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Grazie a chi mi è stato vicino
"La mia decisione è stata molto sofferta e lacerante". Le parole di Elisa Castriotta.
Pubblicato il 19 settembre 2005 alle 10:29

Centro Commerciale Leclerc

Carissimi ragazzi della redazione di Manfredonia.net,

Vi scrivo per ringraziarvi di vero cuore dell’attenzione dimostratami pubblicando la lettera delle mie dimissioni da dirigente del Partito della Rifondazione Comunista.

Dare spazio sulla stampa a chi non ha potere economico o politico o altro... è segno di liberta, democrazia e, soprattutto, anche di coraggio.

La mia decisione è stata molto sofferta e lacerante, ma di fronte ai soprusi non sono mai riuscita ad essere indifferente, il volere rendere pubblica la mia decisione poi, è stato un atto d’onestà verso tutti quelli che mi conoscono e sanno del mio impegno in politica.

Voglio solo ricordare che io non ho mai fatto politica per interesse privato né mio né della mia famiglia, ho imparato molto presto cosa vuol dire la parola LAVORO, (quello vero, quello che fa sudare, che ti sporca le mani, ma non la mente) grazie all’esempio dei miei genitori.

La mia passione politica non è frutto di lasciti familiari, né per compiacere Padri, padroni o padrini; il mio impegno onesto e disinteressato frutto d’autentica passione politica e di lavoro è noto ed ho il rispetto di tutti, rispetto guadagnato sul campo dell’impegno sociale, culturale e politico e non regalato da qualcuno, o peggio frutto d’alleanze, o combriccole lobbistiche.

E inoltre cari ragazzi le numerosissime dimostrazioni d’affetto, stima e ammirazione che ho ricevuto in questi giorni da cittadini lontani dalle pastoie dei partiti, mi sostengono e mi gratificano, convincendomi sempre di più che il mio nome, la mia storia politica valgono molto, più d’incarichi ricevuti per “grazia”.

Per spiegare il mio stato d’animo vi riporto un piccolissimo brano dal libro “Cassandra” di Christa Wolf: nell’assistere alla corruzione della sua città, nel riconoscere la natura distruttiva (e autodistruttiva) della propria città, che è stato il suo spazio pubblico, lei vede che la politica è qui conservazione del potere, e che una vita scandita dalla liturgia e dalle esigenze del palazzo è una vita cieca. Così da veggente di palazzo diventa disobbediente.

La disobbedienza non è pochezza politica, ma è anzi un segno di dignità di quelli che non conformi alle “regole” scelgono di andare via per vivere in piena libertà, dignità e rispetto verso se stessi e verso la politica.


Vi saluto con affetto
Elisa Anna Castriotta

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