I festeggiamenti a Manfredonia dopo la vittoria degli azzurri ai mondiali.
Passò la semifinale, sfilarono.
Passò la finale, ballarono.
Fosse stato Carnevale, sarebbe stata l’edizione più ricordata. I manfredoniani, ripetitivi ma non monotoni, hanno festeggiato il mondiale vinto augurandosi tanta proficuità. In tutte le culture l’acqua, l’umido, costituisce il veicolo attraverso cui la vita si trasmette. In piazza Marconi se ne è diffusa tanta di acqua domenica notte. La fontana del tritone quasi prosciugata. Dai monumenti alla piazza pulsante, saltellante e strano a dirsi, pulita. Non si rischiava di inciampare in bottiglie di birra lasciate ai bordi del marciapiede, non c’era forte odore di cannabis. Non c’era florilegio di improperi e cori diffamanti l’avversario.
Non c’erano carozzini ammazza talloni. Non c’erano 'i grandi'. I timidi sì, e facevano loro compagnia i curiosi sul marciapiede, al riparo dai gettiti d’acqua, e anche se colpiti un sorriso sornione e riparatore correva a giustificare. Una discoteca locale ha fornito gratuitamente la musica, le centiania di bandiere e sorrisi, alla fine tutti inzuppati, le coreografie.
Sono mancati i lunghi caroselli di auto visti in semifinale, così come sono mancati incidenti. E non c’erano molti 'sorveglianti' in giro. Altro spunto di riflessione per i 'grandi' questo.
Poi la musica s’è spenta e molti si sono riversati in spiaggia. Tanti sono tornati a casa, a raccontare anche a chi non ha saputo o voluto partecipare, una volta tanto, quanto può essere divertente sentirsi parte di un tutto. Un tutto questa volta bello e gustoso, come quel cornetto, pardon, croissant messo sotto i denti alle prime luci dell’alba, quando le baquette erano ormai già cotte a puntino...
Di seguito il foto report di
Antonio Beverelli.