| | Esenzioni ticket sanitario: no all'autocertificazione Il ripristino della più becera burocrazia atta a favorire il ripristino dell’arretratezza, lo sperpero indecoroso dei costi e delle umiliazioni
 Per fare il politico, nel nostro meridione, sono necessari due requisiti: propensione al condizionamento e alla vessazione. Per trovare corroboramento a tale affermazione è sufficiente recarsi al primo piano della Asl di Manfredonia alla via Barletta. L’evento che si consuma ogni giorno in quella sede viene targato, dallo sciamare di cittadini disorientati e avviliti, con aggettivi come: avvilente, deplorevole, deprecabile, umiliante, angosciante, vergognoso, miserevole, irriverente, asfissiante e vessatorio per la imprecabile e ingiustificata “trovata” che crea disagi ai cittadini per diversi giorni. La legge sull’autocertificazione viene arbitrariamente stracciata e, per rendere efficace l’assurdo, si offre la ricetta dello sperpero indecoroso dei costi per i più deboli e delle umiliazioni per gli assistiti.Se il cittadino vuole usufruire dell’esenzione dei ticket deve sottostare a regole e comportamenti che ci portano indietro, nel tempo, di 50 anni. Il ripristino della più becera burocrazia atta a favorire il ripristino dell’arretratezza che si nutre di montagne di fogli di carta ritirate a un tavolino da un solo impiegato, coadiuvato da un giovane del servizio civile, per 60.000 abitanti. Andiamo per ordine. Per ottenere l’agognata esenzione, nel terzo millennio, mentre si esplora Marte e si scoprono nuovi pianeti nell’universo, bisogna alienarsi attraverso un percorso che, per chi lo ha tracciato, sarebbe “lineare”: 1) Andare al primo piano di via Barletta, facendo un fila, e ritirare i moduli. Due giovani del servizio civile consegnano la modulistca;2) Compilare i moduli rivolgendosi dal commercialista oppure dal patronato con un costo e con tempi d’attesa ampiamente ristretti. Un'intera mattinata, se va tutto bene. In alternativa c’è l’amico politico che ti manda dall’amico che non ti chiederà parcella.3) Recarsi a fare le fotocopie di documento d’identità e della dichiarazione dei redditi che certamente ha un costo. Le fotocopie delle dichiarazioni dei redditi sono 10/12 fogli di cui ne servono due; le altre fotocopie si buttano dopo la consegna.4) Ritornare alla ASL di via Barletta prima delle ore 10 per ritirare il “numeretto” e attendere circa tre/quattro ore se si è fortunati. In alternativa, c’è il parente o l’addetto del politico che si prende l’impegno di ritirarli in separata sede. Se tutto va bene l’operazione finisce al punto 4. Se c’è qualcosa che non va, l’unico impiegato che ritira le richieste per l’intera cittadinanza di 60.000 abitanti, ti rimanda indietro a integrare e/o correggere l’inesattezza. Il “richiedente esenzione” che ha sbagliato, deve riprendere la questione dal 2 al punto 4.L’intera operazione suscita la curiosità di chi, indignato per tale indicibile strumento di vessazione, si sofferma sul pianerottolo ad osservare i comportamenti e ascoltando i variegati e pittoreschi commenti definibili, senza esagerazione, allucinanti: “per fortuna io conosco un amico che sta in politica e mi ha mandato da suo fratello a compilare i moduli”; “io conosco un impiegato che mi ha fatto tutto lui, mi ha fatto fare solo le fotocopie, che poi non servivano tutte, del modello 730”; “Io che non conosco nessuno, sono quattro volte che vengo qui a perdere giornate intere e non sono riuscito a risolvere questa questione. Ho pagato le fotocopie, manca sempre qualcosa e ogni volta devo fare la fila”; “C’è quel tizio che ha terreni, villa in montagna e al mare valutate case rurali; soldi in banca e nelle assicurazioni, ha un motoscafo ed è esente da tutti i tipi di ticket; i figli che fanno l’attività del padre sono esenti da tutti i ticket, io che sono un pensionato ed ex lavoratore dipendente ho solo l’esenzione per i farmaci”; “Mio nipote per andare in Sud Africa ha acquistato il biglietto aereo, ha prenotato l’albergo e fa molte compere con il computer senza muoversi di casa, in poco tempo e senza spendere tutta questa carta. Noi andiamo in giro a perdere tempo con le carte e chiedendo favori a destra e a sinistra, è una vergogna! Mi sento stanco e umiliato!”. Si avverte veramente di essere tornati indietro di almeno cinquant’anni. E’ difficile riuscire a creare contemporaneamente tanti problemi, per un fatto così elementare, a un’intera regione. Le menti che hanno ideato, nel terzo millennio, un simile marchingegno, meritano una raccomandazione per approdare all’isola dei famosi che duri almeno trent’anni. Se poi si prendono nella giusta considerazione l’innesco di meccanismi per giustificare assunzioni “parentali”, clientelismi, mercimoni, inefficienze e incapacità bisognerebbe sperare che l’isola dei famosi duri almeno 50 anni.Pino Delle Noci
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