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Contratto d’area chiude Pull & Pull, 25 in mobilità
Postato da ilsipontino il 21-08-2007 alle 19:52

Chiude un’altra azienda del Contratto d’Area di Manfredonia. La Pull&Pull SpA ha disposto il collocamento in mobilità per cessazione dell’attività di tutti i 25 dipendenti dello stabilimento insediato nell’area industriale località Pariti lungo la statale 89.
La comunicazione è stata inviata alle segreterie provinciali di Filtra Cgil, Femca Cisl e Uilta
Uil, alle R.S.A. aziendali, agli assessorati politiche del lavoro della provincia di Foggia e della Regione Puglia.I motivi addotti dall’azienda per giustificare il provvedimento fanno riferimento alla “situazione generale del mercato del tessile - abbigliamento ” che “con i suoi prezzi sempre più bassi portati dai mercati in via di sviluppo e nonostante le politiche commerciali perseguiti dal Gruppo Magreb al fine di difendere il mantenimento della produzione in Italia”
ha portato ad una fase di ristrutturazione. ”La Pull&Pull" chiarisce la nota non è riuscita a ottenere il numero di ordinativi tale da assicurare un flusso produttivo nè costante nè sufficiente a coprire la sua capacità produttiva”. La società avrebbe infatti subito perdite finanziarie sia nel
2005 per 89.688,00 euro e sia, più importanti, nel 2006 per 629.897,00 euro.
”La valutazione del contesto socio-economico"si sostiene nella nota- non consente altresì di
programmare particolari misure per fronteggiare le conseguenze della procedura di mobilità sul
piano sociale, se non attraverso il ricorso agli artt. 4, 7, 16 e 24 della Legge 23 luglio 1991, n.223”.
Il Gruppo Magreb, controllato dalla famiglia Tempestini, è specializzato nella creazione di capi
in maglia di qualità superiore. Il principale canale di vendita è il marchio Glenfield che può contare su oltre 180 punti vendita monomarca in Europa, compresoquello aperto nella galleria del
centro commerciale Leclerc diMacchia-Monte Sant'Angelo.
Lo stabilimento di Manfredonia, annunciato come “polo per latessitura di qualità”, era stato
creato con capitale sociale (1,7miliardi di lire) e contributo pubblico(4,153 mld) e prevedeva a
regime l’occupazione di 40 unità. La notizia del licenziamento di
tutti i dipendenti e della chiusura dello stabilimento ha colto di sorpresa, escluso il ragionevole dubbio nutrito da quanti avevano notato, ad esempio, che era stato programmato lo svuotamento del
magazzino o che era arrivato l’ordine di consegnare tutte le commesse e l’invito a richiedere
le ferie spettanti. Il numero dei lavoratori aveva toccato nel corso dei 5anni di attività
dell’azienda quota 50 per poi ridiscendere alle attuali 25 unità.
”La Uilta provinciale dichiara il segretario provinciale e responsabile camera della Uil di
Manfredonia, Matteo Ciociolaha già inoltrato nei giorni scorsi richiesta per aver un confronto
con i vertici e fare il punto della situazione. Oltre a riformulare tale richiesta è nostra intenzione porre la questione all’at t e n z i o n e del responsabile unico del contratto
d’area. L’azienda, spiega Ciociola- aveva annunciato l’apertura di un nuovo reparto
per il controllo della qualità dei capi e per questo aveva inviato alcune unità a Treviso per seguire uno specifico corso di formazione.
Ci devono spiegare i motivi di questo dietrofront e se l’atteggiamento assunto non sia
stato adottato per ritorsione nei confronti della Uil e delle altre sigle sindacali che hanno fatto
ingresso nella struttura”.

[a.m.v.]
Tratto da "la Gazzetta del Mezzogiorno" del 18 agosto 2007
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