Stefano Pecorella, capogruppo FI in consiglio comunale e candidato PdL al Senato, sensibilizzò vanamente la maggioranza all'indomani del taglio delle prime 106 unità
“La chiusura della BMP è l’ulteriore sfregio portato al territorio di Manfredonia e all’occupazione giovanile di Manfredonia ad opera dell’ennesima azienda che ha beneficiato ed utilizzato i soldi dello Stato”. E’ così che Stefano Pecorella, capogruppo di F.I. in consiglio comunale e candidato al Senato per il PdL, apostrofa la decisione presa dai vertici aziendali nei confronti dello stabilimento produttivo di Macchia aperto con i finanziamenti pubblici della Sovvenzione Globale in area Ex Enichem.
“Una chiusura annunciata, perché qualche mese fa –ricorda- ben 106 lavoratori andarono in mobilità. A fronte di quel provvedimento e del nuovo piano industriale che fu presentato dall’azienda, oggi ci ritroviamo con la chiusura e col forte dubbio che quella mobilità altro non era che un preavviso di chiusura definitiva”.
Vero è che l’opposizione ne aveva denunciato la portata e la pericolosità, in tempi peraltro già sospetti. “Anche in consiglio comunale –conferma Pecorella- io fui promotore della richiesta di sottoscrivere un ordine del giorno che impegnasse l’amministrazione ad una serie di controlli non solo nei confronti di questa ma anche di molte altre aziende del contratto d’area che, ormai è sotto gli occhi di tutti, ha una gestione pressoché fallimentare. La maggioranza di centro sinistra e il sindaco rigettarono questa proposta e non vollero nemmeno aderire alla richiesta, sempre fatta da me come capogruppo di FI, di nominare una commissione consiliare permanente di indagine sul contratto d’area e sul problema delle bonifiche, che sono strettamente connesse al primo poiché anche aziende finanziate dal contratto d’area e non solo dalla sovvenzione globale, sono insediate nell’area ex Enichem che è oggetto di bonifiche”.
Alle aziende che fanno uso distorto dei soldi pubblici le loro responsabilità, “ma c’è anche la responsabilità forte –dichiara Pecorella- degli amministratori e del responsabile unico, il sindaco di Manfredonia Paolo Campo che oggi si propone come uomo nuovo alla Provincia, dell’assessore comunale alle attività produttive, Enrico Barbone, per il mancato esercizio della funzione di controllo (non fosse altro che sono aziende nate sul territorio di Manfredonia e quindi devono rispondere alle logiche di Manfredonia) e anche del sindacato che avrebbe potuto spendersi un po’ di più e magari non accordarsi per la mobilità senza aver prima messo in atto altri interventi a sostegno delle imprese in difficoltà. Adesso è facile –conclude Pecorella- attestare solidarietà ai giovani che stanno perdendo il posto di lavoro”.