| | Né madre né velina ma semplicemente donna La Fraire a Manfredonia avvince la platea e trasmette un messaggio forte: ”Non smettete di dare parola al desiderio!!!”  Le situazioni createsi quasi “per caso” sono quelle che poi portano i frutti migliori… Quando un paio di sabati fa sono scesa di casa non avrei mai immaginato di dovermi trovare, di lì a poco, a dover riflettere sullo “status” della donna oggi, sul rapporto donna/amore, donna/madre, donna/uomo.
Ho avuto la possibilità di conoscere Fraire, una bella persona…bella per le sue idee e per ciò che è riuscita a trasmettere a chi quel giorno si trovava ad ascoltarla. Ero immersa nella cornice di Palazzo Celestini, attorniata da tante ragazze giovanissime, mi capita di sentirmi sempre a mio agio quando sono in mezzo ai giovani…sarà perché con la mente mi sento ancora più vicina alla “ventina” che alla “trentina”!
In un mondo in cui il linguaggio, quello codificato e comunicato a tutti i livelli ha una connotazione fortemente maschile, la Fraire, propone una terza via, “né madre, né velina ma donna”, che belle parole….DONNA…ma cosa significa essere donna oggi? Afferma la Fraire “Si nasce maschi e femmine per diventare uomini e donne”. Ancora , si sottolinea il ruolo portante della donna-madre, colei che è “portaparola”.
La prima lingua che si apprende è la lingua materna, il potere della MADRE è enorme, la genealogia nonna-madre-nipote è l’asse portante intorno al quale si intessono relazioni determinanti per ogni individuo. Tutto quanto riceviamo dalle nonne e dalle madri contiene anche ciò che esse non sanno ancora. Perché le nonne sono investite di un potere e di un’autorità degni di rispetto?
Le nonne sono sopravvissute alla vita familiare, se la sono “cavata”, se loro sono ancora lì e sanno essere così autorevoli questo significa che qualcosa di importante da apprendere c’è ancora… Ma le nostre madri vivono il desiderio come una colpa da nascondere, bisogna essere sì madri e mogli ma è necessario anche saper lasciare “un pezzo” di vita per sé, amando l’immagine di sé anche se non pienamente riconosciuta dall’altro. Il riferimento alla donna-madre ci rapporta alla prima matrice della nostra vita psichica, inizialmente noi viviamo “nella mente della madre”.
La Fraire insiste nel trasmettere un messaggio molto forte: ”Non smettete di dare parola al desiderio!!!”, con tale affermazione vorrei concludere questa breve riflessione…. “non smettete di dare parola al desiderio…” non bisogna sentirsi in colpa se si desidera uscire a fare una passeggiata anziché finire di stirare le camice al marito… non bisogna sentirsi in colpa se un pomeriggio si va dal parrucchiere anziché accompagnare i bimbi a scuola di calcio, in palestra, a danza, a musica e non bisogna nemmeno sentirsi in colpa se un giorno alla settimana, uscendo tardi dall’ufficio si passa da Rosty a prendere una pietanza già pronta anziché preparare succulenti manicaretti dietro i fornelli…
In fondo….come oserebbe dire qualcuno “mica si muore!”. Un saluto sincero a tutte le donne/madri, le donne/mogli, le donne/fidanzate, le donne/lavoratrici, le donne “semplicemente” donne di questa città… | | | 09-01 | | 09-01 | | 09-01 | | 09-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | |
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