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  Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
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Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 05-08-2006 alle 11:53

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Questo è il testo della mia risposta che è stata censurata perché "fuori tema":

"Lo scorso anno scolastico ho raccolto con i miei alunni del "Roncalli" un certo numero di storie di vita di anziani di Manfredonia, Mattinata e Zapponeta. Alcuni di loro sono stati migranti. Uno proprio in Germania. Arrivato in Germania, ha raccontato, ha dovuto vivere per un po' nelle baracche, poi è diventato operaio, quindi operaio specializzato, poi ancora impiegato nelle Poste. Non nego che sia stata dura, ma gli italiani in Germania hanno avuto anche un pieno riconoscimento dei loro diritti umani e sindacali (la paga era la stessa degli operai tedeschi) e delle possibilità di inserimento che oggi ci indignerebbero, se le offrissimo ai nostri immigrati (quanti immigrati lavorano alle Poste?).
Non mi sembra che gli italiani in Germania siano stati ridotti in schiavitù. Non mi risulta che siano stati costretti a lavorare quindici ore al giorno per tre euro all'ora, sotto la minaccia di armi da fuoco. Non mi pare che nessuno abbia ucciso italiani che cercavano di sfuggire alla schiavitù. Non sono a conoscenza di campi in cui venissero rinchiusi gli italiani, massacrati di botte da ========= e =========== (come è accaduto al Regina Pacis, come attesta una sentenza di un tribunale).
Quanto al cercare di entrare in Italia abusivamente, ti darei ragione, se esistesse un modo per entrare in Italia legalmente. E' un gioco sporco. sappiamo perfettamente di aver bisogno di molti lavoratori, ma ci blindiamo lo stesso, così quelli devono arrivare abusivamente, e li facciamo diventare "clandestini", vale a dire persone senza diritti, che possiamo sfruttare a sangue ed anche, se ci è più comodo, ridurre in schiavitù. Non è questo, anche, che fa girare l'economia della Capitanata?"

Il "fuori tema" è dovuto ad un errore del software di gestione del forum, che ha catalogato il mio intervento in un'altra discussione (quella sull'Ase, per la precisione), pur pubblicandolo poi in questa.

INTERVENTO MODERATO DALLA REDAZIONE
Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 05-08-2006 alle 14:07

Che le persone migranti presenti al Regina Pacis siano state picchiate a sangue da === ====== ========= e dai =========== non è una opinione, ma quanto afferma una sentenza di un tribunale dello stato. La moderazione è assolutamente ingiustificata.

Preferiamo che sui nomi si discuta nelle aule dei tribunali
Re: Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Mambrdonje il 05-08-2006 alle 20:24

Mi pare che qui stiamo confondendo un po’ le idee ed anche il tema, (Non c’è poi da meravigliarsi se il software va in “Tilt”).
Di cosa stiamo discutendo, d’emigranti, oppure di clandestini?
Gl’italiani negl’anni 50/60 non andavano in Belgio a lavorare nelle miniere clandestinamente, come neanche in Germania a lavorare da Gastarbeit, (come odiavo questa parola) ma erano mandati (venduti) dal governo italiano che ricevevano per ogni “capo” una determinata somma (taglia).
Io arrivato in Germania non potevo pretendere niente, (come lo fanno adesso gli esilianti che ricevono il permesso di soggiorno in Germania) Il televisore a colori, l’affitto per la casa, mobili etc…, io ho avuto per anni solo una piccola radio per ascoltare notizie dall’Italia e se volevo qualcosa la dovevo prima guadagnare con il mio lavoro, e poi se rimaneva qualcosa dopo aver mandato i soldi a casa, potevo comprarmela, non sono mai andato in nessun “Amt” a chiedere qualcosa, se avevo i soldi mangiavo altrimenti si stringeva la cinghia.
Se parlo così, è per esperienza.
Ho avuto un operaio che era fuggito dalla Croazia con la famiglia (moglie e due figli) una volta ho dovuto mandarlo sotto cassa d’integrazione per motivo di troppa neve, ma dopo un mese circa lo mandai a richiamare sul lavoro, mi telefonò dicendomi che non sarebbe venuto a lavorare perche non gli conveniva, tramite la chiesa aveva avuto aiuti famigliari, ed ebbe dall’assistenza sociale mobili, giocattoli e vestiti per i figli e tant’altre cose.
Ma se lavorava nessuno si sarebbe commosso per la sua situazione e non avrebbe ricevuto niente di tutto ciò!
Non sono al contrario d’aiutare chi ne abbia bisogno, (per l’amor di Dio) io sono il primo ad aiutare, ma non esageriamo troppo e se vogliamo aiutare facciamolo prima “in casa” (c’è né tanta di miseria) e poi guardiamo fuori “dalla porta di casa.
Per ultimo, vorrei sapere chi viene ridotto in schiavitù oggi.
Chi viene costretto a lavorare quindici ore al giorno per tre euro.
Chi viene minacciato con armi da fuoco.
Chi viene ucciso se cerca di fuggire dalla schiavitù? Poi ti potrò rispondere.
Non esiste un modo per entrare legalmente in Italia?
Senza carta d’identità o passaporto verrei anch’io arrestato se cerco d’entrare in Italia o Germania, e lo sfruttamento è sempre esistito.
Esempio? Di tutti gl’anni che ho lavorato in Italia, non risulto per neanche un’ora essere stato assicurato o ingaggiatola qualcuno di Manfredonia, eppure ho lavorato anche da bambino.
Ed oggi venite con i vostri ragionamenti a fare tanta di pubblicità, per cosa?
Come ho già detto, volete aiutare? Fatelo prima in “casa” e poi…
Senza offesa per nessuno, questo è solo ciò che penso io di tutto ciò.
Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 06-08-2006 alle 10:44

Per Manbrdonje:

Non capisco davvero dov'è la confusione. Il tema che hai proposto, ed al quale ho risposto, è il confronto tra i clandestini di oggi e gli emigranti di ieri. Quello che dici è vero: gli emigranti italiani non erano clandestini, ma non lo erano perché le leggi tedesche non li costingevano a diventare clandestini. Se le leggi tedesche avessero impedito agli italiani di mettere piede in territorio tedesco per cercare lavoro, credi che i meridionali, disperati com'erano, se ne sarebbero stati rispettosamente a casa? No. Sarebbero entrati comunque in Germania, in Francia, in Canada, in Australia. E lo avrebbero fatto non per il gusto di infrangere la legge, ma perché erano uomini, ed un uomo ha il dovere di cercare in ogni modo di creare un futuro per sé, per la sua donna e per i suoi figli. Nessun uomo che sia tale vegeta; piuttosto infrange la legge.
Peraltro, entrare in un paese da clandestini è una infrazione amministrativa. Il clandestino, cioè, non compie alcun vero reato. Succede però questa cosa strana: se un italiano compie un reato amministrativo, al massimo si becca una sanzione amministrativa, appunto (una multa); se un immigrato extracomunitario compie il reato amministrativo di entrare nel nostro paese senza permesso di soggiorno, la pena è la reclusione per due mesi in un campo. Un campo dove, come attestano le sentenze dei tribunali, può capitare che vengano ammazzati di botte.
Ieri sera ho presentato il libro di Marco Rovelli a Lucera. C'era anche Benvenuto, un immigrato del Camerun, che ha portato la propria testimonianza. Benvenuto è un immigrato regolare. Ha detto cose che mi hanno colpito molto. Ha riferito episodi di razzismo quotidiano, come quello di un padrone di casa che pretende di sfrattare una coppia immigrati che hanno pagato sempre regolarmente l'affitto, perché la moglie non cede alle sue avances. Ed altre cose anche peggiori. Ha detto, Benvenuto, che nel disprezzo che noi italiani abbiamo verso gli immigrati extracomunitari c'è forse qualcosa che non ammettiamo: la paura di chi lavora. Perché i giovani italiani, ha detto, ormai passano le giornate a mostrare in giro le loro belle macchine ed i loro bei vestiti; ed allora l'immagine dell'extracomunitario, che fatica tutto il giorno, diventa imbarazzante. E' uno che con la sua sola presenza ti accusa, ti fa sentire un parassita. Ha detto anche un'altra cosa molto vera, anche se in contrasto con la precedente. Ha detto che ogni italiano si sente investito di un potere speciale sugli extracomunitari. Il fatto di avere dei soggetti deboli, che puoi ricattare, che puoi maltrattare, che puoi schiavizzare.
La schiavitù, ecco. Mi chiedi chi viene ridotto in schiavitù, oggi. Mi dispiace che tu non lo sappia, ma non è colpa tua. E' colpa dei gironalisti che non ci informano come dovrebbero. Lo scorso mese è stata scoperta nella provincia di Foggia una tratta di immigrati polacchi, che erano costretti a lavorare nelle campagne per quindici ore al giorno sotto la minaccia delle armi. Chi protestava veniva picchiato o ucciso. Il procuratore antimafia Piero Grasso ha detto che le campagne del foggiano "non erano luoghi di lavoro, ma veri e propri lager" (http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/tratta-polacchi/tratta-polacchi/tratta-polacchi.html). E' una cosa di una gravità enorme, uno scandalo che dovrebbe farci immediatamente scendere in piazza. E invece non frega niente a nessuno.
Io non voglio aiutare, non sono mosso da bontà o compassione. Io difendo i diritti, perché sono consapevole che, se una sola persona ha meno diritti, i miei stessi diritti sono in pericolo. I diritti li abbiamo tutti, o non li ha nessuno.

Per MTV:

Mi spiace molto che tu la veda così. Gran parte delle notizie che un giornalista dà provengono dai tribunali: se dovessi applicare fino in fondo il tuo principio, non dovresti dare nessuna notizia. In realtà, i giornali danno senza alcun problema nomi e cognomi di persone che non sono state ancora giudicate. I nomi diventano un problema solo quando sono nomi di persone o categorie protette (peraltro, faccio notare che all'inizio non avevo fatto alcun nome di persona). Se un rom o un albanese venisse arrestato per stupro a Manfredonia, tu daresti la notizia, forse anche con nome e cognome, probabilmente. Se quel rom o albanese venisse condannato da un tribunale, tu daresti senz'altro la notizia, con nome e cognome. Perché la cosa non vale per un sacerdote o un carabiniere? Perché non si può dire cosa hanno fatto un sacerdote e dei caraninieri al Regina Pacis, quando ormai la sentenza è stata emanata da un anno, ed il Regina Pacis è chiuso? Parliamone, è una cosa importante. O vuoi trincerarti, questa volta, dietro il "fuori tema"?
Re: Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da MTV il 06-08-2006 alle 13:21

Caro Naciketas,

ti sbagli di grosso sul fatto che potrei pubblicare per intero nomi di immigrati. Basta andare a dare un'occhiata agli articoli di cronaca dove si parla di arresti.

MTV
Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 06-08-2006 alle 13:53

Manfredonia.net ha dato la notizia dell'omicidio di Giusy Potenza. Quando è stato arrestato il suo presunto assassino, Manfredonia.net ha fatto il nome del suo presunto assassino. Quando il suo presunto assassino è stato condannato, Manfredonia.net ha detto che il presunto assassino è stato condannato. E molto giustamente. Cosa cambia nel caso del Regina Pacis?
Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 06-08-2006 alle 14:00

Ancora per Mtv.
Cito una notizia a caso data da questo sito:

"Un uomo di 40 anni è stato arrestato dai carabinieri a Manfredonia. Si tratta di Matteo Cotrufo, con precedenti penali, perché responsabile di illecita detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente."

Quest'uomo è stato arrestato, ma non ancora processato. Per la legge italiana è quindi innocente, ma manfredonia.net (riportando una notizia attinta da altra fonte, ma questo conta poco: avresti potuto mettere solo le iniziali) ha fornito nome, cognome, età e precedenti penali.
Ed allora: perché questa testata può dire nome e cognome di persone non ancora condannate, mentre io non posso dire che un anno fa un sacerdote e diversi carabinieri sono stati condannati da un tribunale dello stato per le violenze compiute nel Cpt Serena Pacis?
Re: Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Mambrdonje il 07-08-2006 alle 00:13

@ Naciketas,
veramente il tema che avevo aperto io fu; Campi di sterminio. Mai esistiti?
e qui tu hai risposto, “…Facciamo attenzione però anche a non fingere di non vedere i "campi" di oggi…”
e dopo che la redazione a messo il “Fuori Tema” al tuo post, ho aperto un altro forum intitolato; Il clandestino è l’ebreo di oggi? qui sei stato messo di nuovo fuori tema ed ora hai aperto tu stesso un altro forum, naturalmente che ho perso anch’io un po’ il segno del tema.
Su; gli italiani in Germania hanno avuto anche un pieno riconoscimento dei loro diritti umani.
Negl’anni 60/70 in Germania come in Svizzera cerano cartelli davanti a certi locali, come Bar, e sale da ballo con la scritta; Vietato l’ingresso a italiani, e molte volte anche più…
Vietato l’ingresso a cani e italiani, se cercavi casa appena sapevano che eri italiano ti chiudevano la porta in faccia, io proprio negl’anni 80 dopo essermi sposato e trovato un appartamento (eravamo ancora senza figli) degl’inquilini appena sentito che ero italiano, nonostante che mia moglie fosse tedesca cercarono di raccogliere firme per farmi avere lo sfratto, non volevano un mafioso come vicino.
Sul lavoro ho dovuto attendere molto e dare dimostrazione più di un operaio tedesco per “diventare” quello che sono stato.
Quante volte mi veniva dato del tu solo perché ero un Gastarbeiter, quante volte venivo controllato per strada dalla polizia, solo perché ho i capelli scuri (avevo ora sono grigi)
Mia suocera non voleva che sposassi la figlia, perché ero italiano, quindi chi dice che tra gl’anni 50 fino all’80 in Germania non ha avuto i suoi problemi perche era straniero dice il falso, e sai perche? Si vergogna di raccontare quello che ha passato! (e trovo normale).

Ma allora nessuno caro Naciketas, veniva a scrivere libri sulla nostra vita, nessuno parlava di noi, nessuno ci aiutava eravamo come disse Mario Merla in una canzone “Carnè e maggell” venduti dallo Stato italiano ed abbandonati al nostro destino.
Io ho visto amici rientrare in Italia in una bara, morti sul lavoro.
10 ore al giorno e si lavorava anche di sabato, cerano altri che per poter mandare qualcosa di più a casa, lavoravano in nero la domenica e si mangiava pane e salame sul lavoro, si tagliava un pezzo di pane ed un… il salame si tirava spesso in dietro e mettevi in bocca solo il pezzo di pane.
Diversi miei amici che rientrarono in patria, dopo aver creduto di aver messo da parte abbastanza, dopo non molto sono morti per malattie varie, che si sono presi lavorando in questo che molti credevano paradiso.
Chi è sceso in piazza per loro?
Chi ha gridato scandalo?
Dov’erano i nostri diritti?

Oggi è diventato moda aiutare in Africa in Romania o che so io, scrivere libri con lo pseudonimo di “aiutare”, e non vedete che l’Africa è a Manfredonia!
Saluti Umberto
Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Naciketas il 07-08-2006 alle 08:54

Caro Umberto,

la discussione ha seguito questa evoluzione: tu protesti (giustamente) contro il revisionismo che nega i lager, io faccio notare che anche più grave è fingere di non vedere ciò che oggi assomiglia ai lager, tu chiedi allora dove erano i politici quando voi emigranti vivevate e lavoravate in condizioni difficili in Germania e altrove, io rispondo che i clandestini italiani oggi stanno molto peggio degli emigranti italiani di ieri. Mi pare che non ci sia alcun problema nella evoluzione di questa discussione: parlando di emigranti o di clandestini, parliamo del tema più generale dell'accettazione dello straniero.
Io non voglio assolutamente minimizzare la discriminazione verso gli italiani in Germania ed altrove, né dire che per voi è stato tutto facile. Ma bisogna distinguere due livelli: il razzismo quotidiano ed il razzismo giuridico. Il razzismo quotidiano, quello della gente, c'era in Germania contro gli italiani e c'è oggi in Italia contro gli stranieri. Quest'ultimo è un fenomeno di cui si parla poco, perché non ci fa fare una bella figura, e noi italiani difendiamo a denti stretti la nostra immagine di "brava gente": ma ti assicuro che è diffusissimo, ed asume forme gravi. Il razzismo giuridico è quello delle leggi che creano la figura del clandestino. Questo razzismo gli emigranti italiani non l'hanno conosciuto. Sono stati oggetto di razzismo in quanto italiani, ma non sono mai diventati clandestini, ossia persone nell'ombra, esseri umani di una specie diversa, cui si può fare qualsiasi cosa. Questo razzismo giuridico è la premessa per qualcosa che è molto peggio del razzismo. Torno a chiederti: ti risulta che in Germania qualche italiano sia stato costretto a lavorare per quindici ore sotto la minaccia delle armi? Perché questa è la condizione in cui molti contadini polacchi lavorano oggi a Foggia. Una condizione per la quale non è affatto esagerato parlare di lager.
Dici che nessuno scriveva libri sulla vostra vita e si occupava di voi. Non sono sicuro che sia così; ma anche se fosse? Io vivo oggi, non nel passato. Oggi, 2006, io raccolgo con i miei alunni le storie degli emigranti, affinché la gente sappia cosa hanno vissuto. Il passato non è in mio potere cambiarlo. Oggi, 2006, io mi occupo e preoccupo per le condizioni dei clandestini a Foggia. Mi sembra che ci sia un collegamento tra le due cose. Nessuno dovrebbe provare simpatia umana per gli extracomunitari più di chi ha sofferto sulla propria pelle la discriminazione. Nessuno può capirti più di chi ha sofferto quello che stai soffrendo tu.
Ieri ho sentito al telegiornale che il governo di centrosinistra intende dare più soldi alla Libia per frenare l'immigrazione. Sai in che modo la Libia ferma la gente che vorrebbe venire in Italia? Li deportano nel deserto, e lì li lasciano morire di fame. Questo i telegiornali non lo dicono. Quindi il governo italiano dà soldi alla Libia perché ammazzi la gente che vuol venire in Italia. Capisco che sei preso dalla tua storia, ne hai il diritto, ma ti assicuro che questa è uan storia diversa - infinitamente più tragica. qui c'è gente che viene umiliata, picchiata, ridotta in schiavitù, uccisa. E tutto ciò nella indifferenza totale.
Occuparsi di questo significa anche occuparsi di Manfredonia - e di Foggia. Perché, te lo ripeto, oggi tocca a loro, domani a noi. Stiamo diventando un paese incivile, un paese dove si pratica la schiavitù nella indifferenza generale. Questa è una perdita infinita per tutti.
Re: Per Manbrdonje: ancora su clandestini ed ebrei
Postato da Mambrdonje il 07-08-2006 alle 22:44

@ Naciketas,
hai scritto; Io vivo oggi, non nel passato. Oggi, 2006
Ma poi dici di raccogliere storie d’emigranti, affinché la gente sappiano…
Allora…?
Quello che faccio io cosa credi che sia?
E questo non è “il aver sentito dire”, ma l’aver vissuto personalmente e se lo scrivo (continuatamene) lo faccio solo perché la gente (i giovani) capiscano e possano riflettere un po’ sul com’era ieri ed oggi, perché molti di loro sono scoraggiati e paurosi d’affrontare il futuro appena lasciano gli studi.
Sui clandestini e schiavitù, proprio oggi o sentito una notizia alla radio; in tutta la Germania sono state effettuate razzie in diverse Gelaterie italiane ed hanno scoperto una banda di polacchi e italiani (circa 10 persone) che portavano clandestini in Germania per farli lavorare come lavapiatti ed altro in nero, dando loro due euro l’ora ed il resto intascavano loro.
Questi poveretti vivevano in condizioni incivili e la Gang italo polacca teneva nascosto i loro passaporti.
Come vedi bastardi ci sono ovunque.
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