| | In ricordo dell’Avv. Antonio Fatone L’impressione immediata fu quella di incontrare un “papà”, con quella sua espressione così affabile che ti rasserenava l’animo  Durante le mie numerose visite in terra di Manfredonia negli anni ’70-’80, spesso mi recavo in azienda di soggiorno per ricercare notizie sulle opere pittoriche della Cattedrale di Manfredonia dove il pittore Natale Penati aveva lavorato negli anni 1940-1941. Era quasi una tappa obbligata, soprattutto per l’amicizia che avevo costruito con gli anni con il Direttore Generale ed i suoi collaboratori.E fu così anche quando, nel 1983 decisi di proporre l’iniziativa di una mostra retrospettiva sul Natale Penati. Salita la scalinata di Palazzo Celestini, mi venne incontro l’avv. D’Onofrio che, dopo una cordiale conversazione, mi accompagnò all’Ufficio di Presidenza dove fui presentato al Presidente: l’avv. Antonio Fatone. Potevo così incontrare la persona che, con il suo intervento, mi aveva dato un importante aiuto negli anni precedenti appoggiando la mia domanda di intitolare una via di Manfredonia al nome del pittore Penati. L’impressione immediata che ebbi fu quella di incontrare un “papà”, con quella sua espressione così affabile che ti rasserenava l’animo e ti metteva a tuo agio.Iniziammo subito a conversare sui miei progetti e scoprii in lui un uomo di profonda cultura e nella stesso tempo di grande semplicità e umiltà. Manifestò subito un grande entusiasmo per la mia iniziativa di realizzare una mostra antologica e retrospettiva sul pittore, assicurando il suo parere favorevole nella commissione deliberante, e mi confidò che quando entrava in Cattedrale era solito soffermarsi a lungo per osservare quei dipinti, catturato com’era dal fascino di quegli affreschi.Si parlò anche dell’altra iniziativa, quella di intitolare una via al nome del pittore ed anche in questo caso volle ribadire l’importanza di ricordare i personaggi che hanno dato lustro a Manfredonia, per farne perenne memoria alle future generazioni.L’incontro terminò con una calorosa stretta di mano ed un abbraccio, nello stile manfredoniano più genuino, ed anche di questa circostanza ho ben presente il ricordo.Poi la mostra retrospettiva, che prese corpo nel maggio del 1984 e per l’occasione fu realizzato un catalogo nel quale ho avuto il piacere di accogliere un suo contributo come presentazione dell’evento e di cui voglio riportare il brano più significativo che dimostra la grande importanza che l’avvocato Fatone attribuiva all’Istituzione della Scuola: “La Mostra, inserita nelle manifestazioni del ‘Maggio’ in supporto alle finalità storiche che l’Azienda da numerosi anni persegue, vuole costruire un’altra necessaria premessa per la formazione di una coscienza dei nostri valori storici e per un motivato sviluppo turistico del territorio. Essa è dedicata innanzitutto alla Scuola che, grazie all’appassionato impegno del corpo docente, è palestra di maturazione e di consapevolezza dei giovani, mezzo di collegamento tra le nuove generazioni e l’ambiente socio culturale del territorio”.Negli anni successivi ho potuto mantenere vivo il nostro rapporto con la gradita corrispondenza epistolare degli auguri natalizi, ed ho avuto ancora il piacere di incontrarlo negli anni ’90 durante una mia visita in Manfredonia nel mese di agosto.Vuole essere questo il mio grazie all’avvocato Fatone, che estendo a tutta la Sua famiglia.Dr. Roberto Penati, nipote del pittore Natale Penati da Milano
| | | 19-03 | | 19-03 | | 19-03 | | 17-03 | | 16-03 | | 14-03 | | 13-03 | | 12-03 | | 11-03 | | 10-03 | |
|  |
|