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Villa Rosa per la prima volta in consiglio
Bisognava esprimere parere non vincolante sul conferimento del bene ad una istituenda società. Opposizione (e non solo) ha votato contro
Pubblicato il 12 febbraio 2008 alle 13:50

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La questione Villa Rosa ha tenuto banco per quasi quattro ore in Consiglio Comunale. Tante. Ma se si considera che l’argomento approdava per la prima volta in aula (fermo restando che gli interventi potevano essere in generale più contenuti) la valutazione cambia.

 

L’assessore alle politiche sociali, Paolo Cascavilla, ha fatto il punto partendo dai dati certi e cioè che Villa Rosa è un bene donato nel 1974 dalla sorella di Mons. Cesarano all’Anna Rizzi (allora ospizio di mendicità) con il vincolo a farne una casa di riposo per sacerdoti, per anziani e per inabili; e che quell’immobile oggi è ridotto a rudere. Nel 2006 la legge regionale n.13 obbliga l’Anna Rizzi, come tutte le altre Ipab presenti sul territorio regionale, a trasformarsi in Azienda pubblica di servizi alla persona: tra i requisiti richiesti, una capacità patrimoniale non inferiore a 500mila euro.

 

Sulla spinta di un processo di trasformazione in cui poteva trovare il giusto incastro la soluzione per Villa Rosa rincorsa da 34 anni, il CdA ha condotto un’azione serrata per risanare e portare a pareggio il bilancio aprendo la struttura ad alcuni servizi (mensa, docce, ospitalità diurne, medicazioni, centro ascolto) con una conseguente ripresa delle oblazioni che sono passate –informa Cascavilla- in un paio d’anni da 1000 a 24mila euro.

 

La crescita della popolazione anziana, il numero di anziani che vivono soli (1800), quello delle demenze senili (70-80 casi all’anno nella sola Manfredonia), la forte pressione esercitata dalla comunità che si confronta con le difficoltà legate alla gestione degli anziani non autosufficienti e la stessa impellente necessità per l’Anna Rizzi di pianificare il proprio futuro, hanno spinto il CdA a iniziare a considerare eventuali proposte con il conforto dell’amministrazione comunale. Nel 2006 si fa avanti la Sangro Invest con un progetto finalizzato al recupero del rustico e alla realizzazione di una casa di riposo per anziani. La posizione dissenziente di un consigliere del CdA, allarmato dai nuovi termini con cui sarebbe stata costituita una società srl (non più SpA) e dal rischio, per l’A.Rizzi, di perdere qualsiasi titolarità e controllo sull’unico suo bene patrimoniale, ha dato la stura a diversi interventi a sostegno di questa tesi.

 

La pubblicazione del Regolamento Regionale n.1 del 28/01/08, contenente le norme di attuazione della legge regionale 30/09/04 n.15 “Riforma delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) e disciplina delle aziende pubbliche dei servizi alla persona” modificata e integrata dalla L.R. 15/05/06 n.13, segna ora le scadenze precise di questo processo di trasformazione ormai avviato e pertanto si preme, più di prima, per trovare la soluzione più appropriata.

 

Il parere del Consiglio Comunale, non vincolante, richiesto dalla Regione Puglia rispetto all’ipotesi di conferimento del bene Villa Rosa ad una società da istituire al fine di costruirvi una casa di riposo per anziani, è contenuto nella delibera approvata lunedì sera dalla maggioranza che si è espressa a favore della proposta (emendata dall’assessore) di “procedere alla individuazione del soggetto privato tramite selezione pubblica, secondo criteri comparativi a valutazione delle proposte in materia”.

 

Contrari i consiglieri dell’opposizione, l’indipendente Antonio Lurdo e il consigliere dell’Italia di Mezzo Luca D’Errico che ha revocato il suo appoggio incondizionato alla maggioranza. “L’emendamento non fa superare un bel niente perché i giochi sono già fatti. Altrimenti - ha detto polemicamente Luca D’Errico - perché non fare un vero e proprio bando di gara? Perché mettere Villa Rosa nelle mani di questi soggetti? Non sarebbe in grado l’Anna Rizzi da sola, visti i termini della convenzione, a portare avanti il progetto? Nei termini prospettati dalla Sangro Invest srl, con un capitale sociale di 20mila euro, il possesso dell’80% delle quote, il mutuo acceso sull’ipoteca dello stesso immobile e terreno conferiti gratuitamente alla società, dico che sono bravi tutti a fare gli imprenditori!”.

 

Il conferimento gratuito del rustico Villa Rosa, un immobile ridotto a rudere ma che assieme ai terreni, agli uliveti e ai mandorleti, ha un valore complessivo stimato in 1.800.000 euro, è un elemento di discordia nell’appassionato dibattito che sta riguardando l’ipotesi di realizzazione di una casa di riposo per anziani e, secondo il vincolo della donazione, per sacerdoti in pensione e inabili.

 

Il consigliere di F.I. Matteo Quitadamo, si è fatto avanti con la proposta di comodato d’uso, per il quale non è indispensabile il titolo di proprietà, ponendo anche qualche dubbio che, dal punto di vista soprattutto morale, l’Ipab Anna Rizzi potesse conferire questo bene. “Assumetevi la responsabilità di fare questo tipo di società” ha detto alla maggioranza: “la nostra non è una posizione strumentale ma solo di tutela nei confronti dei beni dell’Anna Rizzi”.

 

“I regolamenti di attuazione –ha dichiarato il capogruppo di F.I. Stefano Pecorella- diventano fondamentali non solo per l’esplicazione della legge ma anche per le procedure che devono porsi alla base dell’attuazione della legge stessa. Non abbiamo ancora copia del Regolamento Regionale di attuazione della legge relativa alla trasformazione delle Ipab in aziende pubbliche e quindi non possiamo esprimere un parere compiuto sulla proposta contenuta nella delibera da approvare. Anzi, a mio avviso, alla luce della pubblicazione del Regolamento, questa delibera va ritirata e sostituita con un nuovo atto, ma se il parere non è solo sulla valutazione dell’iniziativa, bisogna necessariamente entrare più nello specifico del soggetto proponente e della stessa iniziativa”.

 

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