| A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? | |
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 | A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da TILLY il 27-11-2007 alle 21:22 |
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...e se si riscoprissero i vecchi mestieri?
Troppi laureati,ragazzi...siete troppi.
E per dirla tutta...anche se otterrete subito un lavoro(che vi auguro di tutto cuore)
sarete senza ombra di dubbio sottopagati,a Manfredonia e nel resto d'Italia. 
Un buon artigiano guadagna sicuramente di più! |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da uovo kinder il 27-11-2007 alle 22:58 |
Voi almeno avete avuto la "fortuna" di avere l'università a casa... io per fare ingegneria devo farmi la triennale a foggia e la specialistica a bari o molto più lontano.
Una curiosità, vorrei sapere quali sono gli sbocchi lavorativi di questa laurea, xkè non ho ancora capito a che serve.
Saluti. |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da guerriera della luce il 28-11-2007 alle 08:24 |
questo problema non riguarda solo i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio...ci troviamo tutti nella stessa situazione..non solo voi vi sentite abbandonati dalle istituzioni....è la riforma triennale che è sbagliata...ha creato solo l'ILLUSIONE di tempi abbreviati ma in realtà i tempi si sono prolungati e la cosa più grave è quella di aver gettato fumo negli occhi con sbokki lavorativi accessibili con la laurea triennale CHE IN REALTA' NON ESISTONOOOOOOOOOOOOOOO!!!  |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da menisco il 28-11-2007 alle 10:17 |
Vero,mi trovi parzialmente d'accordo.La ripresa dei mestieri va spronata ed incentivata.
Ma una domanda, che prende spunto dalla contigenza: si é data la possibilità ad alcuni concittadini di laurearsi in Economia ambientale. Bene (anche se ci si poteva, secondo me, sforzare di più, nel scegliere una facoltà piu spendibile nel nostro territorio). Ma vista la scelta fatta é inutile far dietrologia.
Ora bisogna dar continuità a quella scelta! Che ne so, ad esempio in vista delle nuove linee strategiche di politica industriale del nostro comune creare un indirizzo marittimo....le nostre acque sono già fin troppo inquinate andrebbero ben monitorate e l'autorità portuale nascente (in quanto ente pubblico non economico) dovrebbe farsi carico di questa finalità. |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da manfredonia_71 il 28-11-2007 alle 17:01 |
"guerriera della luce" una curiosità... quando dici che la laurea triennale non ha creato nuovi sbocchi occupazionali fai riferimento alla realtà del sud o peggio di Manfredonia?
tieni presente che io sono un laureato del vecchio ordinamento e per iniziare subito a lavorare ho fatto la valigia dal giorno dopo.
ci tengo comunque a precisare che la mia non è assolutamente una polemica, ma sono solo curioso di capire dove sta portando questa modifica del sistema universitario...(un mio vecchio professore per esempio la considerava estremamente pessima da molto prima che venisse approvata).  |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da guerriera della luce il 28-11-2007 alle 18:22 |
manfredonia_71, la laurea triennale non ha creato nuovi sbocchi occupazionali nè al sud e nè al nord...
concordo con il tuo professore...è la riforma che è sbagliata!!!
ti gettano fumo negli okki dicendo che con la triennale puoi accedere a tante figure professionali che nella realtà non esistono perchè non ci sono le strutture dove inserire queste figure!

ad esempio: i laureati in scienze della formazione continua dove vanno a lavorare?non sono insegnanti, non sono psicologi, non sono educatori...ke fanno?...niente!!!come tutti noi triennalisti!!! almeno con la laurea quadriennale potevi accedere a qualche concorso...  |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da uovo kinder il 28-11-2007 alle 20:58 |
X Manfredonia_71:
Io sono uno studente di questo (maledetto) nuovo ordinamento.
Faccio ingegneria, facoltà abbastanza pesante rispetto ad altre, e da noi si fanno gli esoneri (cioè i "mezzi esami") ogni 2 mesi per 15 giorni.
In questo modo però è come fare 2 esami e mezzo in 15 giorni...
Mentre nel vecchio ordinamento si facevano i corsi e l'esame si faceva una volta al mese, ti preparavi bene la materia e andavi avanti. In questo modo invece le conoscenze sono poco approfondite (non si ha il tempo) e meno complete.
Prima si facevano 30 esami in 5 anni.
Con il nuovo ordinamento sono 30 esami in 3 anni.
Anche per me questo ordinamento è una vera schifezza. |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da bibe il 29-11-2007 alle 02:02 |
ciao a tutti-
io mi sono laureata in lingue con il vecchio ordinamento.
Per dare un esame (poniamo spagnolo 3) avevo a disposizione solo 1 appello per sessione (2 se il docente di cattedra era davvero caritatevole).
L'esame (poniamo sempre spagnolo 3) constava di 26 testi da studiare (tra antologie, letture, dispense etc.).Il voto finale (se ci arrivavi) era la media risultante da 5 voti dati da altrettanti prof. (chi ti interroga in grammatica, chi in storia, chi sul corso monografico etc.)
Una collega del nuovo ordinamento aveva il mio stesso esame ma tutto "spezzettato"..più appelli (anche ogni 15 giorni) e ad ogni appello massimo due testi da studiare..ad un appello grammatica, ad un altro storia e via dicendo.. |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da guerriera della luce il 29-11-2007 alle 08:29 |
io ne ho : 36 al triennio + 25 alla specialistica...  |
 | Re: A proposito di: Quale futuro per i laureati in Economia dell'Ambiente e Territorio? Postato da manfredonia_71 il 29-11-2007 alle 09:18 |
uovo kinder
anch'io ho studiato ingegneria ed anche ai miei tempi esistevano gli esoneri, che forse a differenza di oggi non erano obbbligatori, comunque tieni presente che erano considerati estremamente utili e tutti cercavano di farli.
Forse il numero degli esami è rimasto lo stesso, ma i programmi sono stati ridotti, ed è questo uno dei motivi che portavano il mio ex professore a ritenere negativa questa riforma, perchè a suo dire la preparazione che avrebbe fornito sarebbe stata insufficiente... una battuta che ripeteva spesso è che noi eravamo gli ultimi ingegneri che sarebbero usciti dall'università...
io non so dire quale dei due ordinamenti sia il migliore, ma una cosa che sicuramente mancava e forse non c'è ancora è una integrazione università-mondo del lavoro, per fornire oltre alla preparazione teorica (che a mio avviso potrebbe essere ridotta) anche quegli strumenti e conoscenze che effettivamente le aziende ti chiedono... un esempio molto semplice, al giorno d'oggi se vuoi lavorare presso un'azienda medio/grande devi avere un'ottima conoscenza della lingua inglese, cosa che la scuola italiana non fornisce come standard, devi essere tu a prendere iniziative per sopperire a questa lacuna.... |
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