| | Precisazioni sull'operazione recupero di Villa Rosa Parla il presidente dell'Ipab Anna Rizzi, Alberto Cavallini
 Riceviamo dall'IPAB "Anna Rizzi" di Manfredonia e di seguito pubblichiamo un comunicato stampa relativo a Villa Rosa. L’IPAB “Anna Rizzi” di Manfredonia è guidata da un Consiglio di Amministrazione nominato dalla Regione Puglia. Uno stile di azione ispirato all’attenzione delle solitudini, condotto con modestia e semplicità, teso ad offrire conforto a chi è in possesso degli anni, ha accompagnato il lavoro silenzioso della massima parte del CdA della Casa di Riposo “Anna Rizzi”.
Il rigore usato nel riordino dell’intera amministrazione della Casa, il miglioramento della qualità della vita degli anziani, l’impegno profondamente avvertito che i dipendenti non perdano il posto di lavoro – ed altro ancora – sono titoli che, benché sconosciuti ai più, ci riempiono di orgoglio e di determinazione.
I cittadini che quotidianamente visitano, o entrano in contatto con la Casa di Riposo, hanno sempre definito lodevole l’opera preziosa di quanti, in questi anni, in piena gratuità e disinteresse, si sono prodigati per rilanciare al passo coi tempi la centenaria Casa di Riposo cittadina “Anna Rizzi”.
Con modestia riteniamo che le molteplici e importanti iniziative intraprese l’abbiano riposta nel cuore della nostra città, rendendola luogo certo di accoglienza di molti anziani, dei quali 1/3 poveri e senza parenti in linea retta.
Notizie, che riteniamo imprecise, talora denigratorie e, comunque, immotivate, ci spingono a rompere il nostro silenzio. Anzitutto per tutelare la onorabilità, la dignità, la onestà di tutti quei consiglieri (precisamente sei su sette, come è possibile evincere dagli articoli apparsi sui giornali) che sono stati resi oggetto di sospetti e di sottili insinuazioni.
Si può con naturalezza comprendere lo sconcerto e la meraviglia del Presidente e della maggioranza del Consiglio nel vedersi al centro dell’attenzione mediatica per accuse infondate e denigratorie. Qualcuno, infatti, ha pensato di distorcere artatamente, con notizie ad effetto pubblicate sui giornali locali e sul web, il pensiero e l’orientamento della maggioranza del CdA in riferimento all’ operazione Villa Rosa. Affrontare questa materia, relativa ad un patrimonio che si intende valorizzare e mettere a disposizione dell’intera comunità, ricorrendo ad articoli a dir poco discutibili, non può che meritare censura e ferma smentita.
Gli amministratori dell’IPAB “A. Rizzi”, hanno deciso di percorrere un cammino difficile rivolto a considerare un’ipotesi di recupero di Villa Rosa al solo scopo di garantire il benessere degli anziani del territorio, cercando di recuperare un bene ormai in rovina. Il tutto nel pieno rispetto delle norme dettate dallo Statuto dell’IPAB ANNA RIZZI e della volontà della donante.
Un quadro riepilogativo dell’ipotesi di recupero di Villa Rosa è il seguente. L’Anna Rizzi ha in proprietà l’immobile denominato Villa Rosa, ubicato a circa 3 Km dal centro abitato, costituito da un fondo rustico di circa Ha 28, di natura mandorleto-uliveto, e da un fabbricato rurale, allo stato attuale diroccato e non utilizzato da moltissimi anni. Villa Rosa è pervenuta alla nostra Casa di Riposo attraverso una donazione a favore dell’IPAB affinché realizzasse "una casa di riposo per il clero, per gli anziani e per gli inabili" (testualmente dall’atto di donazione). Si è pensato di recuperare il fabbricato affinché lo stesso possa fornire accoglienza agli anziani e agli inabili dell’intera comunità cittadina. Si è persuasi dell’idea che continuare a lasciare in totale abbandono quell’immobile non rispondesse comunque alla volontà della donante. L’unica proposta seria che la nostra IPAB ha ricevuto è stata quella della Sangro Gestioni, ovvero l’unica che intende creare una struttura R.A. investendovi proprie risorse. La proposta ha suscitato tanto improvviso clamore, anche se è alla nostra attenzione da almeno un paio di anni, perché contempla il conferimento di Villa Rosa (senza i 28 ettari di uliveto e mandorleto annessi) di proprietà dell'Ipab Anna Rizzi ad una società che la stessa Ipab dovrebbe formare con la Sangro Gestioni s.p.a., società specializzata nel settore.
Nella costituenda società, l'Anna Rizzi dovrebbe assumere una partecipazione societaria pari almeno al 20% del capitale sociale oltre a designare il presidente del Consiglio di Amministrazione, alla Sangro Gestioni la restante quota del capitale sociale e l'amministratore delegato. La costituenda società dovrebbe ottenere un mutuo, necessario alla ristrutturazione di Villa Rosa come R.A.; mutuo garantito dall’immobile e dalle coperture bancarie della Sangro Gestioni. Il bene così ristrutturato sarà di proprietà della nuova società partecipata dall'Anna Rizzi nelle percentuali sopra indicate.
In questo modo la Casa di Riposo Anna Rizzi contribuirebbe alla realizzazione di un centro di eccellenza per l’assistenza degli anziani recuperando un bene donato per tali finalità. Inoltre, accrescerebbe il proprio patrimonio valorizzando l’immobile attraverso una partecipazione societaria. La Sangro Gestioni è una società privata, che gestisce case di riposo. E’ una società che fa capo ad un gruppo quotato in borsa. Al gruppo appartengono società con bilancio certificato, e questa è una circostanza che non può essere sottovalutata. La Sangro Gestioni ha una grande esperienza e rapporti positivi con enti pubblici, enti ecclesiastici e istituzioni scientifiche. L’intera operazione, a motivo della vigente Legge regionale sulle IPAB, deve essere autorizzata dalla stessa Regione Puglia, sentito il parere del Consiglio comunale. Solo successivamente si procederà a condurre le più opportune e favorevoli trattative per il nostro Ente. Ogni valutazione è stata effettuata con il massimo impegno. Non è stato deciso ancora nulla. I punti delineati rappresentano solo a grandi linee il percorso seguito e da seguire con molta attenzione. Percorso che potrà concludersi solo se offrirà ogni più ampia garanzia e margini di rischio controllati. Se tutto ciò spaventa è solo perché non ci si rende conto che dobbiamo costruire il Welfare del 2000.
Il Presidente Alberto Cavallini
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