Visita ai capannoni. È qui che i maghi della cartapesta miscelano intelligenza e ironia, fantasia e satira per dar vita ai carri.
Le prime notizie sui carri sipontini risalgono alla fine del 1700, ma è solo intorno al 1950 che nel centro garganico cominciano a nascere laboratori in cui si apprende l’arte della lavorazione della cartapesta.
Da allora si sono succedute varie scuole e correnti di pensiero sull’utilizzo e sulla manipolazione di questo materiale, e si è cercato di dare sempre più vivacità, movimento e allegoria ai bellissimi carri che si confezionano in terra sipontina.
Ma come nascono i maestosi carri satirici? Per saperlo occorre fare un salto nei capannoni messi a disposizione dall’Istituzione Carnevale Dauno. È qui che i maghi della cartapesta miscelano intelligenza e ironia, fantasia e satira per dar vita ai carri. Una volta messo a punto il bozzetto, si modellano le figure su strutture in filo di ferro, poi si effettua il calo nel gesso che viene ricoperto con carta di giornale e colla di farina.
L’anima, quella della satira graffiante, attesa con curiosità ed emozione, sarà l’ultima fase di un laborioso lavoro artigianale. Mesi di lavoro, quintali di giornali, ferro, gesso, argilla, colla e legname, prima di poter azionare i monumentali marchingegni degni del miglior Leonardo Da Vinci. Nei capannoni si lavora fino a poche ore prima della gran parata, ognuno a ritoccare il proprio carro in modo da renderlo il più bello per la giuria, ma anche e soprattutto agli occhi delle migliaia di persone che si assiepano lungo il percorso per osservarli ed ammirarli.
Quest’anno sono tre le squadre di maestri cartapestai che partecipano al Carnevale: l’associazione ‘Compagnia del Carnevale’, presidente Matteo Trotta, con il carro
“Manitù… aiutaci tu”; l’associazione ‘Noi del Carnevale’, presidente Gino Bordo, con il carro
“Tasse e Tapiri”; l’associazione ‘Non solo arte’, presidente Maria Grazia Muscatiello, con il carro
“Sulle ali della musica”.
Di seguito le fasi della lavorazione dei carri nei tre capannoni.