| | Aiuto! Aiuto! Aiuto! La tragica situazione della Coop. Eurodaunia 2000. "Ridurre una persona viva ai minimi termini della sopravvivenza è mostruoso". Lettera aperta.  Riceviamo e pubblichiamo di seguito l'amaro sfogo giunto presso la nostra redazione da parte di un lavoratore della Coop. Eurodaunia 2000.
Lasciate che mi presenti: mi chiamo Mario Giovanni Vadurro, sono un lavoratore ex LSU nonché socio impiegato della omonima Coop. Eurodaunia 2000.
L'azienda opera a Manfredonia nel comprensorio agricolo appartenente al Comune in zona umida denominata "Oasi Lago Salso", ha una estensione di circa 1100 ettari, di cui circa 400 ettari adibiti a coltivazione e circa 700 ettari a zona umida. La zona è entrata da un decennio nel progetto della vasta estensione dell'area del Parco Nazionale del Gargano.
Nel 1996, io e altri 63 lavoratori LSU fummo chiamati a frequentare un corso di riqualificazione con specifiche mansioni onde poter operare nella zona in questione (all'epoca chiamata ex Daunia Risi).
Il lavoro riguarda la manutenzione dell'ambiente, pulizia degli argini, disboscamento ecc., ma soprattutto tenere ben curata la zona umida, che in sostanza è un luogo di riproduzione di fauna stanziale e migratoria. Qui è incredibile la bellezza naturale unitamente alla flora, in perfetta simbiosi di un sistema eco-ambientale straordinario agli occhi di un visitatore che sa apprezzare l'opera della natura in stretta collaborazione con l'uomo, che la cura e l'ama come un figlio da allevare.
Come già detto, inizialmente i lavoratori LSU erano 64 e furono avviati ai lavori come LSU a novembre del 1996 dal Comune di Manfredonia, ognuno con le proprie mansioni.
Scaduto il mandato del Comune, dopo circa 11 mesi è intervenuto l'Ente Parco Nazionale del Gargano in quanto trattasi anche dell'area entrata a far parte del Parco.
Quindi per circa tre anni e mezzo abbiamo continuato sempre come lavoratori LSU con mansioni di manutenzione dell'ambiente a tempo pieno.
A giugno del 2001 ci è stata imposta la costituzione della Coop Eurodania 2000. Ci siamo sentiti intimoriti e quasi plagiati, con promesse di lavoro a seguito di allettanti progetti lavorativi. Noi, pur di riscattarci dal peso dell'assistenzialismo e di dare lustro e onore alla parola "LAVORATORI", ciecamente abbiamo creduto a questo architettato sistema politico poco coerente ma di cui tanto ci si vanta agli occhi della intera cittadinanza per aver dato una sistemazione di lavoro ai 64 LSU.
Nei progetti scritti (dico scritti ma non attuati mai) nel loro intrinseco contenuto devo ammettere che c'era del buono, infatti all'orizzonte si intravedeva un futuro. Per la realizzazione di tali progetti è stata costituita una società mista di cui partecipava il Comune di Manfredonia, l'Ente Parco Nazionale del Gargano e dalla Sorgeva che, in particolar modo quest'ultima, aveva l'incarico di mantenere il diretto contatto con la Coop Eurodaunia 2000.
La Coop Eurodaunia partecipava in minima percentuale, direi l'ultima ruota del carro, anzi una zavorra da affondare da parte di qualche politicante da strapazzo.
In realtà tutto questo baldacchino è risultato un fallimento dal primo giorno. La Sorgeva ha abbandonato quasi subito e le componenti primarie della società composte dal Comune e dal Parco sono venute meno. Non hanno fatto niente per darci lavoro o meglio non hanno rispettato l'accordo, ma la cosa ancor più grave è che hanno bloccato la nostra stabilizzazione della durata di cinque anni (soldi dello Stato destinati per sovvenzionare il lavoro dei progetti) che scade a maggio del 2006 che avrebbe dovuto garantirci il lavoro.
In sostanza si è costruito un castello di sabbia destinato a crollare alla prima alta marea e difatti è crollato. Allora viene spontaneo chiedersi "ma la stabilizzazione in quale cassetto si trova"?
Gli anni sono trascorsi il numero dei lavoratori è diminuito, oggi ne contiamo più di 30, ormai sul baratro. Ci hanno affamati, non percepiamo lo stipendio da oltre 7 mesi, per alcuni da oltre 10 mesi, la ragione non prevale più, ci stiamo sbranando tra di noi, ci guardiamo con occhi diffidenti, l'armonia del cameratismo si è spento, ma in corpo ci sta tanta rabbia rabbia rabbia.
Come può un padre sedersi alla mensa e affamare i suoi figli? Hanno saputo tessere così bene la rete burocratica e politica da soffocarci. Anche uno sprovveduto capirebbe che ci sono altri interessi dei politici a levarci di mezzo allo scopo di attuare il loro vero progetto dell'area interessata.
Vi chiederete come sopravviviamo. Semplice: ognuno di noi si indebita con parenti, amici o banca, mentre come cooperativa cerchiamo piccoli lavoretti che non bastano manco a coprire una minima parte delle spese della stessa Coop, figuriamoci se resta un tozzo di pane per noi.
Non riusciamo più ad avere dialogo tra di noi, uno scompiglio generale, le idee sono confuse, frammentate, facciamo assemblee per cercare una soluzione, ma non ne troviamo, l'unica è il fallimento della cooperativa, ma non lo accettiamo e per questo abbiamo deciso di mettere ogni rancore da parte e scendere a difendere il nostro diritto al lavoro.
Oltre 30 famiglie resteranno sul lastrico, la maggior parte di noi lavoratori ha tra i 55 e 60 anni. Cosa faremo? Dove andremo? Molti di noi hanno ancora figli da crescere, da sostenerli a scuola.
Riuscite a capire questo dramma che non è di meno a tanti altri, ma che colpisce sempre onesti lavoratori con famiglie da mantenere per la sopravvivenza, ritenete che sia giusto quello che stanno facendo?
Ci hanno abbandonati. Dai tanti incontri avvenuti con il Comune ed il Parco si sono beffati di noi, ci hanno giocati, ancora tutt'oggi hanno il coraggio di dire che stanno provvedendo, ma con la loro pessima politica non si rendono conto che sono caduti nel ridicolo, sono inadempienti nei loro doveri e nei confronti della Coop. Siamo onesti lavoratori con la nostra età avanzata, i nostri acciacchi, i problemi della famiglia e soprattutto senza un lavoro che ci permetta di portare il nostro salario ed avere un dignitoso rispetto da parte della stessa famiglia.
Chiedo scusa all'intera cittadinanza, sono solo un onesto lavoratore che vuole sensibilizzare e far meditare chi di dovere a non voltarci le spalle dopo tante promesse fatte.
Ridurre una persona viva ai minimi termini della sopravvivenza umana e psicologica è da esseri disumani e mostruosi.
Mario Giovanni Vadurro
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