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Il ripescaggio del Manfredonia Calcio
Dopo il danno della passata stagione, con il mancato ripescaggio, ora si aggiunge la beffa. Quando si muove il Manfredonia Calcio vengono riscritte le norme
Pubblicato il 12 giugno 2009 alle 18:40



Abbiamo trascorso una intera estate nel tentativo di far valere le nostre ragioni al riguardo del ripescaggio in Prima Divisione per la stagione 2008/09, passato vari gradi di giudizio portando avanti una battaglia di forti ideali ma abbiamo cozzato contro un muro di gomma, contro la strenua resistenza di individui ormai anacronistici. Siamo stati anche tacciati di voler distogliere l'attenzione dall'inopinata retrocessione subìta ed invece alla prima occasione utile cosa succede? Vengono apparentemente rideterminate le norme che regolano i ripescaggi ed ora sarà impossibile per società calcistiche come il Lanciano potervi ambire! Che dire? Quando si muove il Manfredonia Calcio vengono ristabilite le norme, il caso Barusso insegna.


Il Presidente Angelo Riccardi ha sempre creduto in una giustizia equa e non ha lesinato sforzi nell'inseguirla, con l'intero staff del Manfredonia Calcio, anche in una delle estati più calde, e non parliamo di temperature del meteo, che possano ricordare i tifosi sipontini, quella del 2008.

Se esistono delle regole è giusto che vengano rispettate ed è su questo che ha fatto leva il ricorso che ha interessato il ripescaggio del Lanciano. Nulla contro la città, la dirigenza ed i sostenitori frentani, ed a tutti loro auguriamo le migliori fortune, ma ci è sembrato da subito che i rossoneri stessero usufruendo, non certo per proprio dolo, di una piega regolamentare apparentemente lecita ma in realtà assolutamente improponibile perchè in netto stridore, tra l'altro, con le normative del Coni.

Sarebbe noioso addentrarci nelle sfumature giuridiche della questione, e ve lo evitiamo, ma tutti i sostenitori biancocelesti e tutti gli organi di stampa che ci hanno seguiti nella scorsa estate sanno con quanta decisione, convinzione e garbatezza abbiamo portato avanti le nostre ragioni in tutte le sedi competenti.

La professionalità dello staff di dirigenti e collaboratori del Manfredonia Calcio, che sia permesso almeno una volta autoincensarci e vogliate scusarci per l'immodestia, si è dimostrata consona all'ambito professionistico nel quale opera: nessuno mai aveva pensato di sollevare la questione ed i vertici stessi che governano il calcio hanno vacillato e non poco per restare a galla e provare a venire fuori dall'impaccio con meno danni possibili.

Come può una società nata durante la stagione appena terminata ereditare i risultati sportivi dell'ormai scomparsa società fallita? Può esserci logicità nel premiare una qualsivoglia società calcistica che, in barba alle regole fiscali e contributive alle quali le altre società ottemperano, fallisce e poi riparte come se nulla fosse.

Perchè tutti i gradi di giudizio che abbiamo affrontato hanno svicolato rispondendoci nè con un "avete ragione" e nè con un "avete torto" ma più furbescamente con un "voi non avete titolo a fare questo ricorso perchè non interessati direttamente dai ripescaggi"? Ricordiamo a questo proposito che non esiste una graduatoria ufficiale nota a questo riguardo, nemmeno per gli addetti ai lavori.

E già. Salomone era stato abile nel decretare che il bambino conteso da due donne che ne rivendicavano la maternità fosse diviso in parti uguali, facendo uscire così allo scoperto l'amore della vera madre, ma ancora più abile è stato chi ha fatto orecchie da mercante dinanzi alle nostre rimostranze, lecite, ed appena l'attenzione si è spostata in un'altra direzione è tornato con la bacchetta magica ed oplà! Niente più ripescaggi per chi usufruisce del titolo sportivo di una società calcistica alla quale era stato revocato!

Sembrerà incredibile a taluni ma non ci stupiamo. L'abbiamo detto dal primo momento che eravamo fortemente convinti delle ragioni del nostro ricorso e che avremmo portato avanti una "battaglia di ideali", vista l'aria che da subito ha cominciato a spirare attorno a noi. Quella stessa aria che ha reso il mondo del calcio asfittico, conservatore oltre ogni modo per via dei dinosauri che ne muovono le leve dalle loro dorate stanze dei bottoni.


Guarda caso si è stabilito che "Le società a cui è stato attribuito il titolo sportivo nella stagione 2006/07, 2007/08, 2008/09 ai sensi dell'art. 52, commi 6 e 7, delle NOIF, nonchè le società a cui venisse attribuito il titolo sportivo nella stagione 2009/2010 in virtù della medesima disposizione, saranno computate ai soli fini della redazione della classifica finale, ma saranno in ogni caso escluse dal ripescaggio". Toh! Ma guarda un pò! Quest'anno qualcuno in alto nelle gerarchie vuole farsi della vacanze estive più tranquille rispetto alle ultime che non gli abbiamo fatto fare? Non riusciamo a capire quale altra ragione ci può essere per fare il distinguo di cui sopra proprio dopo il clamore che abbiamo sollevato, invano purtroppo per la causa biancoceleste, nello scorso finale di campionato.


Non è mai tardi
porre rimedio ai propri errori. Non è mai tardi riscrivere le regole in maniera ancora più esplicativa. Non è mai tardi ammettere che il nostro lavoro, confortato dal parere dei migliori esperti in materia di Diritto Sportivo, è stato esemplare. Non è mai tardi restituirci la dignità che ci è stata pretestuosamente negata nella nostra richiesta e sin dal primo momento.


Ci piace seguire gli ideali ed assecondarli, non esitiamo nell'affrontare qualunque cosa, e chiunque, nel nome del Manfredonia Calcio, se questo si frappone tra noi e la Giustizia, sia essa sportiva che ordinaria. Lo dobbiamo alla nostra città, alla nostra Società, ai nostri tifosi, ed alla nostra coscienza.


La coscienza
. Quella stessa componente che avrà esercitato la sua pressione sulle menti di coloro i quali hanno esplicato, con una stagione di ritardo, quanto era già scritto e non necessitava di interpretazione alcuna. Meglio tardi che mai?


Matteo Fidanza

Ufficio Stampa Manfredonia Calcio
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