| | Il comizio di Pecorella Tarsu ed altro, tanta carne a cuocere
 “Tarsu ed altro”, di questo e molto altro ha parlato ieri sera in piazza del Popolo in un comizio pubblico Stefano Pecorella, capogruppo consiliare di Forza Italia nonché candidato sindaco di alcune forze del centro destra alle prossime elezioni comunali. Al suo fianco tutti i rappresentanti del centro destra.
Un discorso di oltre un’ora dove Pecorella ha parlato a fiume toccando tutte le problematiche della nostra città.
“La gente ha la necessità di sapere e di essere informata compiutamente su quello che succede nel Palazzo e sull’attività amministrativa – ha dichiarato Stefano Pecorella - il lavoro di qualcuno, soprattutto se è pagato con i soldi del contribuente, deve avere un risultato e il risultato nell’informazione non è certo quello di una informazione giusta, equa, paritaria, che tenga conto del rispetto delle parti politiche e della informazione. Esiste solo una informazione di parte, che viene utilizzata come strumento elettorale anche quando campagne elettorali non ci sono, che omologa e placa tutti i toni. E se l’informazione è legata anche all’essere uomo pubblico, è giusto che l’uomo pubblico si faccia carico di una informazione corretta. Ma così non avviene a Manfredonia. Ci sembra veramente un contrasto che l’addetto stampa del Comune sia anche il principale referente di un quotidiano così importante come la Gazzetta del Mezzogiorno. Così come sul sito del comune di Manfredonia non si possano leggere e scaricare tutti gli atti comunali come le delibere di giunta e di consiglio”.In risposta alle accuse del sindaco Campo sulla opposizione che non propone mai nulla Pecorella ha affermato che "la nostra azione amministrativa a Palazzo san Domenico è stata sin dal primo momento di tipo costruttivo: non abbiamo fatto una opposizione assente, come rimproverato dal sindaco o, strumentalmente, da altre parti politiche. Siamo stati sempre presenti e abbiamo su qualsiasi provvedimento fatto gli interventi, proposto gli emendamenti, modifiche anche sostanziali agli emendamenti ma chiaramente con 25 consiglieri di maggioranza e 6 di opposizione, non solo sfido chiunque a riuscire ad essere ascoltati, ma subentra anche una sorta di delirio di onnipotenza per cui il presupposto che ci sia una rappresentanza, legittima, all’interno del consiglio comunale del 75% della popolazione comunale e del 25% da parte dell’opposizione, porta quasi logicamente la maggioranza a ritenere che tutto quello che fanno è giusto e ben fatto”.Il comizio di ieri sera, indetto per il problema Tarsu, è stato il punto di arrivo e di sintesi per Pecorella per spiegare quasi tre anni di amministrazione: un bilancio di tutta l’azione amministrativa dell’opposizione dall’inizio del mandato. “Abbiamo mantenuto i toni di una discussione civile e corretta - ha continuato - rispetto ad una maggioranza che si è lasciata andare alla diffamazione, al dileggio, all’insulto. Noi capiamo che è un momento di difficoltà loro e che non riescono più far quadrare i conti, con queste accelerazioni, le dimissioni del presidente Stallone, le politiche che si prospettano come una sconfitta quasi scontata del centro sinistra, rende tutto più complicato. Io ritengo che sia finito un ciclo politico del centro sinistra, anche a Manfredonia”.A proposito della Tarsu Pecorella ha sostenuto che essa non possa prescindere dall’aumento, così come l’Ici non può essere eliminata come promesso invece dal sindaco Campo “perché altrimenti, a fronte del buco di due milioni di euro in bilancio per il mancato trasferimento all’Ase, ci sarebbe una ulteriore perdita per il mancato introito dell’Ici. L’Irpef, la tassa che i cittadini pagano al comune sul proprio reddito, è aumentata del 100%: l’aliquota del comune di Manfredonia, pari allo 0.8, è il massimo consentito dalla legge. Tutto questo, come confermano i dati della relazione dei revisori dei conti, tutti e tre nominati dalla maggioranza, porta ad un aumento della pressione fiscale del 30%. E’ mai possibile che un comune, in questa situazione, continui a spendere tutti questi soldi in consulenze e incarichi che alla fine non producono nulla. L’amministratore deve sapere che se spende un euro, deve entrare un euro. Loro sanno, invece, che a fronte di dieci euro spesi, devono rincorrere il contribuente per vedere come far entrare i soldi in più che servono. Se all’opposizione non si dà la possibilità di controllo nelle sedi amministrative preposte, tipo i revisori dei conti, è evidente che le notizie se le passeranno solo tra di loro e non certo a noi, notizie che non servono per fare attacchi strumentali, ma notizie che devono essere passate per legge a chi amministra".Quello di ieri sera, ha garantito Pecorella, è solo il primo comizio pubblico e non sarà l’ultimo “perché se la nostra azione non viene pubblicizzata, utilizzeremo tutti gli strumenti politici che la legge ci consente come il comizio, ma faremo anche le riunioni di condominio e il porta a porta, così come si faceva una volta”. | | | 09-01 | | 09-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 07-01 | |
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