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Il sito del Comune un sito trasparente?
Occorre chiarezza nell'esercizio del potere e diritto d'accesso all'informazione
Pubblicato il 26 novembre 2007 alle 11:00

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Se è vero che oggi stiamo vivendo un vero e proprio passaggio epocale che ci porterà verso il mondo multimediale in cui tutto (computers, telefoni e tv) si mischierà con la trasformazione del pc in uno strumento di comunicazione individuale e con la conseguente internazionalizzazione di tutto ciò che è comunicazione, è vero anche che la nuova cultura della informazione e della comunicazione è ancora in gran parte da scrivere sia tra la gente comune che nelle istituzioni.

Un esempio che ci riguarda: il sito del nostro comune (www.comune.manfredonia.fg.it).

Un esempio nell'esempio? Provate a voler consultare le delibere di giunta o di consiglio. E' un'esperienza entusiasmante. Nella voce "Atti del comune di Manfredonia" troverete le sottovoci "Regolamenti, Delibere,..." raggruppate per "anni e per data". E fin qui nulla di strano. Ma andando ad aprire una di queste ultime  sottovoci ci si accorge della "beffa" (non riuscendo a definirla in altro modo).

Ci si accorge che le delibere ci sono, sono elencate e numerate. Ma manca il corpo stesso della deliberazione. Ovvero  manca la delibera!

Ma questo è solo un esempio. Si potrebbe continuare parlando di conferenze, seminari,... tutti documenti non rintracciabili on-line.

Il principîo dell'accesso e della trasparenza vengono affermati sin dai tempi della Rivoluzione Francese e ancor prima nella dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino; inoltre le norme a garanzia di tali principi ci sono e sono tante nell'ordinamento Italiano.

Un lettore

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