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A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da TILLY il 09-09-2008 alle 14:00

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Normale...cos'è normale?
Visto da vicino nessuno è normale.
Io credo che la maggior parte dei clochard possieda una sensibilità superiore alla norma o forse hanno uno spirito di indipendenza talmente forte da non potersi adeguare alle regole della società.
A volte rifiutano di essere aiutati,non hanno sicuramente vita facile...magari i parenti stessi si vergognano di loro...è una cosa triste.
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da Karos il 09-09-2008 alle 17:03

Ci chiediamo quale sia la normalità.
Credo che quete persone che hanno scelto un loro modo di vivere che io non discuto, abbiano, come dice Tilly, una sensibilità diversa e sicuramente più accentuata che io rispetto.
Ne ho conosciuto diversi,a Siponto, e alle volte , sono loro che quando hanno bisogno, ti chiedono qualcosa: ma lo fanno di loro spontanea volontà.
Non mancano di certo a Siponto e a Manfredonia opportunità di aiutarli a vestirsi o a sfamarsi (Casa Scalabrini, Charitas, mense, ecc.). A volte un atteggiamento di pietismo li può offendere.
L'importante è una cosa sola: che sappiano che in qualsiasi momento di difficoltà possono contare su qualcuno che rispetta le loro idee e le loro scelte e che soprattutto sentano come loro amico.
La Morte fa parte della vita, a precsindere da come uno scelga di viverla.
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da Mambrdonje il 10-09-2008 alle 10:23

Non credo che uno scelga la solitudine, il distacco dai suoi simili, una vita senza un tetto ed un letto per dormire, così senza una ragione valida.
Chissà quali delusioni, quale sventura, ha portato costui a scegliere quella Strada.
Ne ho conosciuti tanti, la maggior parte sono dei tipi sensibilissimi, persone che non hanno la forza di combattere nella giungla della “Civiltà Umana”, in loro ho trovato (da non credere) persone di tutti i ranghi, gente deluse dai loro parenti e amici, e derisi per la strada da deficienti che ci fanno anche il filmino, per poi pubblicarlo su youtube.

Leggendo questa lettera, mi sono ricordato di un vecchio episodio, un caso (quasi) simile.
E mi sono ricordato, di questa vecchia poesia quasi ormai ingiallita dal tempo e ricordi, la vorrei dedicare al nostro compaesano sfortunato, che possa essere lassù adesso felice.

Lacrime vane

C’è un bambino che piange
giù nella strada,
vedo un uomo che passa
un altro che guarda.

Una donna sì arresta…
ma solo un istante,
poi s’allontana:
a casa suo figlio l’attende.

C’è un bambino che piange
giù nella strada,
ma, nessuno si ferma
tutti corrono frenetici e avidi.

No!
Non c’è tempo per chi soffre
non c’è tempo per chi a paura.

C’era un bambino che piangeva
giù nella strada,
nessuno voleva, nessuno sentiva
e Dio l’ha preso con sé!
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da occhioparzial il 10-09-2008 alle 10:46

Fino a quando ci sarà qualcuno che si accorge di loro e con la sensibilità che ha dimostrato chi ha scritto la lettera...ci sarà speranza che in questo mondo egoista possano sbocciare fiori.

Grazie
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da Mambrdonje il 10-09-2008 alle 11:19

Ma spesso ne prendiamo atto, soltanto quando ormai è troppo tardi.
Adesso a Lui non servono più le buone parole e conforti, questo che scriviamo serve (forse) di più a “coprire” i Nostri sensi di colpa, i nostri rimorsi, per non aver fatto quando era possibile qualcosa per alleviare “le sue pene”.
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da antonio beverelli il 10-09-2008 alle 13:53

Salve a tutti amici vicini e lontani.

Vedevo spesso questo nostro concittadino più sfortunato, e mi ero ripromesso di invertivstarlo, così come feci con Stefano.

A lui andò meglio: grazie ai Vigili Urbani e l'interessamento della stampa, nato da manfredonia.net, riuscì a trovare casa offerta dal Comune, ed ora vive una vita decente.

Purtroppo, questa volta, non abbiamo fatto in tempo...

Domenica scorsa, appena avuta la notizia, mi sono sentito davvero in colpa per questo... Nel pomeriggio ho voluto posare dei fiori in quella zona, per ricorda un uomo che non c'è più, ed è un macigno sulla coscienza di tutti tale morte.

Cosa ci insegna tutto ciò?

Primo: non rimandare mai a domani quello che puoi fare oggi;
secondo: guardiamoci di più attorno ed evitiamo di camminare dritti, con i paraocchi, un barbone è uno di noi, ed ognuno di noi può divenirlo per qualsiasi motivo;
terzo: gustiamoci di più quello che abbiamo, perchè potrebbe sembrarci poco, ma per altri potrebbe essere una fortuna.

Grazie.
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da anteo il 10-09-2008 alle 14:09

Bè, se continuate a dare l'8X1000 alla chiesa cattolica....
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da Mambrdonje il 10-09-2008 alle 15:04

Anteo, neanche i morti lasciamo in pace per far politica?
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da anteo il 10-09-2008 alle 19:50

E chi fa politica?! Io il poveretto che è morto neanche l'ho nominato... Il mio post era diretto più che altro a chi afferma, tra ipocrisia e falso pentimento, che nonstante i soldi dell'8x1000 c'è gente che muore per strada ignorata da tutta la società... E poco valgono le lacrime di coccodrillo, le poesie o i buoni sentimenti sviscerati post mortem. Per quanto riguarda l'8x1000, la Chiesa intasca gran parte di quei soldi (molti) e insieme a quelli che lo Stato italiano li usa per mantenere il suo apparato. Una minima parte va in aiuto dei bisognosi e gran parte delle volte in modo sbagliato. L'inverno scorso a Milano ho visto ambulanze di volontari andare in giro per la città a fornire coperte e cibo caldo ai senzatetto. In altri posti c'è bisogno forse di un "numero minimo" di "barboni" perhè questi vengano in qualche modo assistiti dall'amministrazione comunale e/o da qualcun altro?
Io non voglio nominare "l'uomo del marciappiede", è stato detto già tanto. Solo ha vissuto e solo è morto. Ma se morire è l'unica cosa che ha fatto perchè qualcuno lo notasse, allora qualsiasi cosa detta è inutile. Siamo tutti colpevoli.
Re: A proposito di: In memoria di uno di noi
Postato da Mambrdonje il 11-09-2008 alle 10:06

@anteo, hai letto il mio post precedente?
“…Adesso a Lui non servono più le buone parole e conforti, questo che scriviamo serve (forse) di più a “coprire” i Nostri sensi di colpa…”
Quindi dicevo la stessa cosa, senza nominare chiesa o assessori, e non sono il tipo di falsi pentimenti, io faccio quello che posso e sento di fare ai bisognosi, ai vivi e non soltanto quando uno muore.
Io personalmente non ho rimorsi, e la mia poesia non è venuta da falsi pentimenti o ipocrisia, ma scritta con amore e postata in onore di chi è morto da solo, per far sì che almeno adesso avesse qualcosa di bello in suo ricordo.
Non mi piace definirlo “l’uomo del marciapiede”, avrà avuto almeno un nome?
Perche allora privarlo adesso, ridiamolo il nome per rispetto e devozione, almeno questo possiamo farlo.

Mi è piaciuto ciò che hai scritto: ma se morire è l'unica cosa che ha fatto perché qualcuno lo notasse, allora qualsiasi cosa detta è inutile. Siamo tutti colpevoli.

Saluti Umberto.
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