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Perplessità sull’istituto del difensore civico
In primavera, a 2 anni dalla nomina, il consigliere indipendente Lurdo chiedeva perché non fosse stata approntata la prima relazione dei casi trattati
Pubblicato il 6 novembre 2008 alle 13:21
di Anna Maria Vitulano



Sono trascorsi quasi due anni e mezzo dall’insediamento di Vittorio Labellarte nella carica di “difensore civico” ma la città sembra non essersi accorta di questa nuova figura presente nell’istituzione comunale.

 

Fa sua questa considerazione il consigliere indipendente Antonio Lurdo, che ricorda di aver posto, sul finire della scorsa primavera, una interrogazione in consiglio nella quale chiedeva di conoscere le ragioni per le quali il difensore civico non avesse presentato a gennaio, come da statuto, la prima relazione su tutti i casi trattati. Relazione che è arrivata di lì a poco sul tavolo del sindaco e nelle mani degli assessori e di tutti i consiglieri comunali. Una relazione occupata in gran parte dalle lamentele levate dal professionista a causa della indisponibilità di mezzi e risorse umane necessarie per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali e nella quale è lo stesso difensore civico a chiarire il motivo che lo ha spinto a ritardarne la presentazione: “per non influenzare negativamente –rivela- la situazione politica contingente, atteso che il primo cittadino, al quale vanno la stima ed il rispetto doverosi, era impegnato in una competizione elettorale di grande coinvolgimento”.

 

Il difensore civico, che percepisce una indennità pari a 1487,40 €, alloggia provvisoriamente dal febbraio 2007 in una delle stanze dell’assessorato alle attività produttive, condivisa con una impiegata che avrebbe dovuto sostenerlo nel disbrigo delle pratiche ma che risulterebbe essere fin troppo occupata nel lavoro svolto a favore dell’assessore e del sindaco per quanto attiene lo sportello del contratto d’area. A detta di Labellarte sarebbe venuto meno anche l’aiuto di un altro collaboratore anch’egli impiegato presso l’assessorato alle attività produttive e anch’egli distratto da altri importanti impegni. Nell’attesa che l’amministrazione ponesse rimedio a siffatte condizioni di precarietà, l’avvocato non avrebbe avuto neanche modo di realizzare depliants informativi "per portare a conoscenza delle scuole, degli enti, dei cittadini e di tutte le realtà e istituzioni presenti nel territorio, la presenza significativa e pregnante del difensore civico”

 

I “numeri” ci sono, ma solo in coda alla relazione. Durante l’anno 2007, sulla scrivania del difensore civico sono arrivate 35 istanze. “Gli uffici non sempre hanno risposto puntualmente alle richieste loro inviate –afferma- e ciò può essere imputato alla novità dell’istituzione; comunque si ritiene che nel tempo la collaborazione sarà meglio curata e apprezzata, anche da e verso le circoscrizioni i cui rappresentanti sono stati opportunamente convocati e ascoltati, come pure quelle delle entità comunali partecipate”.

 

Par di comprendere che l’avvocato Labellarte, il cui nome passerà agli annali della storia comunale per essere stato il primo professionista a ricevere la nomina, si sia ritrovato suo malgrado a gestire i suoi compiti in una dimensione del tutto diversa da quella che si aspettava. Tuttavia Lurdo, dal suo canto, resta dell’opinione che siano stati soldi sprecati dalla pubblica amministrazione.

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