Lo sfogo di una giovane manfredoniana scappata dalla città per il muro di indifferenza e invidia. Lettera aperta.
Egregia Redazione,
sono Carmela Gabriele, una giovane manfredoniana scappata dalla città per il muro di indifferenza e invidia creatosi a causa di ciò che ho sempre fatto con il cuore: scrivere.
Ebbene, dopo sette anni che vivo a Roma, sul punto di ottenere i miei obiettivi lavorativi, vi scrivo per dirvi che non mi ha distrutto nessuno di quei raccomandati, i soliti tre o quattro gatti che non sanno fare niente, dominanti in quel paesino chiuso alla cultura.
E' ora che Manfredonia ceda il passo ai giovani creativi e a prima vista ribelli, Manfredonia che ha fatto sempre finta di non sapere che esisteva Carmela Gabriele, che non c'erano i suoi romanzi e le sue poesie, che l'ha sempre promesso di far rappresentare la sua commedia tramite giullari di corte più che commediografi manfredoniani.
Mio padre voleva aiutarmi e tutti lo prendevano in giro, ma io non ho mollato e presto darò prova a tutti che la città ha sbagliato a rinnegare un suo talento. Vorrei le vostre scuse, cittadini sordi e ciechi, anche se è troppo tardi forse.
Io mi sento tradita da voi e mi fa male persino tornare dove sono nata. Ma Dio c'è ed aiuta chi non si meritava schiaffi in faccia...
Carmela Gabriele