| | Accuse al PD:non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire Scoraggiato il consigliere D’Ambrosio: “Siamo alle solite: hanno messo in atto l’accerchiamento di quelli che non la pensano esattamente come loro"  Nei due mesi trascorsi dalla competizione elettorale che ha decretato la sconfitta del centro sinistra a livello nazionale e provinciale, il PD ha aperto una fase di dibattito dedicato all’analisi del risultato e alla riflessione sulle ragioni che lo hanno determinato. Nel corso della prima riunione che ha messo a confronto i vertici del PD provinciale, l’esecutivo di Manfredonia e gli 80 componenti dell’assemblea comunale, il consigliere Damiano D’Ambrosio, sulla base di alcune considerazioni di natura politica, ha posto come punto fermo la necessità di procedere a quella verifica che l’elettorato si attendeva come segnale forte della effettiva presa di coscienza degli errori e delle sbagliate strategie. “In quella circostanza –sottolinea D’Ambrosio- dissi che erano fondamentalmente tre le ragioni che hanno determinato la debacle alla Provincia: il vento che soffiava contro già a livello nazionale; la sottovalutazione della crescente avversione ad alcuni esponenti politici di Manfredonia avvertita in altri contesti politici provinciali; atteggiamenti e modo di gestire il potere a livello locale che avevano inasprito gli animi di elettori e non. Aggiungevo a questo anche l’eccessivo rilassamento di autorevoli esponenti che da questo partito hanno ottenuto grossi benefici occupando incarichi di primo piano, quasi che avessero vinto un concorso pubblico, ma il cui impegno in campagna elettorale è risultato pressoché assente”. A distanza di un mese da quella prima due giorni di dibattito, il PD ha convocato un secondo incontro, ristretto al solo esecutivo e ai consiglieri comunali di maggioranza, quasi a voler dare seguito alle istanze di D’Ambrosio condivise dalla stragrande maggioranza dell’assemblea. “Le elezioni hanno determinato uno sconvolgimento dell’assetto politico nazionale con la sinistra arcobaleno e altri partiti minori letteralmente scomparsi. Lo stesso è avvenuto in ambito locale dove abbiamo attualmente in carica degli assessori che non hanno più un partito o che dei rispettivi partiti non sono più rappresentativi. Non è forse legittimo sapere sin da ora quali saranno i nostri compagni di viaggio fino al 2010 visto che fra due anni saremo chiamati alle amministrative e alle regionali? Perché queste persone non chiariscono cosa e con chi saranno? Perché non si collocano in uno dei partiti della coalizione di centro sinistra o nello stesso PD? Se la maggioranza dell’assemblea ha dimostrato di pensarla come me, non si può far finta che nulla sia accaduto e che anzi tutto è a posto, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!”. E’ scoraggiato il consigliere D’Ambrosio, ma non per questo intende demordere. “Siamo alle solite: hanno fatto sbollire gli animi e nel frattempo hanno messo in atto l’accerchiamento di quelli che non la pensano esattamente come loro. Mi è sembrato anzi di capire che passavo come chi reclama cambiamenti solo per aspirazioni personali. Niente di più falco. E l’ho dimostrato rilanciando con la proposta di togliere sì l’incarico a qualche assessore che non rappresenta che se stesso in Giunta e di non nominarne altri ma di ridurre il numero dei componenti dell’esecutivo: altro che ambizioni personali!”. E’ ora di dare una svolta e dimostrarlo con i fatti piuttosto che dare ancora la possibilità a qualcuno di difendere il proprio orticello per i restanti due anni di consigliatura, incuranti del danno che stanno causando alla città al centro sinistra. Sono convinto –rimarca D’Ambrosio- che un chiarimento del genere avrebbe solo portato nuova linfa e consistenza politica al PD e alla coalizione, ma anche serenità all’azione amministrativa. Credo che il centro sinistra possa ancora garantire alla città per diversi anni una buona amministrazione e una classe politica all’altezza della situazione, come avrebbe fatto Paolo Campo alla guida della Provincia. Ma se si intende procedere sulla stessa strada ho più di un motivo per credere che nel 2010 si consegnerà alle mani del centro destra anche il Comune di Manfredonia. Ebbene –avverte il consigliere- se dovrò cadere in un baratro preferisco farlo commettendo da solo i miei errori e non lasciandomi trascinare da quelli degli altri”. | | | 20-11 | | 20-11 | | 20-11 | | 20-11 | | 20-11 | | 20-11 | | 20-11 | | 19-11 | | 19-11 | | 19-11 | |
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