Servizi negati al gentil sesso.
Manfredonia e' una città piena di contraddizioni, una delle quali mi è capitata di notarla ultimamente.
E' assurdo che in una città che, con uno slancio senza precedenti, mobiliti ingenti risorse pubbliche per dotarsi di molte opere belle e utili, che e' inutile elencarle in quanto sono visibili a tutti, non provveda poi ad eliminare carenze così visibili per chi si trova a passare o si reca in certi paraggi per scopi anche fisiologici.
Transitando in compagnia femminile (per mia sfortuna) nella rampa di scale che dal Lungomare porta sulla Piazzetta del Mercato, nei pressi del il Municipio, sono rimasto letteralmente sbigottito dallo spettacolo scenografico che regna nel sottopassaggio, oltre alle solite scritte motivate da profonde ed incurabili ossessioni pseudo politiche, c'e' anche qualche scritta che toglierebbe il sorriso anche alle donne più disinibite!
Anche se abbagliato da cotanta arte raffinata, non mi e' sfuggito il particolare più importante, la chiusura dei bagni pubblici riservati alle donne.
Se il disguido a scapito del gentil sesso è puramente occasionale e causato per motivi tecnici, si può capire, ma se al contrario, la negazione del servizio e' dovuta ad altre cause, qualcuno ci spieghi le cause.
A poche decine di metri, spesso sostano autobus con nutrite comitive di turisti/e che poi si avventurano in città, immaginate che bella figura fa la città di Manfredonia, quando "le ignare turiste", dopo aver chiesto informazioni giungono alla sospirata meta, sicure di poter soddisfare i bisogni fisiologici e si vedono poi negare la possibilità di usufruire di un "servizio pubblico", in quanto riservato solo al sesso forte!