| | Ma il casco dov'è cascato? Ormai il casco non lo indossa più nessuno. Ma chi controlla tutto questo? Lettera aperta.  Spett.le Redazione,
Manfredonia, fino a due anni fa, viveva un clima di sistematici ed organizzati controlli da parte soprattutto della Polizia Municipale, per quanto riguarda l'uso del casco.
A beneficiarne erano tutti: la casse del Comune (per le multe); l'incolumità dei motociclisti (per la sicurezza che il casco comporta); i cittadini (per il diminuito traffico a vantaggio di sane e lunghe passeggiate); i genitori (per la tranquillità di sapere che il figlio non era in moto... e gli risparmiava anche il costo della benzina); i venditori, appunto, del casco.
Ora, invece, tutto è ritornato in quella spaventosa normalità che a Manfredonia si chiama violazione del codice della Strada, con sorpassi assurdi e pericolosi delle moto. Che fine hanno fatto quei controlli? Perchè non si obbliga tutti al rispetto del casco, in tutte le ore della giornata, in tutte le stagioni?
Riprendiamoci noi tutti quel messaggio sospeso qualche anno fa, che la VITA E' IN GIOCO e che può accadere una qualsiasi disgrazia: non dovremmo essere noi a metterla in gioco! Riprendiamo quella cultura della legalità oramai nascosta dietro un "così fan tutti".
E riprendano tutte le forze dell'ordine a far rispettare l'uso del casco, a pensare che dietro un casco ben usato potrebbe esserci anche un loro figlio, un loro parente, un loro amico, insomma, qualcuno che non ha messo la VITA IN GIOCO.
Un lettore
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