Regio Hotel Manfredi
                 RSS

Opinioni / Di tutto di piu'
Cerca Cerca
  Protesto!
Nuova replica Replica
  Messaggi
Protesto!
Postato da Antonio Esposto il 23-03-2004 alle 11:09

Gentili lettori, questa mia intrusione, apparentemente inopportuna, è dovuta alla censura del Sig. Riccardi al mio articolo, il nono sulla manifestazione della pace tenutasi a Dublino:

Siccome penso che la censura sia sempre un atto violento e spia di debolezza, pubblico qui di seguito l'articolo. Ovviamente questa è la mia ultima presenza su questo foglio on-line.

Questa è l'ennesima riprova che ormai il nostro paese, l'Italia, è alla deriva più completa

Saluti





LA MANIFESTAZIONE DELLA PACE A DUBLINO

Io e ed altri quattro amici, tra cui Tony e Gino, giunti dall’Italia per i festeggiamenti nazionali di S. Patrizio, usciamo di casa per dirigerci verso un pub irlandese, nel centro di Dublino in Temple Bar.

Arriviamo quando a venti minuti dal fischio di inizio, il match di rugby Irlanda-Italia è fermo ancora sullo 0-0. Siamo pertanto coscienti di star già realizzando una piccola vittoria contro lo squadrone irlandese che aveva battuto la compagine campione del mondo, l'Inghilterra, alcuni giorni prima.

Tra qualche incitamento per le azioni azzurre, che frattanto svegliava dal torpore dell’alcool la curiosità sincera degli avventori, il match finisce 19-3. Usciamo battuti ma a testa alta, convinti d’aver dato loro filo da torcere. Una volta fuori da pub ci dirigiamo a Parnell Square, circa 5 minuti a piedi da Temple Bar.

C’è la Marcia della Pace, quella tenutasi su scala planetaria il 20 marzo, che si muove appena dal punto di ritrovo. Ci uniamo ai manifestanti, un po’ timidamente. Restiamo colpiti dalla miriade di bandiere presenti: quelle con la scritta Socialist worker e Labour predominavano su tutte. Spiccavano due bandiere, entrambe della pace, una con la scritta in inglese, ed una ancora più bella, perchè in italiano.

La variopinta e festante manifestazione tagliava in due il centro, passando per O’Connol Street. Gli slogan avevano come destinatario il sig. Bush, che sta spingendo il mondo verso la terza guerra mondiale, non contro I “rossi” comunisti, come paventato per 50 anni, ma contro gli integralisti islamici, che combattono con tecniche di guerra tipiche del terrorismo più spietato e sanguinario.

I manifestanti chiedevano la fine dell’occupazione americana e dei suoi alleati (tra cui l’Italia) in Iraq, ormai in pieno caos. L’attenzione era rivolta anche ad Israele, dove la repressione contro i palestinesi si inasprisce di giorno in giorno.

Il terrorismo integralista acquisice sempre più la figura del “Robin Hood” a difesa dei diritti degli arabi conculcati dall’occidente, che si premura solo di appagare l’ingordigia delle lobbies del petrolio e delle armi, o semplicemente per il consolidamento del potere (la stessa Francia, che si è “battuta a difesa l’Iraq” ha delle responsabilità nella guerra civile in Sierra Leone ed è notizia di questi giorni che il presidente del Ruanda ha accusato la Francia di corresponsabilità per il genocidio dopo gli scontri tra Tutsi e Hutu anni fa).

L’occidente continua ad offrire a piene mani i pretesti, gli alibi perchè l’integralismo recluti nuove leve, nuovi martiri, che non credo siano poi così felici di lasciare questa terra, e se lo fanno non può bastare a spiegarlo l’amore che nutrono per il loro Dio.

I partecipanti al corteo erano circa 5000, che da queste parti è un numero non trascurabile, visto che il grasso edonismo di questi ultimi anni qui in Irlanda ha rapito le coscienze ed il pensiero di numerosi irlandesi, soprattutto i più giovani, quelli che non hanno vissuto la miseria dei decenni precedenti.

Il corteo si è fermato davanti al ministero degli esteri irlandesi. Gli oratori si alternavano per ribadire il loro no all’uso per scopi militari dell’areoporto irlandese di Shannon.

L’altro punto focale toccato durante il comizio dagli oratori sono le bugie che continuano a costellare gli eventi interni dei paesi che hanno partecipato alla mera e sfacciata occupazione dell’Iraq; l’ultimo ad uscirne malconcio è la Spagna, col prezzo pagato dai cittadini spagnoli, in particolare dai madrileni.

E l’Italia che non ritira le sue truppe, soprattutto dopo l’attentato di Nassyria, dove la propaganda mediatica organizzata dalle televisoni nazionali ha spostato l’attenzione sul dolore dei familiari, distorcendolo, con finti dibattiti impregnati di sciocco sensazionalismo, falsa solidarietà, un linguaggio pietistico che accompagnava il ricordo dei caduti in terra straniera, senza una sincera risposta ad un semplice quesito: perchè???

Il linguaggio delle televisioni e dei suoi quasi tutti idioti programmi informativi e d’intrattenimento costituiscono l’humus che prepara il terreno alla disinformazione ed alla propaganda governativa.

Chi non vuol sentirsi complice della partecipazione italiana alla guerra in Iraq cosa può fare?

Può fare due cose:

La prima è punire col voto chi ci ha portati a dover temere di uscire di casa, soprattutto nelle grandi città (Torino, Roma ecc.). Questo è un costo sociale, civile, psicologico ed economico che non tutti sono diposti a pagare.

La seconda è di spegnere la televisione (possibilmente per sempre!) e riprendere a leggere, a parlare, a pensare, riprendere a visitare i propri cari ed amici, come hanno fatto i due “fuggianill”, venuti a trovarmi in compagnia di alcune buste di “scavtatill” – purtroppo non erano quelli di Grasso!!.

Ora sperando che non sia l’Italia la prossima ad essere colpita dopo Turchia e Spagna, bisogna chiedere ora più che mai il ritiro dei nostri soldati dalla terra iraquena, che non è nè nostra, nè americana, ma solo degli iraqueni. E poi che se la sbrighino USA e UK, i responsabili di questo madornale errore. Non sarebbe altro che un segno d’umiltà, per la serie “scusate, ci siamo sbagliati”, un segno d’intelligenza, non certo di codardia.

…..Ah dimenticavo, alla manifestazione c’era con me “idealmente” Laura. Ciao a tutti.
Re: Protesto!
Postato da Peripatetico il 23-03-2004 alle 12:28

Censura?!?! Sei tranquillamente qui... quindi io non parlerei proprio di censura.
Ricordati piuttosto che pubblicare articoli su un giornale è a discrezione della testata.
Poi se proprio vogliamo dirla tutta il tuo articolo è del tutto fuori posto su manfredonia.net.
Personalmente del tuo articolo non condivido proprio nulla... è fazioso... troppo fazioso... si vede lontano chilometri da che parte stai.
Re: Protesto!
Postato da strumentale il 23-03-2004 alle 12:48

Caro Antonio,
al contrario degli altri tuoi articoli, degli autentici reportage che hanno suscitato curiosità e arricchito le conoscenze personali di molti sui luoghi che tu stai conoscendo anche per noi, questo è solo un polemicissimo e politicizzatissimo scritto.

Ecco perchè forse il Riccardi ha tergiversato, ma comunque se sei qui presente la tua polemica se la porta via il vento!

Salut
  Protesto!
Nuova replica Replica
Opinioni / Di tutto di piu'
Cerca Cerca


Tutti i contenuti © 2000-2008, Manfredonia.net Magazine