![]() | | | Messaggi |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Marcuzz il 30-07-2001 alle 12:18 |
Posso porre una domanda?
Vorrei che quanti non la pensano come me rispondano lealmente e con onestà soprattutto nei confronti di sè stessi...
Tutto questo casino (saggiamente strumentalizzato dai parlamentari di sinistra) sarebbe emerso se al governo ci fosse stato Rutelli?
Se i disordini, il morto, e le manganellate ci fossero stati lo stesso anche con il governo di sinistra, si sarebbe parlato di "atteggiamenti fascisti", di abusi, di regime dittatoriale??
La mia risposta, in attesa della vs:
secondo me no...ma ci sarebbe stato un casino all'interno della sinistra, tra Bertinotti e i DS (che nella relatà sono andati a braccetto con il compagno Fausto). |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da fuzzy il 30-07-2001 alle 12:28 |
caro marco non vorrei contraddirti ma se devo rispondere sinceramente mi viene in mente il fatto più ovvio: "la storia non si fa con i se e i ma..." e ammesso che dovessimo fare questa disquisizione non ti sembra inutile e fuorviante di fronte a tali e tanti argomenti di cui discutere?
Comunque penso che i disoprdini ci sarebbero stati lo stesso ma non in quelle dimensioni perchè il governo (che detta gli indirizzi) non avrebbe indicato la strada della repressione dura (come ha fatto berlusconi ) per evitare uno scollameto troppo drastico con un movimento di piazza così forte e secondo me inarrestabile |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Marcuzz il 30-07-2001 alle 12:28 |
nnn sta per nouvell forum?
o per tanti altri nick sentiti per questo forum?
l'atteggiamento è lo stesso: insulto, provocazione, intolleranza nei confronti di quanti non la pensano come lui...
Se volete passare per quelli tolleranti e che esprimono la libertà di pensiero, avete sbagliato tutto...anzi, screditate quanti tentano di farlo realmente. |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Marcuzz il 30-07-2001 alle 12:44 |
Ho fatto tale domanda solo per farvi capire che il casino va fatto per individuare i responsabili dei disordini e dei pestaggi, e non per farne un caso politico e di screditamento all'estero del governo.
Io aggiungo che probabilmente avremmo pianto poliziotti e carabinieri...
La cosidetta zona rossa, inventata dal governo di Amato, secondo il piano creato sempre dallo stesso + ministri dell'interno etc, prevedeva quanto poi stato attuato da quello di Berlusconi:
massima sorveglianza di tale zona, e minor controllo della gialla.
i manifestanti, come preannunciato, avrebbero tentato la pacifica invasione della zona rossa...ma come? rendendosi invisibili e scavalcando le recinzioni?
le forze dell'ordine hanno bloccato quanti si dirigevano verso tale zona, come stabilito dal piano creato dal governo precedente a quello del berlusca, con ogni mezzo disponibile!
Oppure mi suggerisci mezzi meno persuasivi?
Una parentesi, che sicuramente mi criticherai...ti ricordi come è stato combattuto e annientato il terrorismo?
Con metodi repressivi e alle volte eccessivi, ma nessuno si è lamentato...
C'è gente che è stata bastonata perchè girava per strada senza autorizzazione o solo perchè aveva una custodia di chitarra con se... |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da libera il 30-07-2001 alle 13:03 |
Rispondo a Marcuzz dicendogli che non so come sarebbe andata se ci fosse stata la sinistra al governo, forse sarebbe andata nella stessa maniera e sai perchè? Perchè secondo , anche da quello che ho visto, purtroppo le forze di polizia pullulano di gente cresciuta con miti , fatemelo dire, di matrice fascista. Magari non lo sanno neanche, hanno forse semplicemente avuto una madre tipo la signora Simonelli che gli ha insegnato l'odio per la gente di sinistra che va fermata ad ogni costo e con ogni violenza per difendere la PATRIA. GLi atteggiamenti sono quelli del machismo destroide di tanti film americani, l'ignoranza regna suprema, la storia non significa nulla è solo invenzione dei rossi. é in questo vuoto che si vanno ad inserire gli estremismi, guarda caso pare che a genova le forze dell'ordine andassero d'amore e d'accordo con i black blok....
si colpiva anche chi aveva solo una chitarra? erano gli anni settanta, io questo l'ho visto nel 2001, e purtroppo l'anno visto in tanti anche all'estero, non è Rutelli che vuole screditare il nostro paese, credo che qualcun altro l'abbia fatto, e se qualcuno volesse nascondere quello che è accaduto per amor di patria farebbe un grande errore, la figura di merda sarebbe peggiore e come sempre in Italia (Ustica, Bologna; PIazza FOntana)la verità verrebbe sepolta.
LIBERA che vi piaccia o no |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Paola Simonelli il 30-07-2001 alle 14:23 |
Chi ha un complesso di inferiorità utilizza l'anonimato come unico sistema di "sfogo"; la rete a ciò si presta molto.
Dal linguaggio scritto comunque si riconosce la provenienza politica di chi posta. Nulla di nuovo, anzi logoro ed obsoleto. Esattamente come l'ideologia politica in cui "l'anonimo" si riconosce.
Non posso comunque "far finta di nulla" sul risultato educativo e scolastico di chi si esprime con tali scritti.
Ne prendo atto.
La violenza verbale è figlia più dell'ignoranza che della ideologia.
Leggetevi "Nouvell Forum" del 30-07-2001 ore 13.03 e qualcun altro sul G8.
Prendo le distanze da tali "personaggi" abbandonando definitivamente www.manfredonia.net/
Non c'è dialogo. Non per vittimismo, anzi!
Ma non ne vedo l'uscita.
Oltretutto solo l'unica che offre un nome, un cognome e l'indirizzo.
Vi offro (grazie a Federico Guiglia) l'articolo di oggi sul quotidiano IL TEMPO.
Lunedì 30 Luglio 2001, da "IL TEMPO"
di Federico Guiglia
""La svolta degli insulti""
<< L'ULTIMA «svolta» della sinistra? Le male parole. Dopo il G8 la polizia italiana è diventata maleficamente «cilena». Ma ancor prima d'aver presentato il nuovo testo sull'immigrazione, il governo è già diventato maledettamente «schiavista». Così hanno decretato autorevoli - come suol dirsi - esponenti progressisti, che di questo passo esauriranno molto presto lo screditante repertorio. Tra un po' dovranno paragonare gli avversari agli Attila, ai Nerone, ai Polifemo da ripescare per non abbassare il tono dell'insulto. Ma attenzione: l'offesa al nemico ha a sua volta una lunga, ancorché non proprio gloriosa, tradizione. La storia del comunismo è piena di «pidocchi» (Lenin), di «vermi» (Fidel Castro) o di ancor più animaleschi, nelle intenzioni, «fascisti», affibbiati all'odiato oppositore di turno. La guerra delle parole è l'unica guerra che i progressisti, quelli durissimi, lievissimi e purissimi, abbiano vinto davvero a danno dei moderati, descritti per decenni come «borghesi»; sinonimo non già di ceto emergente, creativo e produttivo, qual è, ma di insopportabile sfruttamento della società del benessere a scapito dei meno forti o fortunati. Per decenni ha imperato il ribaltone linguistico. Per anni s'è detto «Germania democratica», che non era quella dell'Ovest ma, al contrario, la comunista: il mondo alla rovescia. E ora si ricomincia, attraverso le accuse «cilene» e «schiaviste» rivolte alla maggioranza dalla sinistra chic e choc. Torna la mai archiviata dottrina secondo cui il padre era padrone, la mamma fonte di mammismo, l'uomo di maschilismo e reazionari coloro i quali reagivano all'egemonia progressista.
La propaganda, si sa, è sempre stata l'arma prediletta dell'ideologia.
Non c'è da stupirsi, dunque, se gli ultimi mohicani del Sessantotto vi facciano tuttora affidamento. Ma nel nostro caso, nel caso italiano, il ricorso alla «parolaccia» per ridimensionare o ridicolizzare l'interlocutore non è patrimonio esclusivo dei contestatori nostalgici. Vi fanno riferimento pure i Vip della sinistra che non cambia (linguaggio). E come se non bastasse, con la parola buttata come un sasso contro l'interlocutore, si impedisce, di fatto, di discutere le proposte dell'interlocutore. Se si dà dello «schiavista» a chi vuol rivedere la legge sull'immigrazione, è chiaro che non c'è partita da giocare: con quella premessa - «schiavista!» - come si fa a dibattere sul punto-cardine della clandestinità, di come smascherarla, di come sanzionarla? Con quale credibilità, e soprattutto con quale voglia può, l'etichettato schiavista, discutere con l'avversario che l'ha appena verbalmente lapidato? Etichettare, quindi, non è far violenza all'estetica, ma all'etica. Significa voler distruggere non il «nemico», ma ciò che egli cerca, a torto o a ragione, di rappresentare.
Significa buttarla in rissa per far saltare tutto; significa dimostrare un'assoluta mancanza di idee. Non è sempre vero che le parole siano pietre. Ma le male parole, sì >>.
Un saluto da Paola Simonelli, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Chieti.
www.paolasimonelli.com
info@paolasimonelli.com |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Paola Simonelli il 30-07-2001 alle 14:27 |
Mi correggo:
"Nouvell Forum" del 30-07-2001 alle 10:05
Alle 13.03 è "Libera". Ma è lo stesso, è solo uno in più dei tanti.
Un saluto da Paola Simonelli |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da nouvel forum il 30-07-2001 alle 14:34 |
Forse aabbiamo raggiunto l'obiettivo di far riflettere la signora simonelli.
Ovviamnete anch'io vi invito a rileggere cio che sostiene la signora sin dall'inizio di questo forum, ammetto di aver usato parole dure ma le metafore usate dalla signora in questione e il disprezzo che nutre verso tutti i suoi avversari vi sarà chiaro sin da subito. A Voi (se vi interessa ) l'ardua sentenza!!
PS: la signora ragiona in termini di ideologie, non ha capito che qui di ideologie non ce ne sono ci sono solo dei fatti da giudicare, le IDEOLOGIE LE LASCIO A LEI CARA SIGNORA ASSESSORE ARCHITETTO DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO. |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da libera il 30-07-2001 alle 14:42 |
NOn ci posso credere,la signora Simonelli si ritira dal forum per colpa mia? allora è vero, è ancora possibile fare qualcosa in questo mondo.
IO credo di non avere nulla da rimproverarmi, sono stata dura ma mai volgare con la signora in questione, mentre lei ha cercato di liquidarmi, esattamente come avevo previsto, dicendo che avrei dovuto restare a casa. Dice che dalle mie parole si capisce la mia provenienza politica, io che ho avuto il diritto al voto qualche mese fa... e la sua provenienza politica?
In quanto ai risultati della educazione scolastica io dico alla signora in questione che ringrazio i miei genitori per avermi insegnato a leggere a tenermi informata in tutti i modi, la mia formazione è il risultato di tante cose e non l'indottrinamento di un genitore o di un insegnante.La signora Simonelli è assessore all'istruzione, dovrebbe forse conservare un atteggiamnto più obiettivo vista la carica che ricopre e soprattutto,visto che odia i giovani, è evidente, avrebbe dovuto scegliersi un altro assessorato, credo che lo stipendio sia lo stesso quindi no problem.
Signora Simonelli, lei non ha risposto a nessuna delle mie domande, lei non ha controbattuto a nessuno dei miei argomenti...lei fugge via a cercare forse un sito più adatto alei, vada in quello delle SACRISSIME FORZE dell'ordine,e continui a difendere PATRIA, ONORE E FAMIGLIA per il resto dei suoi giorni addio
LIBERAAAAAAAAA |  | Re: G8: vogliamo parlarne? Postato da Marcuzz il 30-07-2001 alle 14:42 |
L'articolo in questione fa capire cosa significa insultare la gente...e soprattuto non rispettare (nel bene o nel male) quanto espresso da altre persone...
Mi spiace per la sig. Paola.
Però una cosa, anche io sono stato insultato ma abbandonare è come perdere la partita. E' vero, gli insulti chiudono la partita da sé...non permettono risposta, se non dello stesso tono...
Ma in questo, mi permetta, cerchiamo di essere superiori...
Io non temo confronto, neanche da accuse e insulti infamanti.
Se ha notato...nel forum è rimasto e scrive chi è riuscito a sostenere un dialogo civile...i più "cafoni" sono andati via, e se ne andranno... | |
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