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Avvelenamenti di cani nella zona Monticchio
Attenti ai vostri amici a 4 zampe
Pubblicato il 19 gennaio 2008 alle 11:19

Centro Commerciale Leclerc

Quella che vi scrivo è la storia di un cane di nome Josh che io, il suo padrone, ho sempre desiderato fin da bambino. Il  primo maggio di 12 anni fa ebbi la fortuna di incontrare un cucciolo di pastore tedesco di circa 5 mesi che qualcuno aveva abbandonato sulla Foggia-Manfredonia.

In realtà non avevo alcuna esperienza di cani come anche un posto dove tenerlo ma, lasciarlo per strada, era da persona insensibile. Fermai l'auto e aperto lo sportello attirai l'attenzione del cucciolotto, fu subito amore. Con molta disinvoltura il cucciolo salì in auto, poggiò il muso sul sedile del passeggero e mi guardò, chiusi lo sportello e continuai nel cammino verso Manfredonia. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Josh cresceva donandomi senza riserve amore e amicizia chiedendo nulla in cambio. Gli anni passavano ed era sempre lì attento ma discreto, oserei dire con un fare signorile che faceva di lui un gentilcane.

Amico di tutti, soprattutto dei bambini che all'uscita di scuola facevano tappa in ufficio per salutarlo. Molta gente, anche quella terrorizzata dai cani, finì per volergli un gran bene. Il tre aprile 2006 è nato mio figlio Andrea che a circa due mesi ha visto, per la prima volta, Josh. Oggi che Andrea ha 21 mesi lo chiama in continuazione facendo delle buffe imitazioni e vederli giocare insieme riempie il cuore di gioia.

Il giorno 11 dicembre 2008 un sms di un amico mi avvisa di un malore di Josh. Recatomi in ufficio ho capito subito la gravità del problema perché in 12 anni non avevo mai visto in Josh un'espressione così terrorizzata che solo dopo 7 ore di atroci sofferenze è andata via.

Quando un anziano signore mi disse: "il giorno in cui il tuo cane muore, una parte di te muore con lui" sottovalutai quella frase. Vi assicuro che è proprio così.

Ho deciso di scrivere questa storia perché non riesco a capire cosa possa spingere un essere umano a lasciare in giro veleno.

La speranza è che chiunque abbia commesso un così deplorevole atto, leggendola capisca cosa c'è dietro a quello che chiama cane e che soprattutto si fermi a pensare cosa potrebbe succedere a un bambino che giocando trovi e ingerisca qualcosa di strano dal profumo di fragola o cioccolato ma che in realtà è veleno.

Giosuè Di Vito Francesco

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