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Corte dei Conti: Italia malata, ampia corruzione. Dal non agire dei politici danni enormi
Postato da micky il 06-02-2008 alle 22:09

Il non agire degli amministratori pubblici può generare danni incalcolabili. Non parla mai di immondizia nelle strade o di opere pubbliche incompiute, Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ma l'allusione è esplicita, nel discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. A preoccupare, inoltre, è il quadro politico-istituzionale: "L'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere in se stessa".

Paralisi
"E' sotto gli occhi di tutti - ha detto Lazzaro - l'esempio di come il non agire protratto per anni possa provocare danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente, riuscirà a pervenire a una quantificazione e tanto meno a ottenere un risarcimento". Lazzaro ha aggiunto che "è di fronte a danni di spaventosa entità, danni alla salute, all'ambiente, alla fruizione a all'integrità di beni di consumo, allo stesso ordinato vivere civile, che gli attuali rimedi giurisdizionali mostrano tutti i loro limiti".

Il proliferare di strutture
"Assistiamo per tanti aspetti - ha detto Lazzaro - al crescere confuso di strutture, modelli amministrativi, sovrapposizione di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E' compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all'insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell'interesse finale della comunità nazionale".

Enti locali e consulenze esterne
L'emergenza rifiuti è "un caso esemplare di cattiva gestione delle risorse" non solo per i maggiori costi ma anche "per l'uso che si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali". Il presidente della Corte dei Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.

Critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite "non già per accrescere l'efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilita' interno o di fare assunzioni senza concorsi".

Male anche il frequente ricorso alle consulenze esterne: il rischio è quello di non controllarne il contributo è "di perdere il controllo della gestione strategica delle operazioni".

Taglio delle spese non è la panacea
"La flessione rilevante delle spese di investimento è certo una forma di risparmio per far quadrare i conti dell'anno. Ma - ha detto Lazzaro - alla lunga, erode le capacità di dare risposta alle esigenze di sviluppo del Paese".

Da segnalare anche il fatto che la pratica a cui spesso si ricorre di "tagliare in modo indiscriminato le spese per i consumi intermedi, ha fatto si' che esse siano giunte a un livello tale da intaccare l'operativita' e la stessa dignità delle amministrazioni".

Contratti e stipendi
La dinamica delle retribuzioni nel pubblico impiego "supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati".

Lazzaro elenca i fattori negativi: "i ritardi nei rinnovi, che ampliano la base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la sostanziale libertà del quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine; l'aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di risorse".

Più tangenti
Un "quadro di corruzione ampliamente diffusa" emerge dagli accertamenti della Corte dei Conti nel 2007. A rilevarlo è il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, secondo cui "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all'immagine della P.A. pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti. Su un totale di 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle sezioni regionali della Corte dei Conti per un totale di oltre 92milioni di euro, una buona parte (l'11,4%) ha riguardato danni causati da corruzione, tangenti, e concussione.
Re: Corte dei Conti: Italia malata, ampia corruzione. Dal non agire dei politici danni enormi
Postato da uovo kinder il 07-02-2008 alle 16:37

L'amministrazione amministra il bene pubblico. Il bene nostro. Lavorano per noi. Ricordiamocelo. Facciamoci sentire, perchè loro hanno bisogno dei nostri voti, hanno bisogno che noi siamo felici. Quindi MANIFESTIAMO PER TUTTE LE COSE STORTE. CHIEDIAMO SPIEGAZIONI.

Lunedì alle 19:00 in piazza contro l'aumento della TARSU.

Non con una bandiera o uno stemma, ma con la motivazione di ESSERE ITALIANI.
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