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Esposto denuncia contro la cava
Il capogruppo di An, Michele Gatta, pone interrogativi all’assessore all’ambiente
Pubblicato il 14 gennaio 2008 alle 12:40
di Anna Maria Vitulano



Starebbe continuando in maniera abusiva l’attività di estrazione di materiale calcareo in una cava sita a pochi chilometri dal centro abitato di Manfredonia, nelle immediate vicinanze del complesso “Villa Rosa” e di alcuni insediamenti artigianali e turistici.

 

Recentemente la questione è stata portata all’attenzione dell’assise comunale da un esponente politico di opposizione, il capogruppo di A.N. Michele Gatta, in seguito al mancato riscontro ad un esposto-denuncia relativo all’attività svolta dalla Es. Cal. Srl e ai suoi effetti dannosi sia per la salute che per l’ambiente, presentato nel luglio 2006 da alcuni privati cittadini ed artigiani a diversi soggetti istituzionali tra cui l’assessore all’ambiente del Comune di Manfredonia, Salvatore Zingariello.

 

“Con la sua immensa voragine –facevano rilevare i firmatari dell’esposto- la cava deturpa il paesaggio fino a compromettere l’intera vista del Golfo di Manfredonia” dall’alto del vicino “belvedere” (che si raggiunge percorrendo la strada per Ruggiano, ndr). Inoltre –aggiungevano- con le polveri calcaree che si disperdono nell’ambiente e vengono trasportate verso le abitazioni, l’estrazione provocherebbe un grave danno non solo alle attività e alle coltivazioni ma anche alla salute fisica dei cittadini".

 

Sempre nell’esposto-denuncia si sosteneva che “la cava in questione ha ormai  esaurito la superficie concessa per l’attività di estrazione (autorizzata oltre 20 anni fa dalla Regione Puglia) e che la stessa attività, allo stato, risulterebbe abusiva”.

 

Vero è che la società avrebbe formulato richiesta di ampliamento dell’attività estrattiva ai terreni limitrofi non destinati dal vigente P.R.G. ad attività di cava e che gli uffici Ambiente ed Urbanistica del Comune avrebbero espresso parere favorevole sulla suddetta richiesta, tant’è che sono stati costruiti capannoni per migliaia di metri cubi in vista (da quel che se ne sa) della realizzazione di un impianto di calcestruzzo.

 

Sulla base di queste informazioni il consigliere Gatta ha chiesto di sapere “quali provvedimenti l’Amministrazione intende prendere a tutela del patrimonio paesaggistico compromesso dalla immensa voragine prodotta dalla cava; a tutela delle attività artigianali (un caseificio) e turistiche (un albergo) presente a meno di 100 metri dal fronte di scavo; a tutela, infine, della salute degli abitanti delle aree più prossime alla cava ma anche di quella della generalità dei cittadini, considerato che le polveri di lavorazione delle pietre calcaree vengono disperse dai venti verso il centro abitato”.

 

Gatta ha altresì formulato alcune domande per sapere “se sia vero che gli uffici Ambiente e Urbanistica abbiano concesso parere favorevole alla richiesta di ampliamento della società su terreni non destinati dal piano regolatore ad attività di cava; se sia stata regolarmente autorizzata, con apposita licenza edilizia, la costruzione di capannoni; se sia vero che l’attività di estrazione sia stata sostituita da quella di produzione di calcestruzzo e, in caso affermativo,  se sia stata rilasciata dagli uffici competenti apposita autorizzazione; ed in ultimo se siano stati effettuati controlli a seguito dell’esposto-denuncia”.

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