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Campo: 'Daniela Marcone farà parte della nostra squadra di governo'
Pronto un piano per la videosorveglianza nelle zone commerciali
Pubblicato il 23 aprile 2008 alle 17:41



Riceviamo e di seguito pubblichiamo



Il nuovo governo della Capitanata, con l’elezione alla Presidenza della Provincia di Foggia del candidato del centrosinistra, sarà composto da 10 assessori e, tra questi, ci sarà Daniela Marcone: figlia del direttore dell’Ufficio del Registro, Francesco Marcone, ucciso dalla criminalità organizzata nel ’95. Paolo Campo lo ha annunciato questa mattina, nel corso della conferenza stampa durante la quale il candidato della coalizione “Capitanata Viva” ha presentato le prime anticipazioni sulla sua squadra di governo che si andrà a comporre in caso di vittoria al ballottaggio. “Si tratta di una personalità, di un’intelligenza e di una storia che sono patrimonio di questa città, di tutta la provincia – ha dichiarato Campo rispondendo alle domande dei giornalisti – Il suo coinvolgimento diretto nel progetto di rilancio del nostro territorio è stata una mia idea, condivisa appieno da tutte le forze della coalizione, che esula da ogni ragionamento sulle ‘quote di genere’ o le appartenenze politiche. A Daniela Marcone ho chiesto di impegnarsi nella costruzione di politiche attive destinate a favorire, tanto all’interno dell’Amministrazione che nella società, la diffusione e l’affermazione concreta della cultura della trasparenza e della legalità”. Insieme all’anticipazione sulla squadra di Governo, Paolo Campo ha annunciato il finanziamento di un piano provinciale per la telesorveglianza: “Vogliamo essere operativamente al fianco dei commercianti e degli imprenditori che operano in Capitanata e di quelli che vorremmo venissero ad investire da noi. Insieme ai Comuni e all’Asi svilupperemo intese istituzionali e progetti di investimento ad elevato contenuto tecnologico, per offrire strumenti adeguati ad arginare l’aggressione della criminalità nei confronti della nostra imprenditoria”.


Daniela Marcone ha 39 anni, studi giuridici, lavora presso la Commissione Tributaria Provinciale, è presidente del Comitato Direttivo della Confederazione e della Funzione Pubblica CGIL ed è tutor onorario della scuola di Pubblica Amministrazione “Francesco Marcone” della Provincia di Foggia. Il suo impegno civile comincia 13 anni fa, quando associa il suo dolore privato alla battaglia di un Comitato costituito da docenti di scuole medie superiori nel nome di Francesco Marcone, il direttore dell'Ufficio del Registro di Foggia, assassinato il 31 marzo 1995. La barbara uccisione del padre, rimasta tutt'oggi senza risposta giudiziaria, porta Daniela all'impegno associativo e alla testimonianza civile, portata in tutta Italia e in special modo nelle scuole, al fianco di Rita Borsellino e altri familiari di vittime della mafia che hanno scelto l'impegno sociale e politico. Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera", le chiede, nel 1997, di diventare garante nazionale del sodalizio che unisce "Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie". Per "Libera", di cui è presidente provinciale, Daniela Marcone conduce la battaglia a difesa della Legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l'assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti - associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni - in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. All’interno di Libera Memoria lavora attivamente nell’attività di sostegno di chi come lei si è ritrovato ad essere familiare di vittima di mafia. In occasione della tredicesima "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie", la cui manifestazione nazionale si è celebrata quest'anno a Bari, il 15 marzo scorso, Daniela Marcone ha sottolineato che in 11 anni dalla sua applicazione, la Legge 109 ha permesso la destinazione a fini sociali di oltre 3.000 beni immobili (appartamenti, ville e terreni). In quell'occasione, ricordando la tragedia dell'uccisione del padre, unico funzionario dell'amministrazione finanziaria dello Stato assassinato in Italia dal dopoguerra in poi, Daniela ha concluso il suo discorso introduttivo richiamando il “bisogno fortissimo di coscienza, di responsabilità, di impegno forte da parte della politica e delle istituzioni” e ha indirizzato un appello sintetizzandolo in tre parole: “giustizia, verità e impegno”.

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