Luca D’Errico, guida storica del Partito Repubblicano a Manfredonia e fondatore del circolo cittadino dell’Italia di Mezzo dove è confluito nel maggio 2007 con quasi l’intero Direttivo e l’avallo dell’assemblea degli iscritti, ha ritirato il suo appoggio alla maggioranza di centro sinistra.
L’annuncio è stato dato nell’ultimo consiglio comunale: “ho preso questa drastica ma indispensabile decisione –ha dichiarato- dopo una lunga riflessione e discussione interna”
Uno dei motivi risiede nella mancata presa di posizione del sindaco Paolo Campo rispetto alla “anomalia” segnalata da D’Errico a partire dal momento in cui, abbandonata l’insegna del MRE, l’assessore alle sport e turismo Pasquale Bisceglia, sarebbe stato mantenuto arbitrariamente in carica pur rappresentando una meno che residua quota di iscritti al partito della Sbarbati e senza rappresentanza in Consiglio, nei capigruppo e nelle commissioni.
“E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché ritengo di essere stato preso in giro dalle vane promesse di chiarimento, l’ultima delle quali rimandava il tutto a dopo le elezioni provinciali. A convincermi della decisione –ha chiarito D’Errico- è stato soprattutto l’aver constatato che valgono ancora i numeri nelle scelte della coalizione e che i suggerimenti e le proposte che partono da un consigliere (come nel mio caso) che da solo rappresenta un partito di quella stessa coalizione, non vengono mai presi in debita considerazione: dunque, a decidere sono sempre i partiti più forti, anche a rischio di far ritrovare in difficoltà l’amministrazione. Il caso dell’Ipab Anna Rizzi/Villa Rosa e quello riaperto con la sentenza del Consiglio di Stato che accolto il ricorso presentato dal commissario dell’Autorità Portuale di Manfredonia avverso il procedimento di soppressione, sono due esempi emblematici”.
Vero è che in una recente riunione dei capigruppo in cui si è accennato alla questione di Villa Rosa, D’Errico aveva espresso molte perplessità sulla volontà di dar vita a una società pubblico-privata senza gli opportuni approfondimenti sul soggetto proponente: “oltretutto, apprendo solo dai giornali che altre proposte presentate da soggetti locali all’amministrazione comunale, giacciono nei cassetti. Un’altra amara sorpresa ce l’ha portata la sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso presentato in merito alla soppressione dell'Autorità Portuale. Se ben ricordate –ha detto D’Errico- oltre a dichiararmi contrario alla scelta di annessione all’Autorità portuale di Bari, con la lusinga di far assumere a Manfredonia un ruolo importante nel sistema dei porti che si vorrebbe costituire, chiesi di sederci intorno a un tavolo, convocando i partiti di opposizione e lo stesso commissario Falcone. Facciamo parte di una maggioranza ma non siamo determinanti perché su 25 uno in meno, evidentemente, non preoccupa nessuno!”.