RSS

Opinioni / News
Cerca Cerca
Pagine:  « precedente1 .. 11 12 13 14 [15] 16 17 18 19 20 .. 28 successivo »
  G8: vogliamo parlarne?
Nuova replica Replica
  Messaggi
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da LIBERA il 02-08-2001 alle 10:22

A guidare quel gruppo era il primo dirigente di pubblica sicurezza Vincenzo Canterini, il quale ha riferito: «Coordinando l’operazione, il sottoscritto ha acceduto all’Istituto in una posizione retrostante, ma ciò non ha impedito di notare il forte contrasto opposto dagli occupanti agli agenti operanti». Il nome di Canterini è uno di quelli segnalati dall’ispettore Pippo Micalizio per l’apertura di un procedimento disciplinare che dovrà accertare meglio le singole responsabilità, e il ruolo suo e dei suoi uomini è una delle poche cose che l’indagine amministrativa è riuscita ad acclarare. Per il resto, ciò che più risulta chiaro è che sulla direzione dell’operazione di polizia poco o niente è chiaro.

A parte il gioco di parole, proprio questo è il punto centrale delle trenta pagine consegnate ieri a Scajola e a De Gennaro, dal quale l’ispettore fa discendere le sue conclusioni e le sue proposte: non si è riusciti ad accertare chi era il responsabile della perquisizione, il «direttore effettivo» dell’operazione. Questa è una mancanza grave, perché una delle prime regole, quando si muovono agenti e funzionari in divisa, è che ci sia «sempre e comunque» un responsabile. Probabilmente anche questa «grave carenza» ha determinato la degenerazione della perquisizione, proprio nel momento in cui s’è trasformata da operazione di polizia giudiziaria in operazione di ordine pubblico.

Una carenza addebitata in primo luogo, per lo meno come responsabilità oggettiva, all’autorità locale di pubblica sicurezza, cioè il questore di Genova Francesco Colucci. Lui alla «Diaz» non c’era, ma questa può essere considerata addirittura un’aggravante: in assenza di un’organizzazione predefinita e di un responsabile diretto, a maggior ragione la sua presenza sul posto sarebbe stata necessaria.

CANTERINI, MICALIZIO, DE GENNARO, SCALOJA....
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da L'Indignato il 02-08-2001 alle 10:52

Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da l'INDIGNATO il 02-08-2001 alle 10:21

Sarei grato se qualcuno mi potesse aiutare a rintracciare chi ha postato questi due messaggi che ripropongo. Un piccolo indizio è già sul primo messaggio, non è uno di centro destra perchè noi non scriviamo così. Ancora ricevo risposte per i fatti di Napoli, Trieste e dal Comune di Manfredonia.
Qualche consigliere di oposizione potrebbe arrivarci.
L'Indignato
La mia e-mail è: giancarlo_db@ciaoweb.it
Grazie.

Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da incazzato il 01-08-2001 alle 14:44

Dell'inchiesta non te ne frega nulla?????allora vuol dire che sei un imbecille totale! te lo dice uno di destra.
Ignorante è questa la figura che ci fai fare, demente figlio di puttana spero che ti ammazzino il figlio bastardo!
............................................

Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da incazzato il 01-08-2001 alle 14:59

verlo morto in braccio al padre che manifesta pacificamente in un corteo in cui ci sono degli infiltrati che
vogliono causare violenza, ecco casa vorrei. nella speranza che apri gli occhi è la smetti di offendere tutti
tutti i manifestanti di genova solo perchè sei di destra ma ti rendi conto che continiui a offendere migliaia di
persone normali per colpa di poche frange impazzite?? Si svegli signor sicario! E' lei quello che và diffondendo
segnali di morte e violenza se risponde che dell'inchiesta non gliene frega nulla.
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Filippo il 02-08-2001 alle 13:18

Forse ti potrebbe aiutare l'Assessore Matteo Borgia, pare sia un esperto di informatica.
Infatti nel suo curriculum è scritto:

...importanti pubblicazioni, nonché alla produzione di programmi informatici per le imprese edili e per la Cassa...
Buona fortuna da Filippo
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Filippo il 02-08-2001 alle 13:21

P.S.
Anch'io sto con le forze dell'ordine.
Filippo
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Franco Venturi il 02-08-2001 alle 13:43

Eccolo si è smascherato !!!

Questi puntini puntini sono di MB, alias Forum, nouvel forum, nnn, ttt, e tutti gli altri nick che vi ho proposto in precedenza !!!
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da libera il 02-08-2001 alle 13:45

bene noto con piacere che state tutti con le FORZE DELL'ORDINE , appoggio totale senza l'ombra di una critica....bene....
chiunque sia il pazzo, si, GENOVA IS EVERYWHERE !
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da L'Indignato il 02-08-2001 alle 13:57

Chiedo scusa, che significa "public server!!! IP ADRESS NOT AVAILABLE!!!
I'M SORRY?".
Non conosco l'inglese!

Grazie Filippo, se l'Assessore vuole contattarmi ripropongo la mia e-mail:
giancarlo_db@ciaoweb.it
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da LIBERA il 02-08-2001 alle 14:07

CRONACHE
La ricostruzione dei fatti di Genova secondo le indagini del Viminale
«Via dalla polizia il capo della mobile di Roma»

I dossier degli ispettori: Canterini voleva sparare lacrimogeni nella scuola, disse di non poter fermare i suoi uomini
ROMA - Davanti al cancello della scuola «Armando Diaz» chiuso con un lucchetto, sabato 21 luglio intorno alle 23.30, ci fu un colloquio piuttosto concitato tra due poliziotti con ruoli e responsabilità diverse, ma entrambi importanti. Uno di più, ed era Arnaldo La Barbera, capo dell’Antiterrorismo; l’altro era Vincenzo Canterini, comandante del primo Reparto mobile di Roma. Bisognava perquisire l’edificio diventato una sede del Genoa social forum per il contro-vertice G8, anche se il responsabile del Gsf, interpellato dal capo della Digos, aveva ammesso di non poter dire chi potesse esserci, là dentro.

L’IRRUZIONE - Dall’interno della scuola arrivavano i primi segnali di resistenza, e davanti al lucchetto chiuso La Barbera propose a Canterini una ritirata, magari per organizzare meglio gli uomini e riprovare in un secondo momento. Ma il capo dei «celerini» rispose che no, ormai non poteva più bloccare i suoi uomini, e che bisognava entrare comunque. In effetti entrarono, quegli uomini, e la perquisizione si trasformò in un pestaggio, con due «occupanti» su tre finiti all’ospedale con ferite e lesioni anche gravi.
Questo episodio è raccontato nella relazione sul blitz alla «Diaz» firmata dall’ispettore Pippo Micalizio e finita sui tavoli del capo della polizia e del ministro dell’Interno, ed è uno degli elementi in base ai quali l’ispettore propone - nei confronti del primo dirigente Canterini - l’apertura di un procedimento disciplinare finalizzato all’«irrogazione della sanzione più grave prevista dal regolamento di disciplina: la destituzione dalla polizia di Stato». Insomma, secondo la relazione quel poliziotto non è più degno di indossare la divisa (o la tuta che veste quando va in piazza) dell’istituzione cui appartiene, e dev’essere cacciato. Non solo a causa di quel colloquio, ma perché prima, durante la riunione preparativa del blitz, aveva addirittura proposto di usare i lacrimogeni all’interno dell’istituto. Ancora una volta fu La Barbera ad opporsi e a raccomandare di lasciare da parte i candelotti; in quell’occasione riuscì ad imporsi. Ancora, l’ispettore rileva che Canterini ha dato versioni diverse e contraddittorie sulle modalità dell’irruzione nella scuola: altro comportamento giudicato deprecabile, visto che si sta parlando di un episodio degenerato in violenze sicuramente eccessive e ancora non chiaro.


GLI ALTRI PROCEDIMENTI - La posizione del comandante del Reparto mobile di Roma è l’unica per la quale Micalizio ipotizza la possibile conclusione del procedimento disciplinare; per gli altri dirigenti presenti sul posto, si suggeriscono altrettante istruttorie che dovranno chiarire le eventuali negligenze e responsabilità, ma senza anticipare alcun giudizio. Così è per il questore Francesco Gratteri, capo del Servizio centrale operativo e come tale responsabile del controllo della «zona rossa» della città (dove non è avvenuto praticamente nulla), giunto alla «Diaz» in ritardo rispetto agli altri funzionari. E così è per l’altro questore che ha partecipato al blitz - il vice di La Barbera, Giovanni Luperi - e per l’altra decina di dirigenti presenti al momento dell’irruzione.
Per il prefetto La Barbera, come si sa, l’ispettore Micalizio ha rimesso ogni valutazione al ministro e al capo della polizia, pur facendo rilevare che il suo comportamento non fu «indenne da censure». Per non aver preso in mano le redini di un'operazione senza responsabili, pur essendo il poliziotto più alto in grado in quel momento, nemmeno di fronte all’insistenza di Canterini nel voler entrare nella scuola, e per essersi allontanato mentre la perquisizione trasformatasi in operazione di ordine pubblico era ancora in corso.
Nessun riferimento, nelle conclusioni della relazione, viene fatto al prefetto Ansoino Andreassi, il vice-capo vicario della polizia inviato dal prefetto De Gennaro a Genova come responsabile dell’organizzazione del G8, ma il suo nome compare nel documento. Sia per il ruolo rivestito, sia perché, nella questura di Genova, c’era anche lui quando maturò la «decisione collettiva» di procedere alla perquisizione. Andreassi diede il suo assenso (l’unico che propose di posticipare l’operazione all’alba seguente sarebbe stato Gratteri) ma non vi partecipò, anche perché il suo compito era relativo alla garanzia dell’ordine pubblico, mentre quella alla «Diaz» doveva essere, nelle intenzioni iniziali, una semplice operazione di polizia giudiziaria.
Tuttavia, nella sua relazione, l’ispettore Micalizio valuta criticamente quello che s’è verificato a Genova durante i giorni del G8 sul piano della «linea di comando» delle operazioni: inviare nello stesso luogo tanti «numeri uno», senza l’attribuzione di responsabilità specifiche e precise distribuzioni dei ruoli, si sarebbe rilevato un errore. E ciò che sta accadendo in queste ore, con le conclusioni dell’ispezione che - quasi inevitabilmente, per via delle «responsabilità oggettive» - si riversano in primo luogo sul questore di Genova e sugli altri dirigenti locali della polizia, appare una conseguenza di questa impostazione.
Per il questore Colucci è stata esplicitamente proposta la rimozione dall’incarico, per l’«inadeguatezza» dimostrata nel dirigere e coordinare le operazioni e per la «perdita di prestigio» conseguente alla guerra del G8, ma dal capoluogo ligure si risponde che in realtà la questura era stata «commissariata» dai tanti dirigenti venuti da Roma, e che dunque è difficile accollare tutte le responsabilità sull’autorità locale di pubblica sicurezza. Considerato quanto scritto da Micalizio, sembra questo uno dei nodi più complicati da sciogliere per il capo della polizia e per il ministro dell’Interno. Da ieri mattina al Viminale c’è pure la terza relazione sui fatti di Genova, quella sulle violenze a cui si sarebbero lasciati andare poliziotti, carabinieri e finanzieri per le strade di Genova durante i due giorni delle manifestazioni, che però - secondo il ministro Scajola e De Gennaro - ha bisogno di ulteriori «approfondimenti».


I FILMATI SUGLI SCONTRI - L’ispettore Lorenzo Cernetig (ex-questore di Venezia, un'esperienza maturata soprattutto nei Reparti celeri e mobili) ha visionato i filmati televisivi che hanno messo sotto accusa le forze dell’ordine, cercando di «contestualizzare» quegli episodi tra il prima e il dopo, inserendole nella complessità delle situazioni e degli altri eventi che hanno generato le cariche. E per quanto riguarda il vice-capo della Digos di Genova Perugini, ripreso mentre sferra un calcio su un giovane steso a terra, si sospende ogni giudizio disciplinare perché potrebbero esserci gli estremi per un procedimento penale. Il dirigente s’è giustificato sostenendo che stava procedendo a un arresto, ma questa versione non ha convinto l’ispettore.
In generale, anche Cernetig avrebbe rilevato delle «deficienze organizzative» nella gestione dei servizi di ordine pubblico, come del resto aveva annotato nella sua relazione pure il prefetto Andreassi. Proprio il vice-capo della polizia presente a Genova aveva avanzato critiche sulla «predisposizione generale dei servizi», per esempio per ciò che riguarda la «mobilità dei reparti» schierati in piazza che troppe volte non è stata all’altezza della situazione.
In almeno un paio di occasioni i carabinieri non sarebbero arrivati in tempo per «chiudere» i Black Bloc già controllati su un lato dalla polizia. E nel suo lavoro, l’ispettore Cernetig ha raccolto testimonianze sul cattivo funzionamento dei collegamenti radio con la sala operativa, con conseguenti, seri problemi di comunicazione con chi, in strada, doveva fronteggiare i manifestanti violenti. In particolare, il funzionario che guidava gli uomini presenti a Marassi durante un assalto di contestatori non sarebbe riuscito a mettersi in contatto con la questura.


L’INCHIESTA SU BOLZANETO - La relazione sulla caserma di polizia adibita a centro di accoglienza per i «prigionieri», firmata dall’ispettore Salvatore Montanaro, è già da martedì a disposizione di De Gennaro e di Scajola. Per gli episodi censurabili o da approfondire, denunciati da molti detenuti che sono passati da lì, e che hanno trovato parziali conferme, l’ispettore non è riuscito ad individuare responsabilità specifiche, assistendo ad una sorta di «scaricabarile» tra le persone ascoltate. Di qui l’addebito mosso al questore Colucci di non aver nominato un responsabile della struttura che potesse rispondere di ciò che avveniva all’interno.
Su Bolzaneto, nel frattempo, sarà svolta una nuova inchiesta da parte di una commissione nominata al ministero della Giustizia, dopo che alcuni testimoni hanno riferito di pestaggi eseguiti da agenti della polizia penitenziaria. Una prima relazione redatta dal direttore dell’Ispettorato Alfonso Sabella è già agli atti delle inchieste, e lì il magistrato - che era presente a Genova nei giorni del G8 - scagiona i «baschi blu», riferendo tra l’altro che in alcune occasioni poliziotti e carabinieri hanno «fisicamente impedito l’accesso» degli agenti penitenziari ad alcuni locali dov’erano trattenuti gli arrestati. Giovanni Bianconi

2 agosto 2001
GENOVA IS EVERYWHERE
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Franco Venturi il 02-08-2001 alle 14:15

Non so con quale coraggio, tu possa proporre tutti questi spezzoni e non parlare MAI di tutte le aggressioni subite dalla polizia, le macchine sfasciate, incendiate, i negozi distrutti.

Tutto ciò ad opera di tantissimi pazzi (codardi e a viso coperto) e non solo di tute bianche e nere.

Questo è il vero schifo della strumentalizzazione dei comunisti !
La polizia è stata aggredita e ha risposto a modo.
Se i matti che stavano nella scuola Diaz non avessero avuto nulla da nascondere non avrebbewro insultato le forze dell'ordine, non avrebbero opposto resistenza, non avrebbero tentato di accoltellare un poliziotto.
Questa si chiama resistenza, oltraggio e aggressione a pubblico ufficiale.
SONO TUTTI REATI

CAPITO ???
Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da L'Indignato il 02-08-2001 alle 14:16

*** Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da l'INDIGNATO il 02-08-2001 alle 10:21

Sarei grato se qualcuno mi potesse aiutare a rintracciare chi ha postato i primi due messaggi che ripropongo (###). Un piccolo indizio è già sul primo messaggio, non è uno di centro destra perchè noi non scriviamo così. Ancora ricevo risposte per i fatti di Napoli, Trieste e dal Comune di Manfredonia.
Qualche consigliere di opposizione potrebbe arrivarci.
L'Indignato
La mia e-mail è: giancarlo_db@ciaoweb.it
Grazie.

### Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da incazzato il 01-08-2001 alle 14:44

Dell'inchiesta non te ne frega nulla?????allora vuol dire che sei un imbecille totale! te lo dice uno di destra.
Ignorante è questa la figura che ci fai fare, demente figlio di puttana spero che ti ammazzino il figlio bastardo!

............................................

### Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da incazzato il 01-08-2001 alle 14:59

verlo morto in braccio al padre che manifesta pacificamente in un corteo in cui ci sono degli infiltrati che
vogliono causare violenza, ecco casa vorrei. nella speranza che apri gli occhi è la smetti di offendere tutti tutti i manifestanti di genova solo perchè sei di destra ma ti rendi conto che continiui a offendere migliaia di persone normali per colpa di poche frange impazzite?? Si svegli signor sicario! E' lei quello che và diffondendo segnali di morte e violenza se risponde che dell'inchiesta non gliene frega nulla.

............................................

*** Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Filippo il 02-08-2001 alle 13:18

Forse ti potrebbe aiutare l'Assessore Matteo Borgia, pare sia un esperto di informatica.
Infatti nel suo curriculum è scritto:

...importanti pubblicazioni, nonché alla produzione di programmi informatici per le imprese edili e per la Cassa...

Buona fortuna da Filippo


*** Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Filippo il 02-08-2001 alle 13:21

P.S.
Anch'io sto con le forze dell'ordine.
Filippo

*** Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da Franco Venturi il 02-08-2001 alle 13:43

Eccolo si è smascherato !!!

Questi puntini puntini sono di MB, alias Forum, nouvel forum, nnn, ttt, e tutti gli altri nick che vi ho proposto in precedenza !!!

*** Re: G8: vogliamo parlarne?
Postato da L'Indignato il 02-08-2001 alle 13:57

Chiedo scusa, che significa "public server!!! IP ADRESS NOT AVAILABLE!!!
I'M SORRY?".
Non conosco l'inglese!

Grazie Filippo, se l'Assessore vuole contattarmi ripropongo la mia e-mail:
giancarlo_db@ciaoweb.it
  G8: vogliamo parlarne?
Nuova replica Replica
Pagine:  « precedente1 .. 11 12 13 14 [15] 16 17 18 19 20 .. 28 successivo »
Opinioni / News
Cerca Cerca


Tutti i contenuti © 2000-2008, Manfredonia.net Magazine