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Villa Rosa
La villa costruita per amore di Rosina è stata oggetto, nel corso degli anni, di continui atti vandalici.
Pubblicato il 28 giugno 2005 alle 11:06
di Giorgio Cafarelli



Targa nel 1994
Per te, o mio Rosina questa villa che tutta la mia vita
ormai rinserra, io volli progettare e costruire.
Disagi, avversità, violenze infami non valsero a fermare il mio cammino.
Più forte fu la fede, più forte ancor l'amore.
Vinsi!
E la tua reggia alfin dal sol baciata,
da mille e mille piante profumata,
brillò su questa arida pietraia.
Ma tu la mia fatica compiuta non vedesti!
Dal ciel mi sorridesti e il tuo sorriso
fu tutto il premio ch'io avea sognato.
1940 – XVIII


Queste parole accoglievano, fino a qualche anno fa, il visitatore che avesse varcato l'ingresso principale di Villa Rosa. Erano riportate su una targa ovale, sulla parete sinistra della sala d'ingresso della Villa.

Oggi quella targa, espressione di così tanto amore, non c'è più. Già brutalmente imbrattata (come si può evincere dalla foto a lato, scattata nel 1994), è stata poi divelta (vedi foto in basso) dai soliti ignoti. Per chi, come me, aveva avuto la fortuna di leggere il dolce messaggio dedicato a Rosina, quello spazio vuoto e quegli scarabocchi che oggi occupano la parete, sono difficili da accettare.

Purtroppo l'intero edificio, il cui fascino e la cui bellezza architettonica sono innegabili, ha costituito oggetto, nel corso degli anni, di continui attacchi vandalici. Oggi la situazione è davvero desolante: le sale della Villa, una volta rivestite da splendidi stucchi, sono ricolme di macerie ed immondizia. Perché mai tanta ostinata cattiveria nello sventrare l'edificio? E perché nessuno è mai intervenuto (né interviene tuttora) per salvaguardare e riportare all'antico splendore questo complesso? Difficile dare una risposta. Quel che è certo, però, è che Rosina ed il suo amato non meritavano un simile scempio.


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