Il consiglio comunale impegna il sindaco a farsi interprete di alcune richieste al governo centrale e regionale
La crisi del settore cerealicolo ha fatto capolino in aula consiliare con la proposta di ordine del giorno, presentata dal capogruppo PD Pasquale Rinaldi, che impegna il sindaco di Manfredonia a farsi portavoce di alcune richieste rivolte al governo nazionale e a quello regionale affinché siano adottati ulteriori provvedimenti legislativi che possano favorire la tracciabilità ovvero il riconoscimento dell’origine dei prodotti alimentari derivati dal grano, in particolar modo pane e pasta.
“Da diverso tempo -spiega Rinaldi- i media parlano della crisi del comparto in quanto il prezzo del grano continua a scendere (rispetto a quello dello scorso anno nella misura di oltre il 40%) mentre continuano ad aumentare i prezzi di pane e pasta. Anche la Coldiretti si è fatta promotrice di alcune iniziative ed ha organizzato proprio su Manfredonia, per lunedì 13 presso l’Auditorium comunale di Palazzo Celestini, un incontro tra i cerealicoltori per valutare e concordare le azioni da intraprendere a sostegno di questa categoria, mentre una ulteriore manifestazione è annunciata per il 16 a Bari, in piazza del Ferrarese”.
“Nonostante la Puglia contribuisca per un quarto alla produzione nazionale di grano duro, ci sono importazioni ragguardevoli (oltre un milione di tonnellate) di prodotto che arriva dal Bangladesh, dal Canada, dal Texas, dal Sud America. I molini, in buona sostanza –sottolinea il consigliere- prendono solo il 20% del prodotto nazionale e coprono la restante percentuale con grano importato ma poi vendono il prodotto come made in Italy”.
“Considerato che ad oggi nessun atto è stato predisposto per dare seguito a quanto previsto dalla legge 204 del 3 agosto 2004 – aggiunge il capogruppo di maggioranza- abbiamo la necessità di inserire nel testo, come previsto per il latte fresco, la passata di pomodoro e l’olio d’oliva, anche i prodotti della filiera del grano duro, ad iniziare dalla pasta per uso alimentare, al fine di rendere il mercato più trasparente, migliorare l’informazione diretta ai consumatori finali e facilitarne la scelta consapevole in base alle caratteristiche riportate in etichetta. Così come riteniamo opportuno che il governo regionale dovrebbe in tempi brevi approvare una legge che sancisca la preferenza delle produzioni locali nella ristorazione collettiva ad ulteriore specificazione di quanto previsto dall’art. 59 della legge 488/1999 e della legge regionale 26/2003”.