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Sarebbe bello sapere il perchè...
Postato da Antonio il 01-05-2007 alle 10:33

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Vi scrivo per rendervi partecipi di questo fatto, sperando che me lo pubblichino...

Qualche giorno fa mando il seguente articolo alla redazione di manfredonia.net:
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/26-Aprile-2007/art31.html

Che dici appunto ciò:

"LA MORTE SILENZIOSA DI UN CLANDESTINO"

Feodor, 39 anni. Schiacciato da un trattore nelle campagne foggiane; nessuno ne ha saputo mai nulla. Ne scrivo solo grazie a Moulay, che vuol fuggire da quell'inferno senza futuro
Marco Rovelli *

Era un rumeno, e dunque non più clandestino, ma la clandestinità è una condizione esistenziale che ti rimane appiccicata addosso. Feodor è morto a 39 anni, sotto gli ulivi, schiacciato da un trattore nelle campagne intorno a Cerignola, in contrada Racucci Secondo, per la precisione, lungo la provinciale 95. La moglie gli stava a pochi metri, zappando. Il trattore si è ribaltato, e Feodor è caduto nel canale che costeggiava il terreno. E' come se Feodor fosse morto di due morti: schiacciato e affogato. Feodor non era più clandestino, ma continuava a fare quello che faceva da quattro anni, da quando era arrivato in Italia. Lavorava in nero nelle campagne foggiane, a prezzi stracciati. Lunedì stava lavorando per tre euro e mezzo all'ora, e già gli andava di lusso. Ché molto più comune, da quelle parti, è prendere due euro e mezzo all'ora. Così assolutamente comune è lavorare in nero. Essere in regola è un privilegio di pochi. Nel caso di Feodor, a quanto si dice, non era assicurato neppure il trattore. Nessuna garanzia, per Feodor, 39 anni, per sua moglie di 36, e per la loro bambina di 12 anni che è rimasta in Romania.
Le campagne del Tavoliere, così come la piana di Gioia Tauro in Calabria e i campi di patate del siracusano, sono quasi zone extraterritoriali. Zone dove sopravvivono i clandestini più clandestini. Quelli «senza rete»: senza le connessioni che li portino via da quel circuito, facendogli intravedere una possibilità alternativa. Quelli come Feodor sono come conficcati, laggiù. Ci sono persone spesso non più giovani, di quaranta, cinquanta anni. Anche alcuni subsahariani di settanta. Loro abitano in queste campagne tutto l'anno, anche dopo la fine della raccolta dei pomodori. Restano per i broccoli e i carciofi, prima, poi per l'uva, e poi per curare le vigne (ed è qui che ci sono le paghe più basse: cinquanta euro da dividersi per sei persone per curare un ettaro di vigna). L'inverno, insomma, si sopravvive, e ci si incontra a fine giornata al bar. Esteuropei (rumeni e bulgari, qualche polacco residuo), subsahriani (soprattutto ghanesi e nigeriani), maghrebini (tunisini e marocchini).
In estate, invece, nei campi vicini alla masseria Tre Titoli, e dalle parti di Stornara e Stornarella, si affollano migliaia di persone, per la maggior parte subsahariane, accampate in tende di fortuna e baracche di cartone, o ammassate in case, decine e decine di persone per ogni vecchia casa colonica abbandonata e ora riadattata per i nuovi braccianti. Sei ore per quindici euro, questo il salario normale. Meno della metà rispetto a ciò che prevederebbe la legge. Quando va bene, venticinque euro. Da agosto a ottobre, nel pieno della raccolta del pomodoro, si lavora dalle quattro, cinque di mattina a mezzanotte. Ma, anche ai pochi in regola, vengono pagate solo trenta euro.
Poi ci sono i caporali, che lavorano soprattutto con gli esteuropei. Si prendono quaranta euro dal proprietario (o dall'affittuario) del terreno e a quelli della squadra che hanno reclutato ne danno venti. Il proprietario, di solito, li mette ad alloggiare in una casa, e loro non devono muoversi. Glielo fa capire gridando, ché anche se loro non capiscono la lingua, però sono almeno capaci di spaventarsi. Non sono sequestrati, questo no, l'offerta di braccia è tanta, se vogliono possono andarsene. Ma se non stanno alle condizioni, niente paga. Poi capita che la paga non ci sia anche stando alle condizioni, ma anche in quel caso bisogna star zitti. A chi può rivolgersi uno che non conosce nessuno, che è arrivato direttamente nel deserto di queste campagne, che non conosce la lingua? Anche a M. (che chiameremo Moulay) è successo di non essere pagato. Moulay, tunisino, è uno dei pochi privilegiati col permesso di soggiorno. Lui potrebbe andarsene da tempo, da lì. Ma finora non ne ha avuto la forza. Anche se sconta la concorrenza degli esteuropei, negli ultimi anni, e lavora sempre di meno: loro si accontentano di 2,50 all'ora, mentre lui non ne vuole meno di cinque.
E' stato Moulay a far uscire dal foggiano la notizia della morte di Feodor. Ci eravamo scambiati i numeri a capodanno, quando ero andato giù nella sua campagna, al bar di Tre Titoli, gestito da una donna ivoriana. Mi ero seduto al tavolo e mi avevano detto, Un italiano che si siede con noi, non era mai successo! Poi avevo conosciuto Moulay, e avevamo parlato a lungo. Ieri mi ha chiamato dicendo, Hai visto, è morto un ragazzo, era mio amico, lavoravamo insieme. Lui abitava vicino a me, a Borgo Libertà.
Ho cercato su Google. Nulla. Solo la notizia sul sito di una tv privata foggiana. Sui circuiti nazionali, nulla di nulla. A confermare che questi sono i clandestini più clandestini. Ho telefonato alla caserma dei carabinieri, per sapere se il proprietario del terreno fosse stato arrestato, nulla neppure lì.
Questa morte è stata decisiva per Moulay, che in Tunisia era un bravo saldatore, montava capannoni, faceva porte di ferro. Moulay ha deciso di lasciare quelle campagne di miseria e di morte. Mi ha chiesto di aiutarlo, di trovargli una possibilità per il lavoro che sa fare bene, e che gli piace fare. Ora che ne ho scritto sul manifesto, chissà che una possibilità non si trovi davvero. (Nel caso, scrivete a alderano@libero.it).
autore di «Lager italiani» (Bur)

Mi piacerebbe, anche per una questione di correttezza nei rapporti con gli utenti del sito, sapere il motivo della mancata pubblicazione sul sito della notizia. Forse questo giornale si occupa solo di "alcuni" problemi della Capitanata e non di "altri". Forse si sta verificando l'autenticità della notizia? Forse si ha paura di pubblicare "certe" notizie. Spero per voi che crediate che la vita di un clandestino abbia lo stesso valore della vita di un qualsiasi cittadino occidentale. E se non pensate che stia dicendo stupidate basta leggersi i primi articoli della Costituzione italiana oppure la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo mi sa che dice più o meno le stesse cose.

ANTONIO RIGNANESE
Re: Sarebbe bello sapere il perchè...
Postato da Antonio il 02-05-2007 alle 15:01

Salve, volevo dire che la redazione mi ha risposto e chiarito il tutto.
Re: Sarebbe bello sapere il perchè...
Postato da Mambrdonje il 02-05-2007 alle 22:45

@ Antonio e alla Redazione,
1) Perche questa notizia è stata messa nella casella Politica? Sembra come se si volesse
nasconderla e la mancanza di risposte n’è la prova.
2) Visto che ti sei rivolto al forum, adesso vorremmo sapere anche noi il perché della non pubblicazione e di questo silenzio stampa.
Saluti Umberto
  Sarebbe bello sapere il perchè...
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