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Irak: No alla guerra
Grande partecipazione alla manifestazione pacifista svoltasi domenica 9 febbraio in piazza del popolo.
Pubblicato l'11 febbraio 2003 alle 09:30



Comunicato a cura della Casa dell'Ulivo.


Per l'intera giornata di domenica 9 febbraio la piazza centrale della città è stata colorata di manifesti, tabelloni, materiale satirico, prodotti del commercio equo e solidale, bandiere e soprattutto dalla presenza di uomini e donne, ragazze e ragazzi uniti dalla volontà di dire NO alla guerra.

Tanti i soggetti politici in piazza (Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, Democratici di Sinistra, Comunisti Italiani, Verdi -presente il Sen. Franco Carella, Italia dei Valori) e molti anche quelli che aderiscono (Margherita, Socialisti Democratici Italiani, UDEUR, Repubblicani Europei). Ma quando di pace si tratta, ci sono altri pezzi di società civile che scendono in piazza in maniera attiva: Emergency e Laboratorio delle Idee sono infatti tra i promotori dell'iniziativa che ha visto la partecipazione della C.G.I.L. (presente anche Marcucci, segretario provinciale) e di associazioni quali Legambiente, Bianca Lancia e Arci.

Con musica, volantini e vignette si è spiegato che la guerra non è altro che un pretesto per soddisfare i soliti interessi economici; che l'auspicata destituzione di Saddam Hussein rischia di servire solo a far revocare l'embargo per permettere all'Iraq di aumentare la quantità di petrolio da vendere; che gli U.S.A. mirano ad ottenere un controllo geopolitico del Golfo Persico attraverso l'imposizione di un governo di proprio gradimento; che la guerra non annienterà ma incentiverà il terrorismo.

Sulla inutilità e la pericolosità di un intervento militare si sono soffermati nei loro interventi il Sen. Pagliarulo (PdCI), il coordinatore cittadino della C.G.I.L. Gianni Palma, il segretario dei D.S. Oronzo Furio e l'assessore Marco Di Sabato (Rifondazione Comunista). Molto appassionato l'intervento dell'On. Pietro Folena, convinto che il terrorismo si debba "sconfiggere con il diritto e non con la violenza" e quindi "attraverso interventi di polizia e magistratura internazionali", schierandosi dalla parte di stati come Francia, Germania e Russia, in dissenso con le assurde teorie di "guerra preventiva" che mettono in serio pericolo gli istituti di diritto internazionale.

La manifestazione è continuata per tutto il pomeriggio con gli interventi di Paolo Cascavilla (direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi), della referente di Emergency e di Francesco Castrignano, coordinatore dei Giovani Comunisti ("Diranno che non fermeremo questa guerra santa del petrolio - ha affermato -, ma sicuramente abbiamo fermato la tesi e il pensiero di chi crede che si possano legittimare gli U.S.A. come i governatori della Terra, abbiamo fermato chi crede che tutti possano avallare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, abbiamo fermato chi pensa che questo sia l'unico mondo possibile").

La proiezione di immagini crude e reali delle conseguenze concrete della guerra sulla gente hanno sottolineato gli interventi serali ai quali è seguito il film-documentario "Afghanistan: effetti collaterali".

In vista della giornata mondiale contro la guerra che si terrà il 15 febbraio, si è dimostrato che a Manfredonia c'è tutto un popolo che è convinto che un altro mondo più giusto e senza guerre non è solo possibile, ma è necessario. Questo popolo sarà a Roma il 15 per gridare con passione e convinzione NO alla guerra in Iraq e a qualsiasi guerra. Senza "se" e senza "ma".
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