| | Alcune 'informazioni' sulla MDJ di Manfredonia Per non fare aleggiare sempre e comunque “ lo spettro della paura sul contratto d’area”.  Tra le tante notizie negative che ogni giorno affliggono il mondo del lavoro pare che noi manfredoniani abbiamo ormai accettato, come una sorta di destino immutabile, un costante senso di precarietà e di rassegnata sconfitta. Noi rappresentanti sindacali CGIL CISL UIL in azienda MDJ film spa pensiamo sia opportuno dire la nostra, magari in maniera più positiva, con la presunzione di conoscere questa realtà un po’ meglio di come è stata presentata nel vostro articolo in data 31/10/08 “ALEGGIA NUOVAMENTE LO SPETTRO DELLA PAURA SUL CONTRATTO D’AREA”.
Ci sembra, lo precisiamo sin da ora, che nel vostro articolo, non ci sia tanto la voglia di riportare delle informazioni sulla nostra azienda, quanto di riacutizzare, per l’ennesima volta, “lo spettro della paura sul contratto d’area” . Non ravvisiamo la giusta preoccupazione per le tante famiglie che corrono il rischio di rimanere senza lavoro, ma il tentativo di ricercare, a tutti i costi, un responsabile di questa crisi, magari “unico”.
La MDJ è una azienda giunta nel nostro territorio nella primavera del 2002 grazie ai fondi CIPE con 45 unità lavorative da occupare.
Tra il mese di agosto e settembre si completa l’organico e si avvia la fase di start up. Ricordiamo che, oltre alle normali difficoltà delle prime fasi di avvio, anche questa realtà produttiva, come tutte le altre, deve essere contestualizzata nel particolare momento economico e politico mondiale dovuto ai drammatici eventi dell’11 settembre 2001: aumento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati , conflitto medio-orientale ecc. (Alla base della nostra produzione c’è un massiccio utilizzo di materiale derivante da petrolio, energia elettrica e gas….).
Difatti anche questa azienda è costretta a ricorrere tra il 2005/06 ad alcune settimane di cig; ciononostante gli riconosciamo il merito di non essere mai venuta meno al confronto con le parti sociali sia nelle normali fasi di rivendicazioni economiche ( indennità sostitutiva del premio di risultato, mensa, avanzamento di livello per tutte le maestranze, premio presenza ecc.) che in quelle strettamente vertenziali. Non sono mancati, in questi sei anni, investimenti sostanziosi per la normale manutenzione e adeguamento degli impianti; tuttora all’interno del ciclo produttivo è presente un nuovo impianto per il riciclo di materiale plastico con un notevole investimento sia economico che di prospettiva occupazionale sul territorio. Attualmente lavorano in questo stabilimento 49 unità.
Per quanto riguarda la vicenda di Termoli, i fatti sono questi: il gruppo MDJ decide di ampliare il proprio mercato commerciale e rileva da una società in forte difficoltà economica, specializzata nella sola metallizzazione del film, lo stabilimento termolese (mentre qui a Manfredonia produciamo bobine-basi da metallizzare o per fare nastri adesivi ecc..): nuove possibili ricadute di sviluppo e occupazione per la nostra realtà produttiva.
Non ci sembra il caso di ricordare ai lettori il momento di congiuntura economica di cui sopra.
Il mercato del metallizzato subisce un forte rallentamento con conseguente crisi per importanti gruppi internazionali. Rinunciano a questa produzione grandi gruppi industriali italiani: purtroppo chiude Termoli. Ciononostante la MDJ Manfredonia decide di conservare una parte del mercato del metallizzato trasferendo nel nostro territorio alcune metallizzatrici: ancora possibili prospettive di sviluppo e occupazione.
Tutto ciò , quindi, “ha creato una realtà produttiva autonoma e stabile sul territorio”.
Se la crisi mondiale per gli eventi del 2001 sono un po’ lontani nella nostra memoria, ora siamo in una più grave e duratura fase recessiva: in queste settimane si era deciso di sottoscrivere una nuova richiesta di C.I.G. Ordinaria per due settimane dal 10/11 al 23/11: la nostra azienda ci ha invece comunicato che continueremo a lavorare fino al 16/11.
Perché raccontarvi tutto questo? Semplice: Per non fare aleggiare sempre e comunque “ lo spettro della paura sul contratto d’area”.
Perché nei giovani operai del nostro territorio non aleggi sempre e solo la rassegnazione di un destino immutabile.
Siamo convinti che informare e informarsi sia un diritto-dovere di tutti: una condizione indispensabile da cui far scaturire magari dibattiti e confronti per poi giungere a delle opinioni, personali, differenti e democratiche. Uno dei tanti modi per far emergere, anche culturalmente, il nostro territorio. LE RSA AZIENDALI CGIL CISL UIL
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