Da venerdì 11 novembre 2005. Proiezioni ore 19.00; 21.30.
La fabbrica di cioccolato
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 106’
Giudizio: **
Regia: Tim Burton
Cast: Freddie Highmore, Johnny Depp, Helena Bonham Carter
Proiezioni: Da venerdì 11 novembre 2005. Proiezioni ore 19.00; 21.30.
Sito ufficiale:
chocolatefactorymovie.warnerbros.com
Sito italiano:
wwws.warnerbros.it/movies/chocolatefactory/home.html
Per informazioni: Cineteatro San Michele, tel. 0884 58 41 51
Ancora una volta, è una favola d'autore. Una favola dalla moralità molto ridotta (o semplicistica), ma da sempre sappiamo che il Cinema di Tim Burton non ha mai avuto come punto di forza la sua etica o semiotica, bensì una cura personale della propria estetica, ormai definitivamente "Burtoniana".
E' l'elemento extra-cinematografico del gotico, che questa volta, più che mai, si unisce con l'espressionismo Tedesco nel ricreare fondali storti e linee aggressive (superato solo da Sleepy Hollow per l'uso delle ombre).
Sostenuto da una messa in scena chiara e semplice, Burton sa dare potenza alla propria estetica, alla sua caratterizzazione di questi due mondi opposti così come si riveleranno opposti i suoi abitanti: la catapecchia di Charlie, goticamente decadente, avvolto dall'oscurità, e la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, coloratissimo (ricordate i pastelli di Edward mani di forbice?), apparentemente allegro e vitale.
Charlie e la fabbrica di cioccolato è anche il film più teatrale di Burton, non solo perchè è come se fosse ambientato in un grande teatro trasformatosi in parco giochi, ma soprattutto per le numerose scene musicali, che gestite dal regista in una coreografia brillante, offre agli spettatori quel richiamo del pop anni 50' e 60' (non è un caso se i Beatles verranno omaggiati).
Ormai, vedere un'opera di un autore come Tim Burton non è più il visitare un'opera unica, bensì quello di (ri)visitare una filmografia intera.
Sono elementi ricorrenti, topoi del Cinema Burtoniano che arrivano puntualmente a stimolare i ricordi dei cinefili amanti di questo regista, come per esempio quella neve dei titoli di testa, così noir e così favolisticamente triste che ci rimanda a Edward mani di forbice, l'altra creatura del regista, colui che ha creato la neve.
Ed in fondo Willy Wonka non è che un altro Edward, creatura esteticamente androgina che possiede un dono speciale che gli altri non hanno, ma proprio per questo un personaggio alienato, senza amici e solo come un cane; e guardacaso, a dare volto ad entrambi i personaggi è quel Johnny Depp, che insieme a Burton diventa più trasformista e versatile che mai.
Charlie e la fabbrica di cioccolato è insieme un punto di riepilogo di tutto ciò che di Burtoniano è stato fatto ieri, ma anche uno sguardo al Burton del domani, alle nuove possibili strade da percorrere e da affrontare (avremo presto un Burton musical?). E' un'opera(zione) d'intermezzo, ciò che segna sia un punto di arrivo che un punto di partenza.
Legenda:
* = Mediocre
** = Discreto
*** = Bello
**** = Da vedere
(Recensione tratta dal sito www.filmup.com)