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| | Messaggi |  | A chi serve cambiare i Parroci? Postato da libero il 17-09-2007 alle 12:39 |
Dopo anni di lotte intestine,diatribe e varie vicissitudini presso la Parrocchia de l"Carmine"arriva un Parroco Don giovanni D'Arienzo.
Uomo pacato,disponibile,attento e vicino ai problemi della gente.Sempre impegnato in prima persona affinchè la Parrocchia del Carmine raggiungesse una posizone oggi invidiale.Infatti di è dotata di tutti gli elementi, risorse umane sopratutto,per sviluppaare quelle che sono le funzioni che una Parrocchia moderna deve avere.
Quindi essere al centro degli interessi Religiosi della comunità.
Ciò che la Parrocchia ha sempre avuto come obiettivo è stata la crescita in tutti i settori di cui si occupa.Se si considera lo stato in cui versava la Parrocchia si capisce perchè oggi la Parrocchia fà gola a qualcuno.Si ricorda che per effettuare la ristrutturazione della Parrocchia si è ricorso anche ad un finanziamento presso una banca,tutt'ora in corso di estinzione.
L'impegno della comunità non è stata solo di tipo finanziario ma anche partecipativo alle varie funzioni che svolge la Parrocchia.La crescita formativa religiosa di persone laiche ha fatto sì che le funzioni che svolge la Parrocchia, Battesimi, comunioni, cresime preparazioni dei futuri sposi,organizzazioni di ritiri spirituali campi scuola dei vari gruppi partecipanti alla vita parrocchiale, senza citare la caritas, gruppi di preghiere, cori e quant'altro che non stò al elencare,sia sempre l'interesse primario.
In tutto questo contesto si richiama all'attenzione la preziosa e costruttiva funzione che in questi ultimi anni ha dato il Parroco Don Dino,anche lui subito entrato in contatto con i giovani della Parrocchia,organizzando con alcuni componenti laici tutte quelle attività per attirarli verso la Parrocchia diminuendo come avviene in altre parti molta "dispersione".(Ricordo la messa della Domenica mattina dedicata ai più piccoli,i vari raduni provinciali,la formazione delle coppie più giovani e tante altre cose.
Quindi possiamo dire che la comunità del "Carmine" è fortemente legata a queste due Persone oltre ad essere fortunata a valersi di questa possibilità.
Tutto questo oggi viene messo in pericolo o già definitivamente risolto in modo negativo per la comunità del "Carmine" visto quello che si dice da più parti in giro nella nostra comunità, creando un senso di scoraggiamento nel credere che la giustizia venga applicata su questa terra sopratutto in alcuni ambienti che contano.Il trasferimento in altro comune del vice Parroco Don Dino e addirittura la Sostituzione del Parroco Don Giovanni con il Parroco Don Antonio Di Candia, che a quanto i si dice ha già creato una sorta di malumori e scontentezze in tutte le componenti della comunità. Facendo la felicità di alcune singole persone che sarebbero pure d'accordo che tutto ciò avvenga.Si vuole ricordare che l'interesse della Parrocchia è già acclarata da situazioni stabili che stanno bene un pò a tutti.
Perchè il Vescovo che ne ha il poter decisionale vuole Rompere questo "Giocattolo" che funziona bene? Quale l'interesse che domina al di fuori di quello verso i fedeli?
Voglio ricordare la Parrocchia della "Croce" e le tribolazioni che ha passato con la sostituzione del Parroco Don Mario.Perchè ripetere un'altra brutta pagina nella vita parrocchiale di questo paese? I parroci in questione sarebbero felicissimi a rimanere dove sono,però se hanno l'obbligo dell'ubbidienza loro devono ubbidire ma tutto ciò non è giusto si sà la giustizia reclamata da più parti già lo detto non appartiene a questo mondo.Forse il Vescovo volendo ripensarci su questa decisione scontenterebbe altre persone molto più influenti di Don Giovanni e Don Dino. |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da Petronius il 17-09-2007 alle 21:16 |
Tutti siamo utili, nessuno indispensabile. Mai attaccarsi alle singole persone. Ricordate le parole di Qoelet:
"...vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l`uomo da tutto l`affanno per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta,i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l`occhio di guardare né mai l`orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c`è niente di nuovo sotto il sole.
C`è forse qualcosa di cui si possa dire: "Guarda, questa è una novità"?
Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito". |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da grillo il 18-09-2007 alle 10:45 |
Buon giorno!
Concordo con libero.
Don giovanni D'Arienzo..buono più del pane, attento ai bisogni dei suoi fedeli e alla parrochia! Sempre con il sorriso sulle labbra! SEmpre, anche quando c'era qualche difficoltà!
ha fatto tanto per la Parrocchia del Carmine!
(questa è una delle tante decisioni del vescovo che non condivido)
Le cose sono cambiate da quando è arrivato lui.
Negli occhi dei ragazzi più fiducia...più gioia nell'avicinarsi alla chiesa.
Don Dino... ironico, gentile, amorevole, amico di TUTTI I BAMBINI
E LORO TI ASSICURO NESSUNO TE LI PORTERà VIA!!! sONO TUOI Don dino!! Non apparterranno più a nessuno!!
E' un grande dispiacere vedervi andar via!
Ringrazio il vescovo per questo grande dolore! |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da guerriera della luce il 18-09-2007 alle 16:16 |
non sono daccordo con gli spostamenti dei sacerdoti....però dire che Don Antonio Di Candia abbia creato "una sorta di malumori e scontentezze in tutte le componenti della comunità"...non mi sembra carino nei suoi confronti...!  |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da carmelitani delusi il 18-09-2007 alle 16:51 |
D’accordo con Libero e Grillo, alleghiamo la nostra già da un po’ di tempo pronta.
In questi giorni hanno circolato tante voci nell’ambito delle diverse chiese della nostra città in merito a prossimi, anzi, “immediati” spostamenti di parroci e vice parroci per soluzioni, a dire di chi li ha proposti, a beneficio della collettività.
Facciamo nostro a tale proposito il detto: “chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”.
Non è che non amiamo i cambiamenti, anzi…il fatto è che ci è stata propinato un avvicendamento dei nostri sacerdoti in modo a dir poco traumatico sia per noi parrocchiani che per i nostri due sacerdoti. Tutta la popolazione ci è vicina in questa vicenda. È difficile digerire con facilità un boccone così amaro, soprattutto per il modo in cui la cosa si è evoluta in così breve tempo e senza lasciarci capire, ma attraverso una vera e propria imposizione. Da una parte il “generale” e dall’altra la “truppa”.
È pur vero che i sacerdoti hanno l’obbligo dell’obbedienza, ma diviene difficile comprendere le finalità di questa operazione alla luce di ciò che don Giovanni e don Dino hanno fatto per dar lustro alla nostra chiesa e dopo quanto si sono prodigati per un ripopolamento della stessa.
Le novità ci piacciono! Eccome se le gradiamo; basta ricordare con quanto calore e con che aspettative abbiamo accolto don Dino.
L’idea ci è piaciuta da sempre. Finalmente don Giovanni avrebbe condiviso gli oneri e le fatiche con un collaboratore. Si sono mostrati entrambi “grandi”, completandosi, sin dall’inizio del loro operato. Hanno rinnovato strutturalmente la chiesa non solo dal punto di vista estetico, ma hanno saputo far crescere con il loro calore, la loro vicinanza ai parrocchiani, la fede e la voglia di partecipare alla liturgia in ognuno di noi.
Don Dino in particolare, ha fatto in modo che la messa dei piccoli, divenisse un vero capolavoro di partecipazione, attirando l’attenzione di famiglie intere e ogni giorno sempre più numerose.
Che dire invece della dolcezza e della pazienza di don Giovanni?!! Conosce le nostre case, una per una, ha seguito la crescita dei nostri figli, dal loro battesimo alla loro laurea. Ci ha accompagnati in un cammino di gioia e dolore. Ci hanno dato tanto entrambi e forse anche noi per loro siamo diventati la loro famiglia.
Come si può allora togliere a due genitori un figlio, allontanare un fratello che si è tanto amato solo per il gusto di farlo. Quando si resta orfani, si trova consolazione nel dolore aggrappandosi all’idea che almeno uno dei due genitori resta per prendersi cura amorevolmente dei figli. Tutto ciò non è accaduto nella nostra comunità, dove ci sono stati strappati con forza tutti e due i sacerdoti.
Di norma “squadra vincente non si cambia”. Per il nostro reverendissimo arcivescovo è giusto il contrario e non ci si venga a raccontare che visto che sono stati così in gamba è bene dare ad altri la possibilità di fare altrettanto e dare ad essi la possibilità di ricreare la stessa cosa in chiese più disagiate. Essere bravi non paga neppure negli ambiti ecclesiastici. La solfa è sempre la stessa anche in quelli che dovrebbero essere luoghi sani, non corrotti, non manovrati politicamente. Va aventi solo chi è vicino al sole e può riscaldarsi.
Come mai se la regola che ha adottato per la nostra chiesa, per il fatto che sono stati tanto bravi è giusto che ora vadano a fare altrettanto in altre parrocchie, non è valida anche per le altre chiese della nostra città? Come si può farci credere che necessiti più la chiesa di Vieste di un vice parroco che non la parrocchia del Carmine? Sua Eccellenza sa che già dall’inizio di settembre fino a giugno inoltrato Vieste è popolata da 4 gatti? Non è forse più utile da noi che siamo una comunità numerosa, usufruire della presenza di un vice? Ci sono realtà, almeno due, dove il parroco è ancorato alle fondamenta della propria chiesa. Lì, vista la bravura con cui hanno amministrato non si è adottata la stessa regola, forse perché ci si vuol far credere che sono troppo anziani per sradicarli dalla loro realtà quotidiana. E don Giovanni che sta con noi da oltre 15 anni pur non essendo anziano come loro, non ha forse lo stesso diritto? Non gli si fa del male trasferendolo in una nuova città, tra persone nuove? Anche per lui può essere difficile ricominciare da zero.
Sono parole dure queste, di cui siamo perfettamente consapevoli, ma si sa bene che la verità è sempre ostica da accettare. Giustamente, anche il nostro arcivescovo è consapevole di non essere infallibile, ma perché sbagliare di proposito a danno della comunità? Non era più corretto lasciarci almeno uno dei nostri sacerdoti per rendere il passaggio delle consegne più graduale anche per garantire un supporto al nuovo venuto?
È difficile credere che dietro a queste scelte ci sia un progetto divino. È davvero difficile credere che la mano del Signore si muova in modo così irrazionale solo per rispondere alle regole dell’ambizione di alcuni ben protetti e del servilismo di chi vuol arrivare ai vertici della gerarchia ecclesiastica a discapito dei più umili. Questo produce un solo effetto: l’allontanamento dalla Chiesa dei più deboli, solitamente diffidenti nei confronti dei cambiamenti e che difficilmente potrebbero trovare nel nuovo parroco una continuità nel loro cammino di fede (senza nutrire alcun dubbio sulle doti morali e spirituali del nuovo parroco) .
Perché in tutto questo chi ne paga le conseguenze siamo noi comunità. I nostri parroci accettano la loro missione incondizionatamente e non mettono in discussione l’operato di Sua Eccellenza.
Ci hanno invitato ad avere fede e noi l’abbiamo. Per questo attendiamo un miracolo: chissà che il nostro arcivescovo non si ravveda, con l’aiuto dello Spirito Santo, e faccia un passo indietro. Accontentando questa comunità lacerata e facendole ritrovare un po’ di fiducia nella Chiesa. |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da guerriera della luce il 20-09-2007 alle 15:12 |
Carissimi LIBERO e CARMELITANI DELUSI...
1)Sapete che significa la parola SATANA?
Vuol dire DIVISORE, SEPARATORE.
2)Sapete chi è il CRISTIANO?
E' chi crede in GESU' CRISTO che è l'UNITA', pertanto chi è cristiano non può parlare come ha parlato LIBERO di un uomo che ha deciso di dedicare la sua vita a CRISTO (mi riferisco a don Antonio Di Candia). Inoltre parlando in quel modo LIBERO alimenta il fuoco della divisione e a quel fuoco dobbiamo starci attenti perchè ci si potrebbe andare a finire dentro per L'ETERNITA' senza alcuna possibilità di uscirne... e questo è proprio quello che vuole il re delle tenebre, principe della menzogna. Pertanto carissimi ravvediamoci dall'alimentare le divisioni che sono come non mai frutto di questo tempo. Come GESU' si è fatto unire al pesante e duro legno della croce per purificarci delle nostre colpe anche noi offriamo le nostre mortificazioni in silenzio a DIO. Non attachiamo i sacerdoti che sono gli uomini attraverso i quali ci vengono rimessi nostri peccati con il sacramento della confessione e ci consentono di accostarci al banchetto celeste per farci nutrire del CORPO e del SANGUE di nostro SIGNORE GESU' CRISTO REDENTORE SALVATORE E RE DEI RE.
PACE E BENE A TUTTI E RICORDATE SEMPRE DI PRONUNZIARE OGNI GIORNO IL FIAT DELLA RASSEGNAZIONE INNANZI A DIO... FIAT VOLUNTAS PATRIS...
Vostro fratello in Cristo Francesco.
(ringrazio guerrira della luce per avermi fatto utilizzare il suo Nick Name) |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da DREAMER il 20-09-2007 alle 18:22 |
 
 
 
 
  |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da chepukket il 20-09-2007 alle 18:47 |
LE STAGIONI DEL CARMINE
Il gelido inverno durato alcune decine di anni, illuminato solo da qualche squarcio di pallido sole, ha messo duramente alla prova la fede dei parrocchiani, colpiti da numerose tempeste e uragani, che non permisero di effettuare dei buoni raccolti.
Sembrava che la brutta stagione non dovesse mai finire ed invece … finalmente arrivò la primavera.
Durante questa stagione, che durò solo 5 (6) anni, molte piante non riuscirono a svilupparsi, mentre tante altre portarono dei buoni frutti che diedero il massimo successivamente.
Infatti, finalmente arrivò l’estate. Fu grazie ad un omino piccolo e gracile, che dimostrò una forza di volontà enorme, per dimensione paragonabile alla montagna da cui proveniva.
Con lui fiorirono nuove piante che non avevano mai attecchito in parrocchia e rifiorirono quelle che erano appassite durante le stagioni precedenti. Tra le altre cose, riuscì a ristrutturare la “serra” dove tutte queste piante sono cresciute, al calore della Fede e della Carità.
La stagione estiva raggiunse il suo massimo splendore (solleone) quando, tre (o 4) anni or sono, arrivò un uomo alto, giovane e forte che all’inizio trovò non poche difficoltà ad entrare nei meccanismi della nostra piccola famiglia.
Ma essendo egli, un buon seminatore, seppe attendere e cominciò a raccogliere solo dopo qualche tempo.
Solitamente la bella stagione è sinonimo anche di aridità e siccità, ma questa volta invece, portò grande prosperità ed entusiasmo, grazie anche ai famosi temporali estivi.
Pochi giorni fa, un fulmine a ciel sereno, ha annunciato il ritorno dell’autunno.
Molti di noi hanno cercato quanto meno di ritardare l’inizio della fine, ma colui che decide il bello e il cattivo tempo, ha stabilito che la nostra parrocchia dovrà tornare a soffrire.
Quindi, non ci resta che tirare fuori cappotti, sciarpe e cappelli e sperare che l’inverno che sta per tornare, passi il più presto possibile, senza arrecare danni a cose, persone e animali.
Gli “orfani” del Carmine
 |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da guerriera della luce il 21-09-2007 alle 08:52 |
se misurate la fede con questo attaccamento morboso verso i sacerdoti allora non avete capito cosa è la fede... a tutti dispiace quando un sacerdote va via...è come "perdere" un padre...ma non è una perdita perchè il rapporto continua anke se si viene trasferiti altrove. io ho "padri" sparsi in tutta italia e nel mondo, ci sentiamo comunque per telefono, email, ci vediamo quando vengono a manfredonia.
ricordiamoci che Gesù girava tra i popoli...
mi ha lasciato senza parole il primo intervento dove l'autore più che sottolineare l'aspetto affettivo, ha messo in risalto quello economico... ...e poi giudicare così male don antonio... dovreste solo vergognarvi!

ps: don antonio non ha creato nessun scompiglio nella nostra comunità... |  | Re: A chi serve cambiare i Parroci? Postato da chepukket il 23-09-2007 alle 18:29 |
Reverendissima eccellenza, ci scusiamo se ci rivolgiamo direttamente a Lei in merito alla questione dello spostamento dei parroci e viceparroci, ma Le promettiamo sin d’ora che non useremo alcun termine offensivo nei riguardi di nessuno.
Sono tante le cose che ormai si leggono e si sentono e forse si rischia di cadere nel ridicolo, ma noi della Parrocchia del Carmine di Manfredonia non smettiamo di sperare e pregare.
Ci viene in mente quello che, seppur raramente, accade negli Stati Uniti quando un condannato viene graziato in extremis dal Governatore di turno.
Lo sappiamo, l’accostamento è esagerato ma può servire per comprendere come alle volte, anche le decisioni più definitive, più ufficiali, possono essere revocate anche all’ultimo momento. E’ quello che noi, sebbene con piccolissime speranze, ci aspettiamo da Lei.
Noi l’abbiamo ascoltata quando, direttamente o per tramite, ci ha detto che la decisione da lei presa è stata sofferta.
Non vogliamo interferire in quelle che sono le motivazioni, ma anche Lei deve ascoltare il nostro grido che, per ovvi motivi, chiede di lasciarci Don Giovanni e Don Dino, i nostri pastori che nulla tolgono agli altri, ma che sono diventati per noi una sicura e tranquilla luce che ci illumina.
Tutti i papà sono buoni, ma loro sono i nostri papà e non riusciamo ad accettare l’allontanamento.
Lei prima di loro ha provato il distacco dalle precedenti comunità, ne è abituato, ma per favore provi a mettersi dalla nostra parte per capire cosa vuol dire per noi figli perdere le proprie figure di riferimento.
Ci han detto che il nostro è un attaccamento morboso, ma anche gli apostoli, sebbene formati, non volevano staccarsi da Gesù e Pietro addirittura staccò l’orecchio ad un soldato pur di non vedersi portare via il maestro.
Noi ovviamente non arriveremo a questo, ma dobbiamo supplicarla fino alla fine di non fare ciò che ha deciso.
Si è vero, il nuovo può portare una ventata di novità, ma è anche vero che lasciare le cose come sono dà sicurezza, specie in questi nostri giorni dove certezze non le dà nessuno.
Lo so che Lei, proprio nel momento in cui leggerà questo rigo, se lo vorrà fare, ci dirà “confidate nel Signore”, e noi infatti stiamo già invocando lo Spirito per farci comprendere il perché di tutto questo, dopo che la nostra comunità avrà superato questa dura prova, senz’altro con molte ferite.
La supplichiamo Eccellenza, accolga questa nostra preghiera e lasci di Lei un ricordo indelebile nei nostri cuori.
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