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Che cosa succede a sinistra?
Analisi sui fatti della sinistra sviluppata da un politico di destra. Per capire qualcosa di più. Lettera aperta di Stefano Pecorella.
Pubblicato il 29 settembre 2005 alle 23:28

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Spett.le Redazione,

a fronte di una situazione politica in continua evoluzione è d’obbligo qualche spunto di riflessione, per non lasciare che tutto si omologhi e diventi normalizzato. Cominciamo dall’ultimo e rilevante evento: Il progetto riformista Boselli – Pannella.

Giorni addietro, a Fiuggi, città natale di straordinarie mutazioni politiche ed ideologiche, i Radicali di Marco Pannella hanno costituito un coordinamento politico/elettorale con lo SDI di Borselli. Un passo avanti verso la creazione di un piccolo polo laico-socialista ancorato nell’Unione di centro sinistra al quale dovrebbe aderire anche il nuovo PSI di Gianni De Michelis e di Bobo Craxi.

Il “professore” – Prodi – ha decretato la fine del purgatorio per i radicali ed ha benedetto il loro ingresso nella “Grosse coalition” del centro sinistra. Saranno state le pressioni dei DS o il calcolo del 4 o 5 percento accreditato all’aria radical-socialista, questo non è dato sapere.

Certo è che il “professore” è apertissimo ad accogliere tutti i partiti, per oggi non ancora i singoli transfughi, domani si vedrà, pur di conseguire il risultato elettorale di una sicura vittoria. Tutto a scapito della credibilità del programma (ormai in soffitta od in cassa integrazione, considerata la chiusura della “fabbrica” nella quale doveva essere prodotto) e, semmai in caso di vittoria, della governabilità del paese (vi immaginate oltre dieci partiti seduti al tavolo del Governo??).

Dal canto suo, Rutelli si è liberato del timore che aveva di ritrovarsi vicini i vecchi amici radicali, non certo simpatici al Cardinale Ruini, dichiarando: “porte aperte ai radicali”.

Boselli, poi, non vede l’ora di accoglierli nel suo schieramento.

Qualche perplessità la nutre la Bonino che teme i condizionamenti del Vaticano su Prodi. Timore infondato, considerata la presa di distanza del “professore dalla Chiesa, atto politico necessario per tenere buono il recalcitrante Bertinotti e tutto lo schieramento radicale di sinistra.

Ed i Popolari, quelli di antica memoria che fanno?? Si accontentano della viscerale contrapposizione all’odiato Berlusconi e dimenticano le loro origini politiche ?? interrogativo retorico, considerato il loro atteggiamento ad esempio per l’elezione del Neo Governatore Vendola.

Interrogativo, certo non minore, è quello dell’on. Mastella del quale ci si chiede se si convincerà o meno ad accettare quelli che sino a ieri ha definito “MANGIA PRETI”. Minaccia congressi straordinari. A tal proposito c’è chi è comunque convinto che il nodo sarà sciolto solo attraverso qualche collegio in più.

Il calcolo politico in questa storia è il vero protagonista in quanto l’aggregazione dovrebbe portare in parlamento una quindicina di deputati. Per calamitare l’attenzione dei media e dei votanti si è già ipotizzato l’utilizzazione di nomi forti come quello di Adriano Sofri come capolista.

Così come si pensa di rispolverare il format di Bonino “for President” che pure ebbe un grande successo alle ultime presidenziali.

E’ strano che si sia arrivati già tanto lontani e non si sia discusso ancora di come sarà possibile superare le note diversità esistenti tra i protagonisti per quanto riguarda i problemi di politica estera e di quelli economico-sociali.

I leader del centro sinistra si trovano improvvisamente a dover governare se non addirittura arginare un fenomeno per un verso invidiabile per altro sicuramente portatore di complicazioni in una alleanza basata già di per se su delicatissimi equilibri. Basti pensare che all’interno della stessa coalizione c’è Bertinotti che plaude ai ragazzi di Siena che hanno contestato il Cardinale Ruini.

L’assemblea condivide ed applaude. Di contro il leader dello SDI prende le distanze dai giovani contestatori ma solo per rilanciare: “se Ruini fa il politico gli può capitare comunque di essere contestato come politico”.

Ora si tratta di vedere se l’anticlericalismo entrerà a far parte dell’Unione oppure no. Tutti hanno in testa il Prodi-Zapatero. La Bonino è sicuramente la più scettica anche se l’intesa costruita con Fassino sulla comune battaglia della procreazione fa ben sperare sull’opportunità di crearne altre.

La posizione di Prodi sui pax è sicuramente terreno di incontro fra il “cattolico adulto” ed i paladini del laicismo. Capezzone parla con ammirazione della tenuta di Prodi su questo argomento.

Se qualcuno evidenzia questa diversità ecco Fassino fare muro. Lusetti sull’argomento nutre perplessità di fondo: l’anticlericalismo spinto, afferma, se ci porta un voto a favore e altrettanto vero che ce ne sottrae almeno tre.

Per la prossima riflessione sarà giusto ed opportuno valutare anche cosa succede a destra.


Stefano Pecorella - Forza Italia (Manfredonia)

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