| | Polemiche su Torre del Fico: parla il legale "L’ignoranza regna sovrana sia in chi formula commenti, trincerandosi dietro un pavido anonimato"  La proprietà dei locali e conduttrice del Ristorante “Torre del Fico”, nel quale è inglobato il Torrione del Fico, sito in Manfredonia alla Piazza Marconi, mi ha conferito l’incarico di “illuminare” le menti di chi, in questo ultimo periodo, sta montando una polemica sulle opere di restauro della antica Torre. In materia, purtroppo, le parti che rappresentano notano che l’ignoranza regna sovrana sia in chi formula commenti, trincerandosi dietro un pavido anonimato, sia in chi, pur firmando articoli o effettuando riprese televisive, prontamente messe in onda, si ergono a indignati censori senza aver acquisito opportune informazioni e idonea documentazione. E ciò nonostante diversi articoli pubblicati da due quotidiani (e di ciò ne va dato atto), uno regionale, l’altro provinciale, che hanno cercato di fornire informazioni di carattere generale ma che, evidentemente, non sono stati letti. Tralasciate queste premesse e volendo tranquillizzare i cittadini “indignati” cominciamo a fornire, a chi vorrà avere la giusta attenzione per la presente, le seguenti precisazioni:
1) i lavori attualmente in corso sono stati preventivamente sottoposti all’attenzione dei responsabili della Sovrintendenza alle Belle Arti e del Comune di Manfredonia (n.b. gli estremi di tali atti abilitativi sono riportati sull’apposito cartello esposto in cantiere);
2) i lavori stanno procedendo secondo quanto previsto nei progetti approvati con l’utilizzo di tecniche e materiali conformi (malte a base di calce naturale, cocciopesto…) e vengono eseguiti da una Ditta in possesso delle certificazioni prescritte (ed espressamente richieste della Sovrintendenza) per poter eseguire tali opere che non possono essere realizzate da una “normale” impresa edile; tanto a garanzia della perfetta esecuzione delle opere di restauro, grazie anche alla capacità acquisita e riconosciuta in capo alla stessa, per questo tipo di interventi;
3) le opere di “restauro conservativo” sono mirate alla conservazione del bene tenendo presente che quanto oggi visibile è frutto della stratificazione storica delle trasformazioni che hanno interessato il monumento nel corso dei secoli e di cui va conservata memoria;
4) le parti mancanti, dette “lacune” sono state trattate in maniera differente rispetto al consolidamento della restante muratura proprio per sottolineare ciò che si è perso nel tempo e che non potrà essere ricostruito o riprodotto, creando erroneamente dei “falsi storici”;
5) tutto ciò che è stato possibile recuperare è stato recuperato e, tanto, non nell’interesse della proprietà e società conduttrice, ma anche in favore della cittadinanza alla quale verrà finalmente restituito l’unico Torrione integralmente restaurato (interni ed esterni) con criteri prefissati dalle autorità competenti e del quale potrà anche usufruirne, al contrario delle altre Torri della cinta muraria;
6) per concludere, i giudizi affrettati, senza approfondimenti, dettati da ragioni non comprensibili, non fanno bene a nessuno e non andrebbero espressi se non a lavori conclusi. La proprietà e la conduttrice, anzi, hanno dimostrato una attenzione, un amore, una cura ed un interesse non riscontrabile in altri soggetti. Meriterebbero, forse, un giudizio più attento e più informato;
7) le parti interessate, e qui comprendo anche il Direttore dei Lavori, Arch. Luigi Losciale, sono disposti a documentare quanto sopra esposto. Avv. Claudio Iannuzzi | | | 09-01 | | 09-01 | | 09-01 | | 09-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | |
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