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Vertenza BMP:per la Cgil ignorate denunce di 1 anno fa
Per il segretario Castrignano, l'accordo per il licenziamento sottoscritto a maggio 2007 da altri sindacati ha rappresento una delega in bianco alla chiusura dell'impianto
Pubblicato il 5 aprile 2008 alle 15:39



A distanza di 11 mesi dal grido d’allarme lanciato anche con manifesti pubblici dalla Cgil, tutti sono costretti ad assistere alla decisione unilaterale della BMP, azienda insediatasi nel distretto produttivo di Manfredonia-Monte Sant’Angelo grazie a 11 miliardi di vecchie lire di contributo pubblico, di scaricare interamente sui lavoratori e sul territorio lo stato di crisi, addirittura con la prospettiva di delocalizzare l’attività produttiva in un paese estero”.

E’ quanto denunciano la Camera del Lavoro Provinciale e la FIOM CGIL di Capitanata in merito alla vicenda dell’azienda che a maggio 2007 ha sottoscritto un’intesa con altre organizzazioni sindacali di categoria, alla quale la CGIL si oppose, che prevedeva il licenziamento di 106 lavoratori su 170 a far data dallo scorso 31 luglio.

Ad ogni lavoratore licenziato sarebbe andato un “premio” di 13mila euro lordi. “
Tanto valeva per i sottoscrittori di quell’accordo un posto di lavoro -afferma Salvatore Castrignano, segretario provinciale della CGIL - una firma in bianco alla prospettiva della chiusura complessiva dell’industria nell’area di Macchia e al trasferimento di parte degli impianti in un Paese dell’Est. Oggi, quanto denunciammo un anno fa, trova la sua amara verifica.

La Cgil – prosegue - è al fianco dei lavoratori della BMP in lotta contro la chiusura della fabbrica e torna a chiamare in causa azienda e istituzioni, chiedendo che la vertenza BMP approdi in sede ministeriale, affinché sia possibile valutare approfonditamente e ricercare possibili proposte e percorsi alternativi di continuità produttiva come una riconversione, diversificazione o altre soluzioni - conclude Castrignano - Chiediamo un atto di responsabilità a chiunque abbia un ruolo decisionale nella vertenza, affinché nessun posto di lavoro vada perso, assieme ad una realtà economica e produttiva di grande rilevanza per il nostro territorio”.  
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