| | Mi chiamo Rignanese Francesco e mi chiedo se credere nella legge sia possibile La lettera aperta del figlio di Antonio Rignanese, l'uomo barbaramente ucciso a Manfredonia nel luglio 2006
 Riceviamo e di seguito pubblichiamo la lettera aperta ricevuta da Francesco Rignanese.
Mi chiamo Rignanese Francesco e mi chiedo se in Italia credere nella legge sia ancora possibile.
Mio padre, Rignanese Antonio, è stato ucciso barbaramente e senza giusta causa a Manfredonia il 17/07/2006 da un tale Cannata Matteo omicida reo confesso.
Io e la mia famiglia, dopo poco più di un anno dalla sua carcerazione, abbiamo dovuto subire l’umiliazione della sua messa in libertà con conseguenze disastrose sulla psiche di nostra madre e sulla tranquillità dell’intera famiglia.
Un omicida che ha compiuto un atto efferato e barbaro, con premeditazione e volontarietà. Aveva studiato approfonditamente ogni particolare proprio come un professionista del crimine.
Infatti, la polizia ha ritrovato una parrucca, una tuta e altro ancora investitendo, inutilmente, tanti giorni di lavoro per ritrovare l’arma del delitto di cui il Cannata ha astutamente fatto perdere ogni traccia.
Un reo confesso con pericolosi precedenti anche in famiglia che, con fare spavaldo, all’atto dell'arresto ha dichiarato che se avesse avuto la possibilità di fare la medesima cosa anche ad alcuni familiari della vittima non avrebbe certamente esitato.
Vi lascio immaginare in quale clima di terrore viviamo io e l’intera mia famiglia. Un terrore che i nostri figli osservano tutti i giorni sui nostri volti ed in particolar modo sul viso della nonna che oltre a perdere un insuperabile marito ha perso per sempre anche ogni forma di tranquillità.
Le minacce e il modo di fare spavaldo e terrorizzante del criminale di nostro padre sono continuate anche dopo la sua uscita dal carcere.
Infatti durante gli arresti domiciliari, ripetutamente infrangeva la legge ospitando in casa amici e parenti che non poteva assolutamente vedere, e continuando a perpetrare forme di minacce e offese contro alcuni membri della mia famiglia.
Tanto bastò per indurre le forze dell'ordine a rinchiuderlo nuovamente in galera dove meritava di stare. Ciononostante pochi giorni fa e precisamente in data 17/02/2008 l’omicida è di nuovo libero!!!! Una decisione inaccettabile, del Tribunale della Libertà di Bari, discutibilissima e sciagurata per le sorti della nostra famiglia.
Una decisione cattiva che getta decine di persone nello sconforto.
Ci chiediamo che giustizia è questa??????
Ma è possibile che la coscienza di un giudice possa spingerlo a mettere in libertà un assassino che ha premeditato un omicidio e lo ha messo in atto con strategie tese a nascondere tutto il possibile compreso l’arma del delitto????
Hanno rimesso in libertà un persona malvagia il quale ha già ammesso che di fronte ad un opportunità del genere avrebbe commesso nuovamente un gesto così sciagurato anche nei confronti del resto della famiglia.
Ma quanto vale la vita di una persona integerrima come quella di mio padre???
La mia famiglia merita giustizia !!!!! Mio padre merita giustizia!!!!
Ci hanno sottratto brutalmente un uomo splendido, un padre affettuoso, un nonno adorabile amato da tutti; tutto ciò a causa della follia di un creatura orribile.
Pretendiamo giustizia!!!
La legge deve rispettare e aiutare chi subisce un torto, proteggendo la vittima e la sua famiglia.
Un assassino non può essere messo in libertà.
Riteniamo che la prima condanna avuta sia già una condanna mite per chi commette questi delitti, se poi gli viene concessa addirittura la libertà per la seconda volta nel giro di pochi mesi, allora vuol dire che siamo legittimati a non credere più nella giustizia e nemmeno nelle istituzioni che la dirigono.
Io e la mia famiglia non ci rassegneremo all’idea che l’assassino di nostro padre sia libero e per questo faremo tutto quanto il possibile per riportarlo in galera.
Ringraziamo, infine, le forze dell’ordine che con passione e rapidità hanno consegnato alla giustizia un criminale violento; a quella stessa giustizia però che con la scarcerazione scellerata ha reso vano qualsiasi tipo di sforzo.
Speriamo un giorno di poter ringraziare anche i giudici e la giustizia italiana.
Famiglia Rignanese | | | 01-12 | | 01-12 | | 01-12 | | 30-11 | | 30-11 | | 30-11 | | 30-11 | | 29-11 | | 29-11 | | 29-11 | |
|  |
|