Le 85 foto documentano le fandonie e le menzogne raccontate da più parti per giustificare e sostenere il massacro dei pini, ben 88, di viale Miramare.
Alcuni giorni fa la Giunta Campo ha portato a termine la mattanza di tutti i pini presenti sul viale Miramare tra la "Sirenetta" e lo stabilimento "Titta". Ora, dopo il massacro di 48 pini inermi ed indifesi, le mani degli amministratori, in particolar modo del sindaco Campo e dell'assessore alle opere pubbliche Riccardi, i principali responsabili, grondano sangue o meglio linfa verde.
Un'operazione svoltasi senza vergogna, con l'arroganza tipica dei politici di sinistra, - si credono depositari di tutta la saggezza del mondo -, e ignorando completamente, e colpevolmente, i 1500 firmatari di una petizione popolare e tutti gli altri sipontini in disaccordo con tale scelta. Ricordiamo che il Sindaco, facendo orecchio da mercante alla richiesta dell'ass. Fare Verde, ha rifiutato di ricevere personalmente le firme della petizione e questo la dice lunga sul suo spessore di uomo politico.
Su tale massacro hanno concordato maggioranza e i quattro gatti dell'opposizione. Una manciata di politici si è arrogato il diritto di stravolgere l'assetto cittadino senza chiedere cosa ne pensassero i cittadini.
Le foto che seguono sbugiardano tutte le fandonie e le menzogne raccontate dai nostri politici, e da tutti i loro sostenitori, in vari comunicati e in Consiglio comunale, per rendere plausibile il massacro.
Come si potrà notare la stragrande maggioranza dei pini gode ottima salute e non rappresenta affatto un pericolo per l'incolumità pubblica. Le foto evidenziano il menefreghismo della Giunta Campo, e di tutte le altre che l'hanno preceduta, nella cura e manutenzione dei pini stessi, lasciati in balia di se stessi. Inoltre, fatta eccezione per pochissimi pini, per lo più nei pressi del Liceo Classico, il manto stradale e i marciapiedi non presentano gobbe di alcun genere.
Ora, nel braccio della morte, sono in attesa di essere giustiziati i 40 pini presenti tra la "Sirenetta" e l'Hotel Gargano.