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Che ne sarà di noi
Da venerdì 16 aprile.
Pubblicato il 18 aprile 2004 alle 19:21
di Maria Teresa Valente

Centro Commerciale Leclerc

Che ne sarà di noi

Nazione: Italia
Anno: 2003
Genere: Commedia
Durata: 100’
Giudizio: ***
Regia: Giovanni Veronesi
Cast: Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice, Elio Germano, Valeria Solarino, Enrico Silvestrin, Katy Luoise Sanders, Myriam Catania.
Proiezioni: Da venerdì 16 aprile.

Sito ufficiale: www.chenesaradinoi.it

Per informazioni: Cineteatro San Michele, tel. 0884 58 41 51


Veronesi torna alla regia dopo le immonde brutture di "Streghe verso nord" e "Il mio West", e si appoggia ad una sceneggiatura di Silvio Cuccino (fratello dell'ormai noto regista) che dovrebbe garantire non solo freschezza, ma anche la possibilità di rinnovarsi. Il risultato è un film che sembra essere girato da Muccino Senior privo di un'identità ben specifica.

Matteo (Silvio Muccino), Manuel (Elio Germano / Respiro) e Paolo (Giuseppe Sanfelice / La stanza del figlio) sono tre amici che dopo l'esame di maturità decidono di festeggiare partendo per un viaggio insieme.

Quale? Il sogno di varie generazioni: fare l'interail e spostarsi in Europa.

Matteo però ha una storia con Carmen (Violante Placido / L'anima gemella), una ragazza più grande di lui, che ha deciso di partire per la Grecia ignorandolo.

Disperato Matteo convince, con l'inganno, i suoi amici a partire alla volta di Santorini con la convinzione di potersi riunire a Carmen.

L'esperienza sarà una sorta di viaggio iniziatico per i tre che prenderanno coscienza, o tenteranno, di alcune fondamentali regole di vita e ne usciranno profondamente cambiati.

Sul fatto che il film sia divertente e coinvolgente non vi è alcun dubbio, come anche sulla possibilità di ripercorrere episodi che noi stessi abbiamo vissuto, ma la mancanza di originalità e la scontatezza di molti episodi può risultare pesante.

C'è poi da considerare che, come di consueto, il film tratteggia la vita e i dubbi di una classe sociale ben definita, oltre che ristretta, senza decontestualizzarla; una borghesia capitolina medio alta dove anche l'abito apparentemente più casuale è firmato e dove la banalità è un mezzo di integrazione.





Legenda:

* = Mediocre
** = Discreto
*** = Bello
**** = Da vedere



(Recensione tratta dal sito www.filmup.com)

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