| | Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo Il libro del prof. Michele Illiceto che pone i fedeli laici di fronte alle sfide del nostro tempo  "Fedeltà a Dio e fedeltà all'uomo", è il titolo del libro del prof. Michele Illiceto, docente di storia e filosofia presso l’Istituto “Liceo Classico Aldo Moro” di Manfredonia e docente sia presso l’Istituto di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Foggia sia presso la Facoltà Teologica di Bari.
Il libro, edito a cura dell'Azione cattolica diocesana, si suddivide in quattro parti, affrontando i temi della "adultità" nella fede, fra stupore e responsabilità, fra discernimento e profezia, di fronte alle sfide del nostro tempo e, infine, nella dimensione teologica della ecclesialità e della spiritualità laicale.
L’opera nasce dalle registrazioni e appunti raccolti durante i corsi tenuti dal prof. Illiceto presso la Scuola di Formazione per laici organizzata dal Settore Adulti dell’Azione Cattolica Diocesana di Manfredonia –Vieste -San Giovanni Rotondo nell’anno pastorale 2005-2006.
“Inizialmente nessuno aveva mai pensato ad un vero e proprio libro -scrive il prof. Illiceto nell’introduzione - la richiesta è pervenuta dagli stessi partecipanti e da parte di coloro che avrebbero voluto assistervi ma non hanno potuto”. Proprio per questo motivo, il testo risente di una impostazione dialogica tipica di una comunicazione orale che si è voluta mantenere, preferendola ad uno stile di tipo argomentativo che avrebbe fatto perdere al libro la sua veste originale. Il taglio è più di tipo esistenziale e fenomenologico che teroretico-speculativo. Le note sono state aggiunte in un secondo momento per dare a tutta l’opera un minimo di apparato critico nel rispetto anche di quella esigenza scientifica che un corso di formazione esige.
Numerose le copie vendute e le richieste di presentazione del testo in tutta Italia.
Duecentotrentacinque pagine ricche di passi del Vangelo oltre che di riferimenti a filosofi come Mounier, Lèvinas, Marion: un connubio perfetto tra filosofia e religiosità che preannuncia il prossimo lavoro di Illiceto intitolato “La persona: dalla relazione alla responsabilità”, edito da Città Aperta (Enna) e che uscirà per il prossimo mese di settembre.
“Non si può amare Dio senza amare l’uomo e viceversa - spiega Illiceto - l’uomo oggi ha bisogno di tornare a stupirsi della propria dignità e di quella nascosta bellezza che è in ognuno, e che il cristianesimo rivela in tutta la sua portata”.
Una biografia velata, così lo definisce l’autore, “vengo dalla strada e non andavo in chiesa quando ero più giovane. Man mano ho scoperto che non ero io a cercare ma ero io cercato da Qualcuno. Sono i volti dei poveri, dei deboli, degli oppressi, dei malati che mi hanno parlato di Dio. Ho iniziato così a sentirmi amato”.
Un libro che appassiona man mano che si avanza con la lettura, in grado di far riflettere. Un libro indirizzato a tutti coloro che si definiscono credenti, a quelli che invece non lo sono più, a quelli che si ritengono atei, a quelli che vivono sul filo della incertezza, a quelli che hanno smarrito la propria strada e a quelli che invece l’hanno appena ritrovata. Un libro che si apre con lo stupore e si chiude con l’abbandono passando per la responsabilità.
“Se Dio ci ama – prosegue Illiceto - perché molti di noi non si amano? La vita è un dono ed io sono il primo dono. Non mi stupisco solo perché dio mi ha creato ma perché mi ha pensato prima di crearmi. Mi stupisco di me e di Dio e di coloro che Dio mi mette davanti nel mio cammino”.
“Un lavoro personale che nasce da un’esperienza condivisa – ha dichiarato Franco Miano, Ordinario di filosofia dell’Università Tor Vergata di Roma e vicepresidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, durante la presentazione del testo avvenuta presso il salone del seminario arcivescovile Sacro Cuore di Manfredonia - non può che rendere ancora più prezioso questo testo. Un lavoro che getta le basi per costruire ponti e legami di cui oggi si sente il particolare bisogno. Affrontare il rapporto chiesa-mondo non è sempre facile. Un testo da leggere e da usare perché non pone solo questioni teoretiche, filosofiche, teologiche ma anche esistenziali e pedagogiche che richiamano continuamente al rapporto con la vita.
Nei primi capitoli ci sono domande significative e oggi abbiamo molte più domande nonostante la presenza di molti mezzi e strumenti e del benessere dilagante. Eppure, l’uomo non è felice e i legami si spezzano sempre più facilmente. Perchè? Ci sono voci più forti come la televisione che non fanno venir fuori gli interrogativi degli uomini. La responsabilità, per citare un frase del testo, deve nascere dalla capacità di stupirsi ancora. Difatti, quando mi sorprendo vuol dire che sono alla ricerca di un significato della vita e non bisogna mai smettere di cercarlo. Stupore e responsabilità devono tornare ad essere le sfide del nostro tempo come cristiani. Siamo diventati abitudinari e passivi e non riusciamo più a cambiare la mentalità secondo quello che ci dice il Vangelo di Cristo. Anche di fronte alla politica ci sentiamo rassegnati. Non dobbiamo essere spettatori ma dobbiamo agire e rafforzare l’esperienza associativa, i gruppi.
Nella terza parte 'la fede di fronte alle sfide del nostro tempo', si parla di un modello più vivibile di fede da parte degli adulti con vere testimonianze di vita e di fede. Nell’ultimo capitolo del libro dedicato alla fede adulta emerge non basta essere adulti per avere una fede adulta. Bisogna credere che la fede può cambiare la vita, che la fede devi tradursi in vita. Noi non sappiamo più dialogare non perché la nostra identità è troppo forte o debole ma perché è poco equilibrata. L’identità vera è quella che non ha paura del dialogo”.
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