Caro direttore,
confidando sulla disponibilità sua e della redazione, vorrei approfittare della
lettera di Elisa Castriotta per fare alcune considerazioni in merito alla questione da lei sollevata.
Io, sono stato iscritto al partito della rifondazione comunista dal 1994 fino all'aprile di questo anno quando mi sono dimesso dall'incarico di membro della segreteria e del comitato direttivo per le stesse ragioni denunciate da Elisa Castriotta.
In dieci anni di militanza comunista ho visto un numero di giovani esorbitante entrare nel partito e fuggirne subito dopo disgustati; ho visto questo incalcolabile patrimonio di intelligenze ed energie giovanili(peraltro invidiatissimi da tutti gli altri partiti!) venire distrutto e disperso per seguire i calcoli e gli interessi torbidi di una classe dirigente dalla grettezza culturale inenarrabile.
Ho scelto perciò di andarmene, di rinunciare a prestare ulteriormente il mio impegno per un progetto della rifondazione comunista che di politico non ha più nulla ma che è oramai diventato un micidiale canale di contrattazione personale al servizio di quei soliti "pochi" che siedono imbalsamati al comando del partito da quindici anni.
Sono sicuro di poter affermare in buona fede e con piena cognizione di causa che, con la fuoriuscita mia e di tutti gli altri compagni dell'intero gruppo giovanile, per Rifondazione Comunista a Manfredonia si esaurisce un ciclo e si apre uno spinoso problema "anagrafico" per l'imminente futuro.
Nell'esprimere la mia vicinanza alla compagna Elisa, vorrei spronare tutti gli altri compagni che come me sono fuoriusciti dopo le recenti elezioni comunali a rompere questa intollerabile cappa di silenzio e a dichiarare la propria contrarietà e il proprio sdegno.
La ringrazio per la sua attenzione e per la disponibilità.
Marco Murgo