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Res Gesta Normannorum
Monte Sant'Angelo: "...la guerra dei padri per la pace dei figli?", orazione poetica per cantòor, attore, viella, violino, mandolino e gong.
Pubblicato il 7 agosto 2005 alle 09:07

Centro Commerciale Leclerc

Piazza Carlo D’Angiò di Monte Sant’Angelo (FG), ospite del programma estivo Normannorum Signum la nuova performance teatrale e musicale firmata Bottega degli Apocrifi, prodotta dall’Assessorato alla Cultura, Città di Monte Sant’Angelo

Martedì 9 Agosto 2005
ore 21.00
piazza Carlo d'Angiò
MONTE SANT'ANGELO (FG)


scritto da
stefania marrone – liberamente ispirato al poema di Guglielmo Appulo -
con
antonio del nobile, cosimo severo
musicisti in scena
fabio trimigno(mandolino/violino) vincenzo starace (viella) michele l. telera (gong/chitarra)
regia
cosimo severo
organizzazione
iscra venturi
produzione 2005
città di monte sant’angelo – bottega degli apocrifi


Nasce tutto davanti a una grotta santa che è meta di un pellegrinaggio sul monte Gargano: un esule di Bari, di nome Melo, incontra un gruppo di pellegrini Normanni e in un luogo di pace stringe accordi di guerra, per combattere assieme contro i Greci Bizantini che dominavano il Mezzogiorno.

Res Gesta Normannorum è la storia di una guerra di liberazione, per liberare un popolo sottomesso, per portare la civiltà, per aiutare Melo. Res Gesta Normannorum è la guerra dei padri per la pace dei figli, - continua a ripetere Melo- col serio dubbio che i figli educati alla guerra non sappiano poi vivere in pace. Come può un’arma scagliata colpire chi l’ha diretta?

La riscrittura del poema di Guglielmo Appulo, la racconta sulla scena un cantòor / narratore, accanto ad un personaggio tirato fuori dalle pagine del poema e capace di leggere anche la quotidianità moderna. Un personaggio che conosce questa storia quasi tramandata nella forma del racconto orale. La musica svela attraverso il suono del mandolino, della viella, del violino, del Gong quello che è celato agli occhi, assecondando le emozioni del contemporaneo, rendendo denso ogni dubbio, ogni turbamento, facendo riflessione su quella che potrebbe essere “solamente” una celebrata storia di dominazione.

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