o superabili nel tempo, in parte e/o in toto, visto che a tutt’oggi nessuno dei soggetti legittimati è mai intervenuto nonostante da 34 anni questo vincolo e prescrizioni-condizioni non siano stati sostanzialmente attuati).
La mia analisi, le mie osservazioni e proposte riguardano soprattutto le delibere n. 29/06 e 15/07 assunte dalla maggioranza del C.d.A. “A. Rizzi” che, tra l’altro, tra pochi mesi scade, la proposta della Sangro Invest srl (Sangro Gestioni SpA) sulla base della lettera inviata dall’assessore Paolo Cascavilla a tutti i componenti del C.d.A. “ A. Rizzi”, protocollo n. 45563 del 15/10/2007, e gli incontri trattative svolte in merito. A tale proposito confermo quanto espresso con le mie lettere-parere del 05/10/2006 e del 12/11/2007, che sono atti pubblici a disposizione di chiunque ne sia interessato e richiedo che venga messo a disposizione tutta la documentazione relativa a tale operazione (compreso i verbali), ritenendola anch’essa atto pubblico.
5) Evidenziando che l’Amministratore Delegato della Sangro Invest srl nell’incontro pubblico del 26 luglio 2006 aveva dichiarato la disponibilità ad investire risorse proprie consistenti (circa 5.000.000 di euro) e la massima disponibilità a definire una società per azioni, nel modo più partecipato e diffuso possibile, purchè, comunque, la maggioranza delle azioni (51%) fosse garantita alla Sangro Invest srl, riporto sinteticamente la nuova proposta fatta nel giugno 2007 su cui ho espresso parere contrario, facendo analisi e controproposte:
- Costituzione di una società (srl con capitale sociale di 20.000 euro) composta per l’80% da Sangro Gestioni e per il 20% da “A. Rizzi”
- La “A. Rizzi” conferisce il terreno gratuitamente nella società, quello su cui è ubicato l’edificio attuale, più una quantità di mq (da definire in accordo) che permettono di avere uno spazio esterno a verde attrezzato a una zona parcheggio.
- Si attiva un mutuo ipotecario per la realizzazione dell’opera. Le garanzie bancarie, oltre all’ipoteca sull’immobile, saranno date da Sangro Gestioni (nessun impegno formale dell’ ”A. Rizzi”)
- L’Amministratore Delegato della società sarà di competenza Sangro Gestioni, il presidente della stessa di competenza “A. Rizzi”. Il C.d.A. sarà proporzionale alle quote possedute, lo Statuto societario sarà predisposto in modo da dare ampie garanzie alla minoranza.
- Il costo di costruzione per 3.200 mq sarà di circa 2.600.000 euro; il mutuo ipotecario venticinquennale al 5.50% costerà 175.000 all’anno. L’arredo per 80 posti letto sarà di 450.000 euro ed il relativo leasing per 60 mesi al 6% costerà 108.000 euro all’anno. (Nota dello scrivente: tale leasing e mutuo per complessivi 283.000 euro sarà recuperato dai ricavi annuali di gestione) e si prevede un aumento di volumetria di circa il 50% in più dell’esistente in un’area vincolata, rientrante nel Parco Nazionale delGargano.
- In tale proposta la Sangro Gestione SpA così conclude “è tempo di decidere cosa fare………..…Proponiamo di organizzare per il mese di luglio un incontro con l’impegno a prendere decisioni definitive”.
Su queste basi e spinte ci sono stati più incontri interlocutori e chiarificatori presso la sede comunale tra Sangro Invest srl (Sangro Gestioni SpA) e l’ “A. Rizzi”, rappresentati soprattutto dal Presidente Cavallini e dal Consigliere Spadafranca, ed il 25 ottobre 2007 è stata assunta dalla maggioranza del C.d.A. “A. Rizzi” la delibera n. 15/07, simile ed in parte diversa dalla precedente n. 29/06. Con esse si aderisce alla proposta della Sangro Invest srl, si conferisce in una istituenda società la proprietà del fabbricato Villa Rosa o Villa Assunta e terreno di pertinenza (escluso il fondo rustico uliveto-mandorleto, attualmente in affitto), richiedendone l’autorizzazione alla Regione Puglia.
Com’era e com’è possibile conferire un bene in una istituenda società che era ed è, quindi, tutta da definire? Logica ed esperienza vorrebbero che si procedesse in modo inverso e cioè prima trattare e definire tutto e, poi, se questo tutto è favorevole per l’ ”A. Rizzi”, conferire il bene richiedendone l’autorizzazione alla Regione Puglia. A riguardo sottolineo, richiamando l’attenzione di tutti, che la legge regionale n. 13/06 obbliga le I.P.A.B. a chiedere l’autorizzazione solo se e al momento in cui si deve alienare un bene, e non nello svolgimento di una trattativa.
6) Oggi, sono passati quasi due anni, si afferma che si è ancora in fase di trattativa, che tutto è da definire ancora. Allora e a maggior ragione non hanno nessun senso le delibere n.29/06 e n. 15/07; anzi possono essere controproducenti poiché pongono paletti-vincoli e rendono meno libera una trattativa.
Allora non si perda più tempo, si proceda a questa trattativa in tempi strettissimi, con un proprio complessivo progetto, (anche per non pregiudicare altre possibili soluzioni per la valorizzazione di Villa Rosa o Villa Assunta), con la partecipazione di tutte le istanze presenti nel C.d.A. “A. Rizzi” e nel Consiglio Comunale, avvalendosi di esperti sui vari aspetti della problematica (ci sono al riguardo tanti valenti professionisti locali pronti a dare il loro apporto in modo volontario e gratuito).
Solo successivamente, e solo se e quando tutto sarà definito in ogni suo aspetto raggiungendo un accordo favorevole per l’ “A. Rizzi” (che ad oggi chiaramente non c’è) il C.d.A. “A. Rizzi” sottoponga tale accordo all’attenzione di tutte le forze sociali e proceda a deliberare il conferimento del bene chiedendone l’autorizzazione alla Regione Puglia.
Si superino polemiche ed ambiguità, il dire e il non dire, si metta a disposizione di tutti la documentazione e si proceda in modo unitario e trasversale, in uno spirito di servizio alla Comunità.
Approfitto dell’occasione per ringraziare tutte le persone che mi hanno consentito di esprimermi ed hanno avuto la cortesia di ascoltarmi, anche quando non erano convinti delle mie analisi e proposte, pur essendo io una singola persona ed un consigliere, pro-tempore ed in scadenza, molto e totalmente in minoranza (1 su 7), cosa che non ho mai nascosto. Ringrazio anche tutte le persone che hanno messo in evidenza tanti altri aspetti della questione e che si vorranno impegnare in questa direzione con pacatezza.
Dichiaro di essere disponibile in qualsiasi momento e in qualsiasi sede ad un approfondimento pubblico basato su documenti e carte scritte e non su parole (che come si sa se le porta via il vento) e finalizzato a trovare soluzioni unitarie, condivise e partecipate, molto partecipate, non solo perché questa è la democrazia, ma perché, come ho cercato di spiegare, l’ “A. Rizzi” e Villa Rosa o Villa Assunta appartengono alla intera nostra comunità e sono risorse fondamentali al servizio delle persone più deboli.
Prof. Silvio Cavicchia